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In ricordo di Marielle Franco

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DICHIARAZIONE DELLA RETE EUROPEA DI ATTAC

Un anno dopo l'assassinio di Marielle Franco a Rio de Janeiro il 14 marzo 2018.

La rete Attac of Europe dichiara la sua solidarietà a tutti i democratici e attivisti brasiliani nella loro lotta per la democrazia e i diritti sociali e politici contro la violenza autoritaria del governo brasiliano.

Marielle Franco e molti altri attivisti sono vittime della sanguinosa repressione della loro lotta contro la povertà, il neoliberismo e la corruzione. Come consigliera comunale, Marielle Franco ha difeso i diritti dei residenti di favela e si è opposta alla violenza istituzionale contro tutti i popoli oppressi ed emarginati in una società dominata dagli interessi delle multinazionali e dei più ricchi.


Come attivista femminista, ha simboleggiato una lotta che integra l'uguaglianza "razziale" e di genere e i diritti sociali e politici; ha incoraggiato le persone a impegnarsi nella solidarietà. E' stata questa lotta, e in particolare il suo impegno locale contro la corruzione politica ed economica, che ha portato al suo assassinio e a quello del suo autista, un atto che ha tutte le caratteristiche dell'esecuzione extragiudiziale su ordine di ufficiali dell'esercito vicini all'allora presidente, Michel Temer. Questi omicidi di un anno fa hanno dimostrato la violenza delle forze politiche di estrema destra.

Sosterremo la vostra lotta denunciando e combattendo la collusione politica ed economica tra l'attuale regime brasiliano e i leader politici e le multinazionali dei paesi europei.
Questo è il nostro dovere in memoria di Marielle Franco e di tutte le persone impegnate che vengono uccise.

L’economia è di chi lavora

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di RiMaflow (articolo pubblicato su comune-info.net)

Il primo incontro internazionale dell’economia dei lavoratori e delle lavoratrici si è tenuto nel 2007 in Argentina. Quell’incontro ha riunito fabbriche recuperate e collettivi di lavoro, attivisti sociali e politici, sindacalisti e universitari. Da allora, questi incontri internazionali si tengono ogni due anni e costituiscono uno spazio di discussione e riflessione sulle sfide a cui i/le lavoratori/trici sono confrontati/e per difendere attraverso l’autogestione i loro mezzi di sussistenza dagli attacchi del capitalismo globalizzato. Dal 2014, vengono organizzati degli incontri regionali (Centro e Nord America, Sud America e Europa) tra le due edizioni mondiali.

Come dagli anni ’90 in America Latina, a partire dal 2008 l’occupazione e il recupero di fabbriche e imprese, di cui il capitale si è liberato, è stata una risposta appropriata e un atto di resistenza dei/delle lavoratori/trici anche nell’area euromediterranea. Questo è stato innanzitutto un modo di preservare i posti di lavoro, ma ugualmente, più a lungo termine, uno strumento di trasformazione sociale e di creazione di una nuova economia liberata dallo sfruttamento e orientata verso la soddisfazione dei bisogni sociali ed ecologici. A partire da questi recuperi, sono nate nuove modalità di produzione, come in Italia e in Grecia.

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FORSE NON HANNO CAPITO

 

di: Guido Viale

L’onda d’urto degli studenti in marcia contro l’irresponsabilità delle classi dirigenti di tutto il mondo  ieri ha dato la prima prova della sua forza, ma è solo al suo inizio. Per capire gli sconvolgimenti che è destinata a provocare nell’establishment basta forse il quotidiano Repubblica; fino a tre giorni fa riempiva le prime pagine con titoli di scatola e foto smisurate a sostegno del TAV Torino-Lione, come se da esso dipendessero le sorti, se non del pianeta, certamente del paese; da tre giorni fa altrettanto con la marcia per il clima Friday for Future e il suo simbolo, Greta Thunberg.

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Il Libero mercato taglieggia i pastori e protegge le truffe bancarie: fermiamolo!

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di : Vittorio Lovera

Solo la tenacia e la perseveranza dei pastori sardi è stata in grado di svelare all’opinione pubblica - oramai lobotomizzata dal mantra neoliberista “il mercato regola tutto “ – come il pecorino romano, fonte indispensabile per gricie, matriciane, cacio&pepe, carbonare, è prodotto con latte che viene pagato ai produttori sotto i 60 centesimi al litro.

Ad un valore cioè inferiore al costo di produzione.

I cartelli della Grande Distribuzione Organizzata, regolatori del prezzo di mercato, taglieggiano, legittimati usurai, i produttori: o così o il latte lo compriamo in Romania, cosa che ovviamente avviene da tempo: formaggio Made in Italy con latte dell’Est Europeo!

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I cambiamenti climatici e lo spazio vitale

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 di: Guido Viale

Nel giorno di apertura della Cop 24 di Katowice si può affermare che il clima è il grande assente dalle politiche dei governi di tutto il mondo. Non se ne parla mai, se non per registrare l’abbandono dell’accordo di Parigi da parte di un altro Stato.

Neppure la verde Germania riesce a staccarsi dal suo carbone. Non è mancata la mobilitazione popolare che, anche di recente, ha visto a Londra e in varie città della Germania una forte partecipazione per imporre un cambio di rotta; una partecipazione scarsa, però, nei paesi dell’Europa mediterranea, nonostante che in Italia siano in corso tante vertenze ambientali e sociali tutte indirettamente legate al tema del clima: NoTav, NoTap, NoTriv, NoTerzovalico, Noautostrade, NoGrandinavi, NoMuos, ecc. Ciò che è invece presente in tutte le politiche governative e, ovviamente, nelle prossime elezioni europee, sull’onda di uno sciovinismo e di una xenofobia che stanno travolgendo il mondo, sono le migrazioni. Ci sono molti legami tra quella assenza e questa presenza: nessi che politica, economia e cultura non sanno o non vogliono cogliere.

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