attac italia

  • 8 dicembre 2014: i capi di governo rispettino l’impegno per la TTF

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    35 miliardi di euro per lotta alla povertà, solidarietà internazionale, ambiente: ecco quanto arriverebbe dall'introduzione della Tassa sulle Transazioni Finanziarie in Europa

     "E tu, Matteo, da che parte stai? Dalla parte della speculazione o dell'equità?"

    8 dicembre 2014 a Roma, Berlino, Madrid e Parigi: l’azione delle delle Robin Hood Tax Campaigns per chiedere ai Capi di Governo di sostenere la Tassa sulle Transazioni Finanziarie e non cedere alle pressioni delle lobby.

  • Acqua, la lunga mano della finanza

    Riccardo Petrella (Presidente dell'acquedotto pugliese)

    Fonte: Il Manifesto

  • Ancora debito

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    di Marco Bertorello

    Nella copertina dell'Economist di questa settimana è raffigurato un mondo schiacciato dal debito e dalle sue esenzioni fiscali, il titolo che campeggia è La grande distorsione, una distorsione che costituisce«una pericolosa crepa al cuore dell'economia mondiale».

    L'autorevole rivista torna a riflettere (e a mettere in guardia) sugli attuali limiti sistemici, sul debito in tutte le sue varianti, ma in particolare su quello privato e sulle agevolazioni fiscali di cui gode. Una forma«assurda di sovvenzione» che incentiva la creazione di ulteriore debito. Un connubio che non solo genera maggiori diseguaglianze, ma addirittura per l'Economist costituisce un fattore di ostacolo all'efficienza del sistema, favorendo oltremodo la patrimonializzazione della ricchezza, anziché investimenti produttivi capaci di creare valore.

  • Catania in bancarotta

    di Matteo Iannitti (Catania Bene Comune)

    Tra crisi sociale e privatizzazione dell'amministrazione comunale.

    Sull'orlo della bancarotta. Catania è la decima città d'Italia per numero di abitanti e il suo debito pubblico è di 1miliardo, 232milioni, 310mila euro. Nel 2012 è stato sancito lo stato di pre-dissesto finanziario e nel febbraio 2013 è stato approvato un piano di riequilibrio, oggi in vigore, che prevede tagli alla spesa per 527milioni di euro, da distribuire fino al 2023, oltre al rispetto degli obblighi gestionali che vincolano i comuni in pre-dissesto: tasse ai massimali, rincaro delle tariffe per i servizi a domanda individuale, privatizzazioni, esternalizzazioni, blocco delle assunzioni.
    Un disastro sociale per un Comune che ha già il primato nazionale per “criminalità minorile”, per numero di processi per mafia rispetto al numero di abitanti, per tasso di analfabetismo e che è in fondo alle classifiche per qualità della vita.

  • CDP-Fondazioni: dopo il danno, la beffa?

    di Marco Bersani

    RUBRICA “NUOVA FINANZA PUBBLICA”

  • Corte Costituzionale: i diritti fondamentali vengono prima del pareggio di bilancio

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    di Redazione Attac Italia

    Dopo la sonora bocciatura della riforma costituzionale Renzi-Boschi, dalla Corte Costituzionale arriva la stroncatura (o per lo meno il ridimensionamento) di un’altra riforma recente: quel “pareggio di bilancio obbligatorio” inserito nell’articolo 81 della Costituzione dal governo Monti nel 2012.

    La sentenza della Corte costituzionale del 19/12/16 n. 275 ha sostanzialmente riconosciuto come prioritaria la garanzia dei diritti fondamentali essenziali rispetto al pareggio di bilancio.

