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  • Il "capitalismo verde" alla prova dei fatti

    Recensione di "L'impossibile capitalismo Verde" di D. Tanuro

     

  • Il Belpaese trivellato

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    di Augusto De Sanctis

    In Italia, paese del sole, ai petrolieri sono già stati concessi, o sono in via di definizione, ben 445 titoli minerari per una superficie di milioni di ettari. Sono finora interessate 15 regioni italiane; per ora, sono escluse Friuli Venezia Giulia, Umbria, Valle d'Aosta, Liguria e Trentino Alto Adige. Quindi dal Piemonte alla Sicilia, se si guarda la mappa dei vari permessi di ricerca delle concessioni di coltivazione e delle varie istanze in corso, è un susseguirsi di macchie sul territorio, ognuna delle quali di migliaia o decine di migliaia di ettari, con dentro città e villaggi. Ad esempio, in Molise le tre città più grandi, Termoli, Isernia e Campobasso, sono interamente incluse in titoli minerari. Nelle Marche, l'Ermo colle e tutta Recanati. E così via. I confini dritti sembrano quelli della spartizione coloniale dell'Africa, ignorando completamente cosa vi è sopra quei territori: persone, città, campi, bellezze naturalistiche e architettoniche. Le comunità discutono per anni sui piani regolatori comunali, sui metri di distanza dal vicino, e poi si ritrovano a vivere in una concessione mineraria affidata magari ad una società con sede a Londra e partecipata da un hedge fund con sede alle Cayman…

  • Il Governo non rende pubblico l’accordo con TAP? Ci pensa il Movimento.

     

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    da NoTap.it

    Sono giorni che, per giustificare la presa di posizione a favore di Tap (contravvenendo ad ogni promessa elettorale), il Governo fa girare in rete soltanto le firme di un contratto che vogliono spacciare per “vincolante” ma che tale non è. Infatti, quello che viene mostrato è l’IGA, un accordo tra stati non vincolante, e non un accordo con Tap. Nessuno si è mai chiesto perchè mostrano soltanto le firme e mai il contratto?
    La risposta è semplice: perché bisogna mettere in piedi una macchina del fango atta a screditare la lotta, visto che potrebbe smascherare la verità. Ed è proprio per questa voglia di verità, che vi facciamo vedere questo contratto.

  • Il Rapporto Ombra 2014 sulla situazione delle donne in Italia

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    di Debora Angeli - COSPE

    Il Rapporto è stato presentato il 24 ottobre scorso presso la Casa Internazionale della Donna a Roma.

  • In Val di Susa è cambiato tutto

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    di Claudio Giorno (Movimento NO Tav)

     

    Abolita la “zona rossa”. Con questo titolo la locandina de La Stampa cercava di adescare i pochi acquirenti che il giornale di Mario Calabresi può ancora vantare in questa colonia subalpina, geograficamente identificata come Valle di Susa. Un protettorato che sta tra le “loro” prime case, diffuse tra la “collina dei Savoia” e il centro storico dei Chiamparino & Fassino da un lato, e le “loro” località sciistiche di elezione (Sestriere, San Sicario, Sauze d’Oulx) dall'altro.

  • Interconnessioni tra COP21 e TTIP

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    di Alberto Zoratti (Presidente di Fairwatch / Campagna Stop TTIP)

    C'è un limite da non superare, in questo negoziato sul clima che dovrebbe mettere le basi per un rinnovato impegno ad evitare la catastrofe. Può essere ricondotto a un semplice dato, gli ormai famosi 2°C di aumento medio della temperatura globale rispetto all'epoca preindustriale. Un dato apparentemente banale che presuppone però un progressivo cambiamento nella struttura stessa dell'atmosfera, dalle 260 parti per milione (ppm) di concentrazione di CO2 di alcuni secoli fa agli oltre 400 delle misurazioni attuali. Superare la soglia 450 ppm significa raggiungere il 50% di probabilità che quel confine di temperatura proposto dalla comunità scientifica possa essere sostanzialmente bruciato.

  • L'opposizione cittadina all'aeroporto del "Grande Ovest" nelle Landes Per la difesa del territorio, dei diritti e della democrazia!

    di Raphael Pepe

     

  • L’ago dell’acqua e la bilancia climatica

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    di Francesca Caprini (Yaku)

    I grandi della parte ricca della terra ci hanno tenuto con il fiato sospeso per qualche giorno e alla fine ci hanno regalato un accordo: la COP21 di Parigi conclusasi lo scorso 11 dicembre con 16 ore di ritardo passa alla storia come la conferenza sul clima in cui erano state riposte le maggiori speranze, furbescamente aggirate da un accordo ambizioso e probabilmente ancora una volta inutile.

  • La bufala diffusa

    All'attenzione del Segretariato Generale del BIE International Exhibitions Bureau

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  • La COP21 fa acqua da tutte le parti

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    di Paolo Carsetti (Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua)

    Le politiche nazionali e internazionali dovrebbero garantire la disponibilità e l’accesso individuale e collettivo all’acqua potabile in quanto diritti inalienabili ed inviolabili della persona. Ciò a partire dalla consapevolezza che l’acqua è un bene finito, indispensabile all’esistenza di tutti gli esseri viventi, oltre ad essere una risorsa che va salvaguardata ed utilizzata secondo criteri di solidarietà. Qualsiasi uso delle acque deve essere effettuato salvaguardando le aspettative e i diritti delle generazioni future a fruire di un integro patrimonio ambientale. 

