attac italia

  • Nuove prospettive per il reddito di base tra intelligenza artificiale e robotica

     Human Vs machine

    di Luca Santini (presidente del BIN-Italia)

    Ovunque si volga lo sguardo si colgono i segni di un’epoca triste: la crisi economica globale che si protrae da oltre un decennio e che non accenna a placarsi, le politiche di austerity che contribuiscono all’aumento della disoccupazione, della povertà, del rischio di esclusione sociale, il dramma delle migrazioni e l’incapacità conclamata di governare il fenomeno, il peso del climate change che sta avvenendo proprio ora davanti ai nostri occhi. In questo scenario così fosco l’emergere a livello planetario del dibattito sulla robotica e sul reddito di base è un elemento di freschezza, di apertura al possibile.

    Si fa largo infatti, nonostante tutto, la sensazione che il futuro si stia  avvicinando. Siamo di fronte a una seconda rivoluzione industriale, in cui l’economia risulta trasformata dalle nuove tecnologie, dalla sharing economy e dall’avvento dell’automazione spinta e dell’intelligenza artificiale. Il XXI secolo sembra portarci nuovi scenari e nuove domande e il reddito di base incondizionato sembra emergere come una proposta sempre più convincente.

  • Pensare oltre il mondo dei robot

     Cyborg 600x371

    di Marco Schiaffino

    Ci voleva la boutade del braccialetto di Amazon perché qualcuno all’interno della politica istituzionale cominciasse a preoccuparsi di che cosa sia in realtà l’industria 4.0. Purtroppo, a leggere reazioni e commenti c’è poco da stare allegri: la ventata di indignazione è quasi certamente destinata a rimanere tale. Anche perché il brevetto, al di là dell’elemento simbolico del braccialetto, non aggiunge una virgola a ciò che già esiste. Il controllo dei lavoratori (attraverso telecamere, smartphone, tablet e dispositivi mobili vari) è già realtà.

    Tutta la vicenda conferma la sconcertante superficialità con cui i politici di casa nostra (ma non solo) trattano l’argomento. Se si esegue una ricerca su Internet con la chiave “industria 4.0” nei siti istituzionali, ci si ritrova con una manciata di documenti e comunicati stampa che glorificano concetti come innovazione e competitività, cavalli di battaglia indiscussi del renzismo di casa nostra e del pensiero unico neoliberista. 

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