  • Dal debito del Sud al debito sovrano

    di Matteo Bortolon

    Uno dei fenomeni più rilevanti e al contempo preoccupanti del panorama politico degli ultimi anni è il curiosissimo effetto di déjà vu determinato dall'irruzione nell'orizzonte dei paesi ''avanzati'' di temi una volta propri dei paesi “arretrati”. Sintomo, se vogliamo, che la differenziazione fra Nord avanzato e Sud globale è diventata sempre più incerta e inaffidabile. Chi ricorda le campagne più significative e coinvolgenti di pochi lustri fa, avrà presente la centralità di grandi opere impattanti su salute e ambiente, di accordi di free market e debito. Gli stessi che nell'Europa di oggi occupano l'agenda politica in maniera esorbitante. Il Trattato Transatlantico (TTIP) ha tenuto occupati molti gruppi di attivisti negli ultimi anni come versione dei vecchi accordi di libero mercato in salsa euroatlantica; di grandi opere di cui non si vede la fine, con tutte le disastrose ricadute socioambientali; e anche nel mondo ricco è comparso il tema del debito, prepotentemente, a partire dal 2010-11.

  • DERIVATI: IL FUTURO IN FUMO

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    FIRMA LA PETIZIONE: http://www.stopfiscalcompact.it/

    di: Marco Bersani

    Grazie ai derivati sottoscritti dallo Stato, nel 2016 ci siamo giocati un altro miliardo. Come conferma il Rapporto sul Debito Pubblico 2016 del Ministero dell’Economia e delle Finanze, uno swap da 2 miliardi di euro, grazie ad una clausola contenuta nel contratto e favorevole alla banca contraente, è stato da quest’ultima chiuso anticipatamente, con un esborso da parte dello Stato di 1,017 miliardi di euro.

  • Economia a debito e l'insostenibilità dei debiti sovrani

    di Guido Viale 

    Parto da una vicenda che abbiamo tutti seguito con apprensione e su cui è opportuno che si torni a riflettere. Nella prima settimana di luglio del 2015, alla vigilia del referendum sul terzo memorandum della Troika, il Governo greco ha dovuto limitare l’erogazione del contante dai bancomat e l’accesso ai conti correnti per impedire che le banche del Paese, non più rifornite di liquidità dalla BCE, dovessero risultare insolventi. Il limite del prelievo era stato posto a 60 euro al giorno: una misura più che sufficiente, per molte famiglie, per affrontare le necessità della vita quotidiana, sempre che si abbiano depositi adeguati sul conto corrente; ma una misura decisamente insufficiente per lo svolgimento della normale attività di un’impresa produttiva o commerciale. Inoltre quel limite avrebbe anche potuto essere portato a zero, bloccando completamente qualsiasi transazione, e lo sarebbe stato se il blocco della liquidità fosse continuato. 

  • Editoriale: “C’è futuro solo fuori dal debito”

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    di Vittorio Lovera

    Altro Granello listato a lutto.
    La Terra ha tremato di nuovo, lasciandoci quale pesante orpello morti e disperazione, macerie, recriminazioni. L’Appenino centrale, zona sismica per eccellenza, è stato scosso violentamente: Lazio, Abruzzo, Umbria, Marche le zone devastate, circa 300 le vittime del terremoto.

    Tutta la sincera e leale solidarietà di Attac Italia alle popolazioni colpite. In molti numeri del Granello siamo intervenuti sul tema del degrado ambientale e della prevenzione dei cataclismi. Trascorso il tempo della pietas, occorre mettere in luce le responsabilità che hanno fatto sì che un cataclisma, per quanto intenso, abbia avuto conseguenze ben più gravi di quelle naturali, lasciando sul terreno quasi trecento innocenti.

  • Entro giugno la Tassa europea sulle Transazioni Finanziarie

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    10.000 organizzazioni della società civile e sindacali da 39 Paesi scrivono a Renzi e altri leader UE

    Lettera aperta al Presidente del Consiglio Renzi e ai leader UE

    Video sulla TTF

    Roma 17.05.2016 –Ad un mese dall’ECOFIN di giugno, 10.000 organizzazioni della società civile assieme alle maggiori associazioni sindacalida 39 Paesisi rivolgono oggi ai 10 Capi di Stato e di Governo europei, tra cui il Presidente del Consiglio Matteo Renzi, perché si concretizzi l’impegno, assunto lo scorso dicembre dai Paesi UE, di raggiungere entro giugno l’accordo per l’introduzionedella Tassa europea sulle Transazioni Finanziarie (TTF).

