attac italia

  • “Sauti Zetu” il silenzio cantato del campo profughi di Nakivale in Uganda

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    di Matteo Carbognani
    Ora non posso dirti tutta la verità. Avrei paura per il futuro dei miei nipoti. Qui non posso realmente essere chi sono perché ci sono dinamiche ben precise: c’è chi comanda e chi non può lamentarsi. Io sono un rifugiato. Facciamo che continuiamo a cantare, poi un giorno ti dirò quel che penso davvero” mi ha detto Dezaira alla fine di una sessione di registrazione, spiegandomi tutti i non-detti che rimanevano nell’aria.

  • (Ben)venuti! Indagine sul sistema di accoglienza dei richiedenti asilo a Milano e provincia

    Naga Milano e Provincia

    L’accoglienza dei richiedenti asilo in Italia è caratterizzata da sistemi ordinari ed emergenziali. Con la circolare dell’8 gennaio 2014 il Ministero dell’Interno, al fine di fronteggiare “l’afflusso di cittadini stranieri a seguito di ulteriori sbarchi sulle coste italiane” e considerata “l’avvenuta saturazione di tutti i centri governativi e di quelli garantiti da alcuni enti locali nell’ambito del sistema SPRAR”, incaricava tutte le Prefetture italiane di attivare Centri di Accoglienza Straordinari (CAS) per soddisfare la sovrabbondanza di richieste di accoglienza, coinvolgendo tutto il territorio nazionale e inaugurando una nuova stagione emergenziale.

    Il rapporto “(Ben)venuti! Indagine sul sistema di accoglienza dei richiedenti asilo a Milano e provincia” è il risultato di un’indagine svolta a partire dal 2015 sul sistema di accoglienza per richiedenti asilo gestito dalla Prefettura di Milano e che accoglieva, al momento della chiusura del report, circa 2000 persone.

  • #CHANGE EUROPE - COSTRUIAMO UN’ALTRA EUROPA

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    www.ox15.eu    #OX15.eu    facebook: OX15.eu

    no alla austerità / no alla povertà / no al TTIP / no al razzismo / no alla corruzione 

    SOLIDARIETA’ OLTRE I CONFINI

  • #IoDiserto: nasce la Rete degli operatori e operatrici sociali contro i decreti Minniti-Orlando

    Sabato 8 aprile a Roma più di 200 persone hanno partecipato alla prima assemblea autoconvocata degli operatori sociali contro i decreti legge Minniti-Orlando, provenienti da sedici diverse regioni italiane, a testimonianza della necessità di confrontarsi e ragionare insieme.

  • APPELLO PER AGEVOLARE IL RIENTRO E LA PARTENZA DEGLI IMMIGRATI RESIDENTI IN ITALIA E ORIGINARI DEI PAESI COLPITI DAL MAREMOTO IN ASIA

    Aspettiamo la tua adesione..

     

  • Centri di emergenza e centri straordinari: piccola genealogia dell’accoglienza dei richiedenti asilo al tempo della crisi permanente.

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    di Tommaso Sbriccoli (Associazione Verso – Laboratorio Interculturale)


    Nel settembre del 2008, a seguito dell’«eccezionale afflusso di cittadini stranieri extracomunitari giunti irregolarmente in Italia», l’allora Presidente del Consiglio dei Ministri Silvio Berlusconi firmò un’ordinanza (numero 220) che istituiva di fatto la possibilità di ospitare i richiedenti asilo in strutture private usualmente adibite ad altri utilizzi (ad esempio alberghi, cascine e campeggi). Il Governo poteva quindi, tramite le prefetture e scavalcando il sistema di gare pubbliche, selezionare direttamente soggetti terzi presenti sul territorio, spesso privi di ogni esperienza nel campo, per organizzare l’accoglienza di quegli stranieri che, arrivati in Italia dalla Libia, avessero deciso di richiedere la protezione internazionale. Tale sistema ha prodotto in poco tempo la nascita di 42 centri governativi, secondo la stima di Ludovica Jona in un suo articolo sull’Unità intitolato “Business Emergenza” e pubblicato il 29 gennaio 2009.

    È in questo sistema, nato dall’emergenza e dall’improvvisazione, che si può rintracciare l’origine dell’attuale sistema dei CAS (Centri di Accoglienza Straordinaria), che dell’emergenza e dell’improvvisazione continua a mostrare i caratteri.

