attac italia

No alla Costituzione Europea !

 

 

Attac Italia, in nome di un’altra Europa possibile, di un’Europa di pace e di diritti dice NO alla Costituzione Europea

- SIAMO contrari al Trattato Costituzionale Europeo, CRITICHIAMO radicalmente il mancato coinvolgimento dei cittadini italiani nell’approvazione del Trattato APPOGGIAMO le mobilitazioni per il NO al referendum nei Paesi Europei, a partire da quello francese di maggio 2005.

- Dobbiamo purtroppo constatare il silenzio totale sull’approvazione del trattato per la Costituzione Europea, che non ha permesso il confronto e il dibattito tra i cittadini e le forze politiche. La Camera dei Deputati ha approvato il 25 gennaio 2005 la ratifica del Trattato che adotta una Costituzione per l’Europa (siglato a Roma il 29 ottobre 2004) con 436 sì su 464 votanti (94%) e, eccezione fatta per i 28 deputati contrari, tutti hanno applaudito e si sono levati in piedi e con essi i membri del governo. La 3^ Commissione del Senato ha approvato lo stesso testo il 15 marzo scorso nel silenzio della stampa scritta e televisiva. Il Senato lo approverà affermando così che l’Italia è il più europeista dei paesi europei, ma dell’opinione dei cittadini e delle cittadine non è dato sapere.

La Costituzione Europea è un oggetto sconosciuto alla stragrande maggioranza degli italiani, elettori ed eletti, che non ne conoscono i contenuti né gli effetti sul futuro assetto politico ed economico dell’Unione europea. Il Governo italiano non ha mai sentito l’esigenza di diffondere tra i cittadini la questione "Costituzione Europea", l’opposizione ha per la maggior approvato il silenzio.

Siamo per il NO, perché:

• Una costituzione dovrebbe essere un documento che definisce come si devono sviluppare le relazioni tra le istituzioni, mentre questo trattato determina il contenuto delle politiche.

• Questo trattato è la sintesi delle politiche neoliberiste condotte in Italia, in Europa e nel mondo, siamo di fronte non alla costruzione dell’Europa ma all’adozione del neoliberismo come "religione ufficiale".

• La Costituzione Europea contiene al suo interno i principi fondamentali del neoliberismo con misure di tipo ideologico: stabilisce come norma il principio dell’economia di mercato aperta dove la concorrenza è libera (III-177 e 178), l’economia di mercato è imposta anche ai servizi di intessere economico generale (detti una volta pubblici) (III-166), afferma l’obiettivo di liberalizzare questi servizi (III-147), consacra l’indipendenza della Banca Centrale (I-30), pone fine a ogni restrizione o barriera agli scambi internazionali e agli investimenti stranieri diretti (III-314), proclama la totale libertà di circolazione dei capitali (III-156).

• Mentre in principio l’Unione europea ha per scopo di promuovere la pace (I-3), la Costituzione afferma che gli Stati si impegnano a migliorare progressivamente le loro capacità militari (I-41), la politica dell’Unione europea rispetta gli obblighi derivanti dal trattato NATO (I-41) che, per gli Stati che ne sono membri, è il fondamento della loro difesa collettiva (I-41 e III-310), mettendo quindi l’Unione europea in stato di sottomissione rispetto alla NATO e dunque agli USA.

• La Costituzione riconosce il diritto alla vita, alla libertà e alla sicurezza (II-62, 66, 74), all’educazione, vieta il lavoro forzato (art. II-65), il lavoro dei minori, salvo deroga (II-92), ma gli Stati membri non sono tenuti a applicarli (II-111).

• Sul fronte dei diritti sociali la Costituzione nulla dice in concreto, solo affermazioni di principio: libertà di lavorare, libertà di cercare lavoro (II-75), la limitazione del tempo di lavoro giornaliero diventa durata massima del lavoro (II-91) che potrebbe essere stabilita su base annua.

• I diritti enunciati nella Costituzione sono condizionati e limitati da tutte le altre disposizioni della Costituzione stessa che organizzano la concorrenza libera e non falsata e un’economia di mercato altamente competitiva (I-3), le persone sono messe allo stesso livello dei servizi, delle merci e dei capitali.

• Nelle relazioni con il resto del mondo l’Unione europea contribuisce, nell’interesse comune, allo sviluppo armonioso del commercio mondiale, alla soppressione progressiva delle restrizioni negli scambi internazionali e degli investimenti stranieri diretti (III-314), sottomettendosi alle e sostenendo allo stesso tempo le politiche dell’Organizzazione Mondiale del Commercio, prima imputata della povertà del sud del mondo con il risultato di: aumento della povertà del mondo, delocalizzazioni, crescita della disoccupazione, crescita della delinquenza finanziaria, privatizzazione progressiva dei servizi pubblici, diminuzione dei diritti sul lavoro, smantellamento del sistema delle pensioni.

• In democrazia ogni Costituzione deve permettere l’alternanza delle scelte, la Costituzione Europea blocca invece ogni politica diversa in quanto stabilisce (IV-443) che ogni modifica non potrà entrare in vigore che dopo la ratifica ditti i suoi Stati membri, ciò che significa scoraggiare qualsiasi revisione.

Roma, 18 marzo 2005

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