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Europa: la deriva di un Continente?

il granello di sabbia n.37 novembre dicembre 2018 680x962 

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Indice

Europa: la deriva di un Continente?

 Editoriale di Vittorio Lovera, Attac Italia

Per l'Europa, o contro L'Europa? Un'astuta falsa questione

 di Roberto Spini, Attac Italia

Europa dei popoli o delle banche

 di Andrea Baranes, Rete di Banca Etica e portavoce Campagna 005

Europa dell'oligarchia o della democrazia?

 di Stefano Risso, Attac Italia

Europa dei diritti e della sostenibilità o del libero commercio?

 di Monica di Sisto, vicepresidente di Fairwatch

Europa dell'ambiente o della finanza?

 di Cecilia Erba - ASud

L'Europa sulla nuova via della Seta

 di Simone Pieranni, giornalista e saggista

Grecia: Tsipras nel campo minato della crisi che continua

 di Antonis Ntavanellos (Comitato per l'abolizione dei debiti illegittimi – CADTM)

Un’Europa smarrita davanti all’uragano Trump

 di Marco Schiaffino, Attac Italia

2019: Odissea nello spazio…a sinistra

 di Marco Noris – Transform! Italia

Il discorso sulla sovranità nazionale è congeniale alla destra

 di Marco Bascetta, giornalista e saggista

Oligarchia europea/Sovranismi nazionalisti: un'altra strada è possibile

 di Marco Bersani, Attac Italia

Rubriche

Democrazia Partecipativa

Un’Unione Europea democratica: miraggio o realtà?

 di Pino Cosentino, Attac Italia

Debito

Spagna: La Rete dei Municipi contro il Debito Illegittimo presenta otto richieste al Governo Centrale per le Autonomie locali

 Rete dei Comuni contro il Debito illegittimo e i tagli

Migranti

Europa e Migrazioni

 di Roberto Guaglianone, Attac Italia

Europa e Migrazioni

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di Roberto Guaglianone

Uno dei migliori contributi per comprendere le politiche migratorie a livello europeo, senza mai perdere di vista la situazione italiana, è stato recentemente fornito dal libro “Alla deriva” del giornalista di “Altreconomia” Duccio Facchini (in libreria, 12 €, Milano 2018). Nella rubrica di questo numero ne citeremo alcuni stralci,  a partire dall’introduzione di Pietro Raitano, che di “Altreconomia” è il direttore responsabile.

Il capro espiatorio perfetto

 “Ora mettete insieme crisi economica, disagio della popolazione che vede ridursi il proprio benessere  - o almeno ha questa percezione – a fronte dell’1% della popolazione che detiene tanta ricchezza quanta ne ha il restante 99%, l’incapacità di comprendere il fenomeno migratorio in un mondo di 7 miliardi e mezzo di abitanti afflitto da non meno di 35 conflitti e dai cambiamenti climatici (e per l’Italia aggiungete una discreta dose di analfabetismo funzionale). E poi prendete una classe di politici alla ricerca del consenso, ovvero di voti, ovvero di potere. Il risultato è ovvio: serve un capro espiatorio. Qualcuno cui dare tutte le colpe. Un nemico creato ad arte. Soluzione facile a problema complesso: annienta il capro, risolverai tutti i problemi. Le soluzioni semplici pagano. Ecco, quel capro espiatorio sono proprio i migranti”.

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Un’Unione Europea democratica: miraggio o realtà?

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Gli stati non nascono per instaurare la democrazia, bensì per renderla impossibile

di Pino Cosentino

Democratizzare l'Unione Europea: bel programma. Ma...

