PRIVATIZZAZIONI: L’AMBIZIONE ILLIMITATA

di Matteo Bortolon

“E’ una fase meravigliosa essere qui adesso per voi! […] la pecora nera dell’eurozona si sta trasformando in una attrazione per gli investitori, una delle economia più favorevoli all’imprenditoria Nel mondo. […] Noi privatizzeremo tutto”.

E se lo dice lui c’è da crederci: è Adonis Georgiadis a parlare, ministro dello Sviluppo e dell’Investimento del nuovo governo di centro-destra greco del premi er Kyriakos Mitsotakis, al forum di Capital Link; si tratta di una azienda di consulenza finanziaria con sede a NY, che annualmente organizza un incontro sugli investimenti in Grecia. In tale occasione è intervenuto il ministro, che non ha certo usato giri di parole.

Due giorni dopo la conferenza a NY (9 dicembre) si vedevano i medici greci scendere in piazza contro un evento della Associazione Medica Panellenica che secondo il sindacato di categoria sta collaborando alla privatizzazione del Servizio Sanitario Nazionale, similmente a quanto fatto in UK; in particolare la possibilità che dei medici privati lavorino nelle strutture pubbliche, che la gestione delle attrezzature tecniche sia affidata a compagnie private e che gli stessi ospedali pubblici siano trasformati in aziende. La polizia ha usato contro le proteste il gas lacrimogeno, nella migliore tradizione della difesa poliziesca delle attitudini privatizzatrici da parte dei poteri dominanti.

Se la Mecca del capitalismo è il sogno del nuovo partito di maggioranza, Nuova Democrazia, il suo progetto risponde agli intenti delle istituzioni che manovrano i governi greci come pupazzi da oramai quasi dieci anni: la famosa Troika, composta da Commissione europea, BCE e Fondo monetario internazionale.

Nei dibattiti di inizio dicembre sulla riforma del Meccanismo europeo di Stabilità (MES) pochi si hanno ricordato di come tale ente sia il vero potere istituzionale dietro alla Troika.

Il MES è stato creato nel 2012, assumendo tutte le funzioni dei due fondi salva-stati precedenti, imponendo il lungo corteo di privatizzazioni, diminuzioni di spesa pubblica e misure destinate a rendere “competitivo” il paese in 5 paesi. Tali misure sono elencate in laboriosi, complessi e minutissimi documenti elaborati dalla Commissione e dall’eurogruppo, i famosi Memorandum of understanding, una forma di accordo pattizio di carattere privatistico. La Grecia si è vista imporre tre di essi: uno nel 2010, uno nel 2012, uno nel 2015. Sul frontespizio di quest’ultimo si legge: “Memorandum of understanding between the European Commission acting on behalf of the European Stability Mechanism and the Hellenic Republic and the Bank of Greece”. La Commissione agisce dunque per conto del MES, cui quest’ultimo ha demandato la negoziazione.

Quanto al contenuto, nel terzo pilastro (su quattro) dei punti qualificanti del programma economico (intitolati Growth, competitiveness and investment ) si legge: “La Grecia disegnerà ed implementerà una vasta gamma di riforme del mercato del lavoro [e intuiamo di che genere]… Ci sarà un ambizioso programma di privatizzazioni, e politiche che sosterranno gli investimenti”.

Chissà se la Troika considererà soddisfacente il programma espresso da Georgiadis. Così come lo dice (“privatizzeremo tutto!”) non pare peccare di timidezza.

Pubblicato su Il Manifesto del 21.12.2019