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Acqua: bene comune patrimonio dell'umanità

di Sara Vegni - ATTAC Italia

 

Questo perché siamo tutti consapevoli che l’acqua e l’accesso all’acqua sia un diritto umano e sociale imprescrittibile che deve essere garantito a tutti gli esseri umani, ovunque nel mondo e qualunque sia la loro condizione sociale o economica, indipendentemente dalla nazionalità, dall’età, dal sesso, dalla religione e dalla disponibilità territoriale d’acqua dolce.

In Italia, paese che sta sperimentando un processo di privatizzazione selvaggia che incombe su beni sociali ed umani primari, l’acqua non sfugge alla dinamica della mercificazione che la trasforma da bene pubblico vitale ad un bene economico privato.

Infatti, per quanto l’Italia sia uno dei paesi più ricchi al mondo, il diritto di accesso all’acqua potabile è ancora limitato in alcune zone sul piano quantitativo e soprattutto qualitativo.

Come se non bastasse alcune politiche locali di mal governo, spesso ignorando alcuni forti appelli dei cittadini, preferiscono dare centralità alla realizzazione di grandi opere o ai dictat del mercato con il fine di abbandonare o male utilizzare grandi bacini idrici, affidandosi poi a società private per la gestione pubblica dei servizi d’acqua.

La nostra associazione, proprio grazie alla sua, già forte ed in crescita, radicalizzazione sul territorio, può dare un deciso apporto alla campagna di sensibilizzazione e di pressione sul tema dell’cqua.

Potremmo, partendo dalle nostre città, fare molto, soprattutto sul piano della conoscenza collettiva sui problemi dell’acqua, per favorire una partecipazione effettiva dei cittadini alla gestione democratica dell’acqua a livello locale, regionale e nazionale.

Già molti comitati territoriali si sono attivati in questo senso, concentrando parte delle loro energie ad analizzare ed approfondire, con uno sguardo sul locale, ed uno, immancabile, sulla problematica mondiale, il tema dell’acqua, del suo uso, della sua distribuzione.

Proponiamo ai comitati che già se ne interessano, e a tutti coloro che se ne vorranno occupare, di coordinarci, per definire insieme tematiche e priorità da affrontare, autonomamente ed anche con la preziosa collaborazione del comitato internazionale delle acque.

Consapevole che il tema tocca le sensibilità di molti vi chiedo di rispondere, mandandomi il nominativo e l’indirizzo mail di un referente o più per comitato interessato, oltre che a proposte e suggerimenti a questo recapito:

Sara Vegni - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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