  • La riconversione del fare - n.16, novembre dicembre 2014

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    di Riccardo Troisi

    E' ormai difficile negare che gli effetti delle tre crisi sovrapposte (finanziaria, economica ed ambientale), in corso da oltre sei anni con un’ intensità che non accenna a diminuire, e delle gravi conseguenze sociali delle misure ancora completamente liberiste adottate dai governi di una Europa mai così messa in discussione, stanno impattando pesantemente sui nostri territori, dove assistiamo sempre più allo sgretolamento del tessuto produttivo fondato sull’attuale modello di sviluppo.

  • Le responsabilità sul clima

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    di Alberto (Abo) Di Monte

    Nella clessidra la sabbia scorre vorticosa e inesorabile. La chance della Cop21, la ventunesima conferenza delle parti sui cambiamenti climatici, si è conclusa a Parigi lo scorso 11 dicembre. L’obiettivo dichiarato? La firma di un accordo vincolante ed universale per il contenimento della temperatura del pianeta entro i due gradi centigradi d’innalzamento.

    A ventitré anni di distanza dal Summit della Terra, tenutosi a Rio nel giugno 1992, e a 5 anni dalla scadenza della seconda fase del Protocollo di Kyoto, i delegati di oltre 190 paesi del mondo si incontrano nella capitale francese colpita prima dalla follia di Daesh, poi dallo stato di emergenza che sta sistematicamente impedendo ogni forma di protesta e quindi di apertura del meeting ai movimenti sociali dei nord e dei sud di una terra febbricitante.

  • Le vittime del cambiamento climatico. Rifugiati ambientali in fuga e senza protezione

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    Fonte: IDMC, Global estimates 2015. People displaced by disasters

    di Chiara Marchetti, Laboratorio Escapes

    Oggi, anche grazie alla Conferenza sul clima (COP21) che si sta tenendo a Parigi, il nesso tra cambiamento climatico e migrazioni comincia timidamente ad affacciarsi nel dibattito pubblico. Ma perché è così difficile ragionare su questo tema e, ancora di più, immaginare delle concrete risposte politiche?

    Il nesso tra migrazioni e cambiamento climatico è tutt’altro che facilmente quantificabile e il grave peggioramento delle condizioni ambientali rappresenta uno degli elementi che possono determinare una migrazione forzata, ma non necessariamente l’unico e nemmeno il principale: infatti le cause di qualsiasi migrazione sono necessariamente multifattoriali e anche per questo alcuni parlano dell’elemento climatico come di un moltiplicatore di rischio che concorre insieme ad altre motivazioni a spingere una persona a lasciare il proprio paese. Inoltre è fondamentale considerare non solo gli effetti diretti (come l’innalzamento del livello degli oceani), ma anche quelli indiretti (per esempio l’aumento dei conflitti legati alla scarsità delle risorse). 

  • Lo Sblocca Italia contro Bagnoli e i territori: chi inquina non paga ma incassa!

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    di Massimo Di Dato, “Assise Cittadina per Bagnoli”

    L’articolo 33 del decreto Sblocca Italia legittima l’intervento straordinario del Governo su determinate “aree di rilevante interesse nazionale” con particolari esigenze di tutela ambientale ed assicurazione dei livelli essenziali in materia di diritti civili e sociali. Sottratte alla potestà urbanistica degli enti locali, verrebbero affidate ad un commissario straordinario ed a un soggetto attuatore scelti dal Consiglio dei Ministri e incaricati di progettare ed attuare, in regime di parziale deroga alla normativa vigente, un programma unitario di riqualificazione ambientale e rigenerazione urbana.
    Pensato per le aree dismesse di Bagnoli, l’articolo 33 ha subìto diverse modifiche che ne hanno rafforzato gli aspetti generali, per superare le obiezioni di incostituzionalità (il governo del territorio è materia concorrente tra Stato ed Enti locali, dove il primo fissa solo il quadro normativo entro il quale operano i secondi). Bagnoli è diventata la cavia per un esperimento che potrebbe estendersi ad altre aree del paese, con effetti tutt’altro che positivi.

  • Lo Sblocca Italia, ovvero disastri ambientali e grandi opere - n.16, novembre dicembre 2014

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    di Augusto de Sanctis

    “Sporca Italia” è il nome giusto per il Decreto (ora Legge 164/2014) varato dal governo Renzi a settembre e poi convertito in legge, con alcune modifiche, dal Parlamento.

    Si tratta certamente del peggiore attacco all'ambiente contenuto in un unico atto legislativo, con enormi favori per le aziende coinvolte nel ciclo del cemento e, in generale, un'ulteriore concentrazione della ricchezza a scapito di un'economia diffusa.

  • Massacro in Amazzonia. Perchè gli indigeni del Perù ci riguardano

    Gennaro Carotenuto

     

  • Nasce la rete dei comitati NoTriv siciliani contro le trivellazioni gas-petrolifere in Sicilia

     

     

  • Non un "altro Expo", ma un altro modello di sviluppo è possibile e urgente

    di Marco Gimmelli

     

  • Nucleare, mille ragioni per dire no

     

     

  • Nucleare: scacco matto a Fukushima

    di Marco Bersani

     

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