  • Che ne è delle frontiere in Europa?

    di Giuseppe Campesi, Università degli Studi di Bari

    Gli ultimi dodici mesi ci hanno posto di fronte ad una profonda crisi delle politiche migratorie europee. La quale, si è detto, è il riflesso della crisi dell’Unione, del progressivo indebolimento del progetto politico di una Europa federale, naufragato in una lunga e persistente crisi economica da cui gli egoismi nazionali hanno tratto alimento. Questa crisi può essere guardata anche dal punto di osservazione privilegiato rappresentato dalle frontiere perché è proprio lungo le molteplici frontiere d’Europa che essa si è dispiegata, con il suo carico di violenza poliziesca e filo spinato. La frontiera è, però, anche un punto di osservazione privilegiato per comprendere la crisi dell’Unione europea (UE) perché è proprio rivoluzionando la sua geopolitica tradizionale che il progetto politico europeo procedeva, se pure a fatica, verso quello che appariva un inevitabile destino federale.

  • Corridoi umanitari: un’altra politica in Europa è possibile?

     di Gianna Urizio

    Oggi, proprio mentre sto scrivendo, stanno arrivando in Italia in aereo 101 profughi siriani, grazie al progetto dei “corridoi umanitari”. Un progetto frutto di un accordo tra, da un lato, la Comunità di Sant’Egidio e la Federazione delle chiese Evangeliche in Italia, e dall’altro lo Stato italiano (attraverso i Ministeri degli Esteri e dell’Interno). L’accordo raggiunto a metà dicembre prevede l’arrivo di un migliaio di persone in due anni, non solo dal Libano, ma anche dal Marocco e dall’Etiopia. L’intero progetto è sostenuto in buona parte dall’8x1000 valdese ma anche da una solidarietà di persone e comunità locali, evangeliche e cattoliche.

  • Criminalità, immigrazione e globalizzazione

    Opinione di Beppe di Brisco, Attac italia, Comitato di Foggia

     

  • Diseguaglianze e migrazioni

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    di Roberto Guaglianone

    L’occidente è stato costruito sul razzismo. L’idea di razza è stata creata per mantenere le gerarchie. La disuguaglianza tra gli uomini non è un caso. Il progresso dell’occidente non sarebbe stato possibile senza la schiavitù, il genocidio e il colonialismo” (Kehinde Andrews, professore di sociologia).

    Se è vero che, come tante tesi antropologiche sostengono, le migrazioni umane sono connaturate alla storia, dall'homo erectus in avanti, quello che connota gli spostamenti di ingenti masse di persone negli ultimi due secoli sono le impressionanti disuguaglianze che hanno provocato una profonda frattura in seno all'umanità.

  • documento approvato dall'assemblea antirazzista del 7/10 a Roma

     

     

  • Estratto della ricerca Gendering Asylum Protection System

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    Estratto della ricerca Gendering Asylum Protection System

    Realizzata con il supporto di Feminist review – trust

     di Ilaria Boiano, Sabrina Frasca, Migena Lahi

    Associazione Differenza Donna – Casa Internazionale delle donne

    Differenza Donna (di qui in seguito DD) è un’associazione di donne femministe fondata a Roma il 6 Marzo 1989, con l’obiettivo di combattere la violenza contro le donne. Attualmente DD gestisce centri per donne vittime di violenza in Roma e diversi sportelli antiviolenza, tra cui uno presso il Centro di identificazione ed espulsione di Ponte Galeria. Dal 1992, data in cui è stato aperto a Roma vittime di violenza di genere, ovvero il Centro Antiviolenza della Provincia di Roma, DD ha dato supporto a più di 18.000 donne, di cui il 50% sono migranti. 

  • Fermiamo le crescenti ondate di razzismo!

    di Attac Catania e Ciss - Cepir

     

  • IL MINISTRO DEL LAVORO GIULIANO POLETTI SI DIMETTA

    Lettera di Francesca Molinari

    Centomila giovani se ne sono andati dall’Italia? Sì, ma “non è che qui sono rimasti 60 milioni di pistola. Conosco gente che è andata via e che è bene che stia dove è andata, perché sicuramente questo Paese non soffrirà a non averli più fra i piedi”. Anzi, no, “mi sono espresso male: penso, semplicemente, che non è giusto affermare che a lasciare il nostro Paese siano i migliori e che, di conseguenza, tutti gli altri che rimangono hanno meno competenze e qualità degli altri”.

  • In marcia per un’altra accoglienza

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    di Raphael Pepe*
    Negli ultimi dieci giorni, a Milano e Bologna, si sono svolte due manifestazioni a difesa dell’accoglienza. La prima, quella del 20 maggio su chiamata delle istituzioni milanesi, targata PD, è stata in fin dei conti una manifestazione partecipata in gran parte da migranti e movimenti con un messaggio chiaro: No alla legge Minniti-Orlando, No alle leggi securitarie del PD. La volontà di non lasciare la piazza ad un partito che ha appena varato una legge securitaria e reazionaria in linea con la Napolitano-Turco, la Bossi-Fini e il pacchetto sicurezza di Maroni, si è rivelata una scelta giusta.

