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El Salvador vota: l’acqua prima dell’oro

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Dopo 12 anni di lotte, i legislatori salvadoregni hanno messo al bando le miniere metallifere.

Di Pedro Cabezas, 30 marzo 2017

Il popolo del Salvador ed i suoi alleati nel mondo contro le estrazioni minerarie irresponsabili, stanno celebrando una vittoria storica. Dopo una lunga battaglia contro le multinazionali minerarie che saccheggiavano le risorse naturali del paese per profitti a breve termine, L’Assemblea Legislativa del Salvador ha messo al bando tutti i progetti di miniere metallifere. Approvata il 29 marzo con il voto favorevole di 89 parlamentari di diversi partiti (su un totale di 84) la legge blocca la prospezione, estrazione e lavorazione di metalli, sia in pozzi aperti sia sotterranei. E vieta inoltre l’uso di prodotti chimici tossici come il cianuro e il mercurio.

Il percorso verso il voto ha visto le comunità della città di Cinquera respingere con un referendum quelle attività minerarie e la Chiesa Cattolica del Salvador promuovere la partecipazione di massa alla manifestazione pubblica che chiedeva ai legislatori di avviare il dibattito sulla proibizione delle miniere. Giunta davanti all’Assemblea Legislativa il 9 marzo, la manifestazione è stata accolta da una Delegazione multipartitica che si è impegnata ad avviare subito il dibattito per l’approvazione della legge prima delle vacanze di Pasqua.

Nonostante il vasto consenso nazionale per la proibizione delle attività minerarie che unisce comunità, organizzazioni della società civile, istituzioni governative e partiti politici, la compagnia anglo-canadese OceanaGold e le sue filiali in Salvador hanno tentato in tutti i modi di ostacolare l’approvazione della legge cercando di guadagnar consensi alla campagna per una sedicente “attività mineraria responsabile”. La campagna è stata lanciata in un hotel di lusso della capitale, dopo aver perduto una vertenza legale di 250 milioni di dollari contro il Salvador nell’ottobre 2016.

La OceanGold aveva fatto ricorso all’ICSID - Centro Internazionale per la Composizione delle Controversie sugli Investimenti, chiedendo di essere risarcita per il fatto che il governo non aveva autorizzato un progetto di estrazione di oro perché metteva in pericolo l’approvvigionamento idrico del paese. Di fronte alla forte opposizione di un vasto movimento interno al Salvador, ma anche estero, il tribunale ICSID si era pronunciato contro la OceanGold.

La società ha intensificato le sue attività quando i parlamentari hanno annunciato di voler iniziare un serio dibattito per la messa al bando delle miniere metallifere. Oltre a pagare la pubblicazione di comunicati sui giornali favorevoli all’impresa, il movimento di opposizione ha riferito che rappresentanti di OceanaGold si sono incontrati con membri del governo per un’azione di lobby contro la legge.

Il 23 marzo la El Dorado Foundation (creata e finanziata da Oceana Gold) ha organizzato una manifestazione davanti al Parlamento impegnato nel dibattito sulla legge. E’ stato poi riferito dal rappresentante del FMLN Guillermo Mata, Presidente della Commissione Ambiente e Cambiamento Climatico, che la Fondazione aveva pagato con 7dollari e il pasto gratis ciascun passeggero degli autobus provenienti dal Dipartimento di Cabanas perché partecipasse alla manifestazione. Con la raccomandazione di non parlare con la stampa.

Sempre il 23 marzo, Luis Parada, l’avvocato del collegio di difesa del Salvador davanti all’ ICSID, ha denunciato con un twitter che OceanaGold e la sua filiale Pac Rim avevano mandato una lettera contenente velate minacce di ulteriori azioni legali qualora il Salvador avesse approvato il divieto delle attività minerarie.

Ma la pressione per il divieto rimaneva forte. A sostenerla ha contribuito anche Carlos Padilla, Governatore di Nueva Vizcaya nelle Filippine, venuto in visita nel Salvador per informare sulla negativa esperienza della sua provincia con OceanaGold. Il 28 marzo, nell’audizione davanti alla Commissione Ambiente e Cambiamento Climatico del Salvador, Padilla ha riferito che la miniera non aveva apportato alcuna crescita economica significativa, violava i diritti umani, danneggiava le attività agricole della provincia, l’ambiente e le generazioni future.

La sua testimonianza ha contribuito a sfatare i miti della crescita economica e di un’attività mineraria responsabile e sostenibile propagandati da OceanaGold. Dopo l’audizione di Padilla, i parlamentari della Commissione hanno votato all’unanimità di trasmettere all’Assemblea Legislativa la legge che mette al bando le attività minerarie metallifere.

Prima che si giungesse al voto, molte organizzazioni estere e singoli cittadini hanno scritto al Presidente dell’Assemblea Guillermo Gallegos esprimendo solidarietà alla popolazione del Salvador e sostegno alla legge.

Con il loro voto per la proibizione delle attività minerarie metallifere, i legislatori del Salvador hanno messo l’acqua prima dell’oro, il popolo e l’ambiente prima dei profitti delle multinazionali. E hanno dimostrato che anche un paese molto povero può non piegarsi alle potenti multinazionali.

Pedro Cabezas risiede nel Salvador, dove coordina l’International Allies against Metal Mining.
Ha contributo a questo articolo anche Sebastian Rosemont.
http://www.ips-dc.org/el-salvador-votes-for-water-over-gold/

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