La rete europea di Attac (Europea Attac Network)

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Attac è un movimento diautoeducazione popolare orientata all’azione e alla costruzione di un altro mondo possibile, una delle più grandi reti internazionali di opposizione e alternativa al neoliberismo. Nei paesi europei, le organizzazioni di Attac hanno costituito una forma di coordinamento chiamata European Attac Network (EAN). Nei paesi in cui non è direttamente presente, la rete di Attac ha inoltre un collegamento permanente con organizzazioni nazionali con cui sono lanciate congiuntamente campagne di mobilitazione.

 

Dall’inizio del 2012, nell’ambito della rete europea di Attac, per darsi una forma che andasse oltre un semplice collegamento tra associazioni di diversi paesi si è assunto che le organizzazioni nazionali che animano la rete si riconoscano in principi comuni, i cosiddetti “7 principi” di Attac:

 

- rimuovere le finanze pubbliche dai mercati finanziari;

 

- porre fine alle politiche di austerità e configurare controlli che portino a forme di cancellazione del debito, assunzione da parte di banche e attori finanziari privati della loro parte di perdite;

 

- dare basi sostenibili alle finanze dello Stato, promuovendo la cooperazione fiscale e l'aumento coordinato della tassazione sulla ricchezza e sui profitti aziendali, con l’obiettivo di eliminare il dumping fiscale, ponendo fine all’evasione fiscale e attuando un "embargo finanziario" dei paradisi fiscali;

 

- disarmare i mercati finanziari e mettere il settore bancario sotto il controllo pubblico vietando i meccanismi speculativi più dannosi, imponendo una tassa su tutte le transazioni finanziarie, e regolamentando strettamente le banche;

 

- consentire un finanziamento pubblico e democratico dell’economia (costruendo un settore bancario pubblico e cooperativo sotto un controllo democratico per garantire il finanziamento dei bisogni sociali e dell’economia, garantendo i diritti sociali e finanziando la transizione ecologica, rivedendo le politiche commerciali per aderire a tali obiettivi, in cooperazione con i paesi in via di sviluppo);

 

- costruire un’Europa per il popolo, non per i profitti, ossia promuovere un insieme coordinato di politiche economiche e sociali progressiste e ripristinare ed ampliare servizi pubblici democraticamente controllati, ridurre gli squilibri, promuovere la transizione ecologica delle economie, favorire l’occupazione di qualità, promuovere la parità di genere e ampliare fondamentali diritti economici e sociali come sanità, istruzione, alloggio, mobilità, cibo, accesso all’acqua e l’energia, informazione, cultura, assistenza sociale e garantire che essi siano forniti tramite una rete di servizi di proprietà pubblica);

 

- attuare da subito la democrazia reale, ossia impegnarsi in un processo costituente volto a democratizzare il processo decisionale a tutti i livelli, sostenere e promuovere un dibattito pubblico, trasparente e responsabile delle visioni sull’Europa e sulle alternative politiche all’UE).

 

La rete europea di Attac ha individuato e iniziato a costruire quest'anno tre campagne specifiche che troveranno attuazione nel prossimo periodo. Le campagne in corso di preparazione sono:

 

- campagna “pacchetto fiscale”: perché una giusta tassazione diventi parte della soluzione all’attuale contesto di austerità. La proposta si basa sull’adozione nei vari stati di un pacchetto di misure fiscali che vanno in direzioni piuttosto articolate, rispetto a quella assunta dalle istituzioni europee: tassa sulle transazioni finanziarie, tassa sulle grandi ricchezze, tassa sulle plusvalenze finanziarie, imposta sulle società, oltre a una vera lotta all’evasione fiscale. Della proposta fa parte anche l’istituzione di un “wealth levy” (prelievo sulla ricchezza una tantum).

 

- campagna sul debito: “dont’owe, don’t pay”. La proposta si basa sul principio che le parti illegittime dei debiti pubblici e privati vadano cancellate. L’attuale discussione nella rete è concentrata nel trovare una soluzione condivisa di illegittimità applicabile in ogni stato europeo.

 

- campagna sulle banche centrali: con particolare riguardo alla BCE, il principio è che le politiche monetarie e fiscali devono essere espressione di scelte democratiche per l’interesse collettivo. Ciò passa dal riconoscimento del finanziamento della banca centrale agli stati per investimenti utili per l'interesse pubblico e dal riportare le banche centrali sotto un controllo democratico.

 

Momento di particolare importanza nel percorso di coordinamento della rete europea è l’Università estiva europea di Attac (ESU) che viene organizzata periodicamente. Dopo l’esperienza di Friburgo del 2011, la prossima sarà organizzata a Parigi nell'agosto 2014. L’università estiva di Attac, alla cui costruzione da ogni paese si contribuisce in termini organizzativi e di contenuto, è storicamente un momento di incontro e formazione riconosciuto da molti altri movimenti europei (l’ultima edizione ha visto la presenza di oltre mille partecipanti) e può rappresentare l'occasione di lancio di campagne specifiche.

 

La rete europea di Attac organizza due momenti annuali di incontro tra i partecipanti di ogni paese.

 

Attac Italia segue la rete europea con propri delegati sia negli incontri che nella più generale attività di coordinamento di azioni e campagne.