  • Finanza e grandi opere

    Il mensile per un nuovo modello sociale di Attac Italia

    Sommario

    EDITORIALE:
    Grandi Opere: italico supplizio di Tantalo
    di Vittorio Lovera | Attac Italia

    Alta Velocità: grandi opere e capitalismo
    di Ivan Cicconi

    5 domande ad Antonio Tricarico
    di Redazione Attac

    Consumo di suolo e interessi finanziari
    di Paolo Berdini

    Invece delle grandi opere inutili
    di Alberto Ziparo

    CDP al servizio delle grandi opere
    di Marco Bersani

    Il caso BRE.BE.Mi.
    di Dario Ballotta

    Il buco nero del passante
    di Mattia Donadel

    La valle in lotta
    di Claudio Giorno

    Ancora autostrade? NO ORTE-MESTRE
    di Luca Martinelli

    BAGNOLI: quando accordi ed interessi valgon più di sentenze e delibere
    di Raphael Pepe

    Privatizzazione a loro insaputa
    di Marco Schiaffino

    Forum Acqua: un’assemblea che parla di futuro
    di Marco Bersani

    STOP TTIP ITALIA
    di Redazione Attac

    Campagna per la socializzazione di CDP
    lettera aperta del Comitato ROMA

  • Goldman Sachs ufficialmente a capo della BCE

    Attac Francia

     

  • Il Giubileo del debito

    di Francesca Delfino (Pax Christi)

    Se il tuo fratello che è presso di te cade in miseria e si vende a te, non farlo lavorare come schiavo; sia presso di te come un bracciante, come un ospite. Ti servirà fino all’anno del giubileo; allora… rientrerà nella proprietà dei suoi padri” (Lv 25,39-41).

    Tra le molteplici disposizioni che tendono a realizzare e concretizzare lo stile di gratuità e condivisione nella giustizia, troviamo, nel libro del Levitico, testo piuttosto arido all'apparenza, scarno di narrazioni e strutturato in una serie infinita di prescrizioni rituali e giuridiche, quella dell'anno sabbatico (ogni sette anni) e, trascorse sette celebrazioni di altrettanti anni sabbatici, dell'anno del giubileo. Perché questa istituzione così innovativa e profetica, unica all'interno della legislazione del mondo antico? Alla base, l'esperienza di come le vicende delle persone, delle società, sono continuamente contraddette dalla morte, dalla fame, dall'ingiustizia, dal dominio dell'uomo sull'uomo. Non è possibile che la giustizia stabilita dal re, non sia poi sopraffatta dagli eventi della storia, più forte di ogni assetto al quale l'uomo cerca di dare inizio.

  • Il governo francese affossa la Tobin Tax europea

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    di: Simona Bombieri

    Nel 1998 Ignacio Ramonet, dalle colonne de “Le monde diplomatique” lanciava l’allarme contro la finanza speculativa, mettendo in guardia dai pericoli e proponendo la soluzione: la Tobin TAX, oggi TTF (Tasse sulle transazioni finanziarie), una piccola tassa dello 0,05 % posta su ogni compravendita di strumenti finanziari, che non scoraggerebbe i normali investimenti sui mercati, mentre sarebbe in grado di rendere economicamente svantaggioso l’operato di chi specula comprando e vendendo titoli nell'arco di pochi secondi o addirittura di millesimi di secondo e che dovrebbe pagare la tassa per ogni transazione.

  • Imperia. SBANCHITALIA!

     

     

  • INVISCHIATI NELLE BANCHE

     

    di: Matteo Bortolon

          "La decisioni del presidente del Consiglio, come ha fatto sapere la stessa presidenza nei giorni scorsi, saranno basate sulle prerogative a lui attribuite dalla legge ed ispirate alla salvaguardia dell'autonomia dell'istituto." Così il ministro Padoan chiudeva la polemica politica della settimana. Si trattava di una mozione di sfiducia verso il governatore della Banca d'Italia a firma PD, ispirata dal segretario Renzi, ed avversata da (in ordine sparso) il governo, il Corriere, Repubblica, Napolitano, Zanda, Veltroni, Draghi, Mattarella, Berlusconi: tutti a difesa di Ignazio Visco (non pervenuto Topolino, l'orso Yoghi e l'ONU). Il segretario annaspa e capitola. Era dai tempi di Fazio che la dirigenza di Bankitalia non arrivava all'opinione pubblica.