  • Italia “terra d'asilo”?

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    di Roberto Guaglianone
    Sono ormai quasi 10 anni che l’Italia può essere considerata “terra d’asilo” per il numero di richieste di protezione internazionale che vi vengono presentate. Dalle 36000 del primo “picco” registrato nel 2008, si è oggi arrivati al doppio di quella cifra dal 2014. Ancora lontanissimi da numeri tedeschi, per intenderci.

  • KAFALA: i mondiali d'ipocrisia

    8 Mondiali calcio

     

    Fonte: www.cartoonmovement.com

    di Jacopo Paponi

    L'operazione condotta all'Hotel Baur au Lac di Zurigo dalla polizia svizzera lo scorso 27 maggio ha sconvolto i vertici della FIFA, portando all'arresto di sette dirigenti corrotti della Federazione Calcistica Internazionale. Un caso di corruzione “dilagante, sistemica e profondamente radicata sia negli Stati Uniti che all'estero”, così il Procuratore Generale Loretta Lynch, a capo dell'indagine federale statunitense che ha come ultimo capitolo i fatti del 27 maggio, definisce lo scenario che si è delineato fino a questo momento. Uno scandaloso sistema di tangenti, che i paesi in corsa pagavano per assicurarsi l'assegnazione degli eventi organizzati dalla FIFA.

  • L'aziendalizzazione dei flussi migratori: l'accordo UE-Turchia

    di Gianni De Giglio – da communianet.org

     

    Lo scorso marzo, Unione europea e Turchia hanno sottoscritto l'accordo per la gestione dell’arrivo dei migranti sulle coste greche. Al prezzo di sei miliardi di euro la Turchia, attraverso dei veri e propri centri di identificazione all'interno del suo territorio, impedirà l’entrata in Europa (via Grecia) dei migranti catalogati come "economici". A questo si aggiungerà il respingimento forzato in Turchia di quei migranti che, lungo la rotta balcanica, stazionano già in Europa e che saranno anche loro "certificati" come "economici" e quindi non meritevoli di protezione internazionale.

    Con la formula "uno dentro e uno fuori" si aprirà una specie di “rubinetto”: per ogni siriano che potrà entrare in Europa ci dovrà essere in cambio il respingimento di un irregolare. 

    In nome dell’emergenza profughi lo "stato di eccezione" continua a farsi prassi. Il valore dei migranti e dei profughi è sempre inferiore a quello delle merci che continueranno a circolare liberamente all’interno dell’UE e tra l’Europa e il resto del mondo.

  • L’Europa a un bivio: filo spinato o una nuova solidarietà?

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    di Guido Viale

    Per anni l’Eurobarometro ha indicato negli italiani uno dei popoli più “europeisti” e favorevoli all’ulteriore integrazione dell’Unione. Ma diverse indagini mostravano anche che gli italiani sono tra i meno informati sulle istituzioni e le politiche dell'UE. É una caratteristica della vita politica italiana: meno se ne sa e più ci si appassiona. Questo fenomeno ha toccato il grottesco nelle risposte date ad una recente indagine pubblicata dal quotidiano Repubblica sull’atteggiamento verso il trattato di Schengen in quattro paesi europei.

    Ora, con una completa inversione di marcia, i più favorevoli al ritorno ai confini nazionali (e i più contrari all’UE) risulterebbero di gran lunga gli italiani. Un risultato in parte dovuto al modo bislacco in cui sono state poste le domande: nessuno ha spiegato agli intervistati che l’abolizione di Schengen avrebbe effetti tra loro molto diversi: per gli altri paesi europei sarebbe la soluzione “ideale” per tenere i profughi lontani dai loro territori; per noi significherebbe farsi carico di tutti gli arrivi, senza la possibilità di condividerne l’onere con il resto dell’Europa. Ma tant’è: una diffusa avversione per i profughi si mescola ormai in modo inestricabile con l’avversione per l’Europa, chiamata in causa dai nostri governanti, a volte anche a sproposito, per giustificare tutte le sofferenze e le malversazioni inflitte ai propri concittadini.

  • La “crisi dei rifugiati” è crisi dell’Europa e dei suoi pensatori

     di Anna Maria Rivera

    La chiamano “crisi dei rifugiati”, quando invece si tratta di una grave crisi dell’Europa. Tale da far temere che le spinte centrifughe, i meschini egoismi nazionali, le pulsioni nazionaliste, la crescita progressiva delle formazioni di estrema destra, la tendenza delle élite politiche nazionali a compiacere gli umori più intolleranti del proprio elettorato, non solo conducano alla scomposizione dell’unità europea, ma possano concorrere ad aprire scenari ancor più inquietanti.