In primo luogo l'Unione Europea soffre di un grave deficit di democrazia perché lo stesso deficit, anche se meno evidente, ce l'hanno gli stati che la costituiscono. I quali, pur avendo un'architettura istituzionale perfetta secondo le regole dei sistemi liberal-democratici, soffrono di una grave disaffezione dei cittadini. Anche i paesi che hanno conquistato tardi la democrazia, come la Spagna e il Portogallo, o l'hanno riconquistata dopo una dittatura, come la Grecia, in pochi anni sono passati dall'entusiasmo alla delusione. La crisi della democrazia nasce da due cause: da un lato esiste un sovrano occulto (i “mercati”) che detta ai governi le politiche economiche togliendo significato alla politica, prima ancora che alla democrazia; dall'altro, il residuo potere decisionale non è nelle mani del popolo infatti esso, con il voto, ha solo il diritto di scegliere (con una libertà più apparente che reale...) i decisori.

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Europa dell'ambiente o della finanza?

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di Cecilia Erba - ASud

In vista della prossima COP (l’annuale Conferenza che riunisce tutti gli Stati membri della Convenzione delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, l’UNFCCC) che si terrà in Polonia a inizio dicembre, il Parlamento Europeo ha adottato il 13 novembre tre nuove direttive del cosiddetto pacchetto “Energia pulita”. I provvedimenti stabiliscono nuovi target in campo energetico da raggiungere entro il 2030 sull’intero territorio comunitario: un aumento dell’efficienza energetica del 32,5% e il raggiungimento della soglia minima del 32% di fonti rinnovabili all’interno del mix energetico. In un’altra risoluzione, adottata il 25 ottobre, si richiede inoltre l’adozione di un target di riduzione delle emissioni al 2030 più ambizioso, ovvero del 55%, rispetto all’attuale obiettivo del 40%.

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Grecia: Tsipras nel campo minato della crisi che continua

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di Antonis Ntavanellos (Comitato per l'abolizione dei debiti illegittimi – CADTM) 

Traduzione a cura di Fiorella Bomé dell’articolo in lingua francese http://www.cadtm.org/Grece-Tsipras-dans-le-champ-de-mines-de-la-crise-prolongee (Traduzione dal greco a cura di Manolis Kosadinos, articolo apparso nel periodico di DEA, Ergatiki Aristera).

In condizioni normali, queste settimane dovrebbero essere un periodo politico marcato dal trionfo per il governo Tsipras – che pretende di aver portato il paese verso “l'uscita dai memorandum” - e, per il partito SYRIZA, una tappa nella ricostruzione e nella controffensiva politica volte a recuperare la propria influenza sociale ed elettorale.

Quello che succede in realtà, è che questo governo sembra perdere, una dopo l'altra, il controllo politico sulle questioni importanti, mentre all'interno di SYRIZA in quanto organismo politico regna uno stato di morto-vivente. E questo stato si aggrava. Le polemiche ormai di dominio pubblico sono sempre più acute, e si è creata una situazione che incita a riflettere sul futuro e sulla questione dei rapporti di forza all'interno del partito di fronte alla pesante sconfitta politica ed elettorale che si preannuncia.

Questo succede anche perché le condizioni in Grecia non sono per niente normali. Malgrado le affermazioni di Tsipras, il capitalismo greco è sempre sommerso nella crisi e i riferimenti continui a uno scenario “argentino” rivelano perfettamente i pensieri e i sentimenti in seno all'establishment greco.

Un'altra ragione sta nel fatto che, come dice un proverbio greco, le bugie hanno sempre le gambe corte. Le dichiarazioni di Tsipras alla Fiera Internazionale di Salonicco (settembre 2018) erano totalmente false: infatti l'impegno deciso del governo greco sul carattere perenne e immodificabile di tutte le leggi e di tutti i dispositivi derivanti dai memorandum e l'accettazione di una “sorveglianza rafforzata” da parte delle istanze creditrici, fino al 2060 secondo lo spirito e la lettera dei memorandum, non possono essere in nessun caso presentate come “un'uscita dai memorandum”. La sorveglianza sulla Grecia, quasi quotidiana, si mantiene.

Questa dura realtà si manifesta tutti i giorni e in ogni momento politico, annullando gli effetti della politica di comunicazione  del governo, facendo emergere dei nuovi fronti di conflitto e portando il governo e il partito SYRIZA verso una situazione politica disperata.

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