  • ISIS: ALCUNE DOMANDE A CDP

     

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                                                                                          la sede delKuwait Investment Authority

    di Marco Bersani

    Dopo i tremendi attacchi terroristici di Isis nel cuore di Parigi, da tutti i governi si è levata una voce unanime: occorre rompere ogni legame economico con il cosiddetto “stato islamico”. Da dove Isis ricavi le enormi somme di denaro di cui dimostra di potersi avvalere è il ritornello di ogni dibattito o analisi. Si finanzia con il petrolio? Certo, ma, essendo l’acquisto di petrolio un processo industriale, occorre che qualcuno lo compri, e non lo farà portandosi una tanica alla volta sopra un carretto. Si finanzia con il contrabbando? Certo, ma, sebbene ad un livello di complessità industriale minore, vale lo stesso ragionamento del petrolio.

  • L'audit civico del debito: come e perchè?

    di Damien Millet e Eric Toussaint

    La questione del pagamento del debito costituisce sicuramente un tabu. È presentato dai capi di Stato e di governo, dalla Banca Centrale Europea (BCE), dal Fondo Monetario Internazionale (FMI), dalla Commissione Europea (CE) e dalla stampa dominante come ineludibile, indiscutibile, doveroso. Cittadini/e dovrebbero rassegnarsi a pagare. L’unica discussione possibile riguarda la maniera di modulare la distribuzione dei sacrifici indispensabili per concretizzare gli strumenti di bilancio che consentano di mantenere l’impegno assunto dal paese indebitato. I governi che hanno ottenuto prestiti sono stati eletti democraticamente, per cui le azioni effettuate sono legittime. Quindi, bisogna pagare.
    L’audit civico è uno strumento per eliminare questo tabu. Esso consente ad uno strato crescente della popolazione di rendersi conto del processo di indebitamento di un paese. Consiste nell’analizzare criticamente la politica di indebitamento da parte delle autorità del paese.

    Le domande che vanno poste:

    Perché lo Stato è stato indotto a contrarre un debito che non cessa mai di gonfiarsi?

    Al servizio di quali scelte politiche e di quali interessi è stato contratto il debito?
    Chi se ne avvantaggia?
    Era possibile, o necessario, fare altre scelte?
    Chi presta?
    Chi detiene il debito?
    Chi presta pone delle condizioni alla concessione dei prestiti? Quali?
    Che compenso ricava chi presta?
    Come si è impegolato lo Stato nel prestito, attraverso quale decisione, presa a quale titolo?
    Quanti interessi sono stati pagati, a quali tassi, quale quota dell’ammontare complessivo è già stata restituita?
    Come hanno fatto alcuni debiti privati a diventare “pubblici”?
    In che condizioni si è effettuato questo o quel salvataggio bancario? Quale ne è stato il costo? Chi lo ha deciso?
    Bisogna indennizzare gli azionisti responsabili del disastro insieme agli amministratori che lo hanno designato?
    Quale quota del bilancio statale va al rimborso del capitale e quale agli interessi del debito?
    Come finanzia lo Stato il pagamento del debito?

  • La propaganda sul debito

    di Giulio Marcon (SEL)

    Come ha ricordato il compianto Luciano Gallino in più di una occasione, nel corso della crisi l'azione di propaganda neoliberista è riuscita a far passare l'idea che la causa della crisi che stiamo attraversando dal 2007-2008 risiede nell'eccessivo debito pubblico e che il modo per affrontare il problema ritenuto a fondamento della crisi è quello di ridurre la spesa pubblica, privatizzare i servizi, declinare in tutti i modi le politiche di austerità.
    Idea falsa, perché -come sappiamo- la crisi non ha origine nell'eccessivo debito pubblico, ma nel “fallimento del mercato”, cioè nelle acrobazie affaristiche della finanza speculativa che hanno portato alla crisi dei sub prime negli Stati Uniti nel 2007-8 e alla sua estensione in Europa, con il fallimento di banche private ed il crollo dei mercati finanziari. Il detonatore della crisi è nel ruolo affaristico e speculativo di soggetti privati e non nell'eccessiva spesa pubblica.