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Dolore e rabbia a due giorni dal crollo del Ponte Morandi

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di: Pino Cosentino (Attac Genova)

In questo momento (venerdì 16 agosto) le vittime accertate sono quasi 40, ma restano ancora almeno 10 dispersi.

Ancora immersi nello choc per un evento sconvolgente in sé, ma tanto più per noi genovesi, per i quali il ponte Morandi rappresenta un elemento famigliare della nostra quotidianità, proviamo a non farci vincere dallo sconforto e dai sentimenti di dolore per l’irreparabile perdita di vite umane, verso cui proviamo inevitabilmente una coinvolgente, personale partecipazione.   Ognuno di noi sa che poteva trovarsi lì in quel momento terribile, con la propria famiglia, a sprofondare nell’orrido abisso. Penso anche ai lavoratori dell’isola ecologica, sepolti sotto le macerie del ponte, e a tutte le volte che come utente ho parlato con qualcuno di loro.

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Il ponte di Genova: il passato che divora il futuro

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di Antonio De Lellis

La sproporzione evidente tra i piloni del ponte Morandi di Genova e le abitazioni sottostanti è l’immagine che più di altre mi ha colpito. Un “Godzilla” imperioso, apparentemente fisso, il cui crollo è costato finora 43 vite umane e sofferenze indicibili ad una città tanto amata quanto ferita e ad un paese incredulo e sbigottito. Un pezzo del nostro paese si è svegliato dal torpore e ha preso atto della pericolosità di ciò che conosceva, ma di cui non era consapevole: il ponte così come quasi tutto il nostro sistema autostradale è di fatto privatizzato e svenduto con un contratto in parte segreto.

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Il trasporto pubblico e gratuito a Roma: un’utopia sempre più necessaria

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di: Alessandro Torti

Mentre a Roma il dibattito sull’ATAC si divide tra privatizzatori e curatori fallimentari, la Germania pensa a sperimentare l’eliminazione del biglietto.

Come sarà il trasporto pubblico del futuro? A Roma, c’è chi – come i Radicali – è davvero convinto che debba essere privatizzato e c’è chi invece – come la Sindaca Raggi – ha deciso semplicemente di lavarsene le mani, consegnando interamente ad un magistrato la decisione sul futuro di ATAC, per mezzo dello strumento del concordato preventivo. Ipotesi entrambe problematiche, come denunciato dalle reti che, come DecideRoma, lottano per un trasporto locale saldamente a gestione pubblica, che sia democratico e di qualità.
Mentre dunque la discussione istituzionale a Roma è tra privatizzatori e curatori fallimentari, oltre le Alpi, invece, c’è chi comincia a pensare che il trasporto pubblico debba essere gratuito.

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L’OCCASIONE DEI COMUNI

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di Marco Bersani

Il risultato delle recenti elezioni amministrative apre nuovi scenari nel nostro Paese: la pesante sconfitta del governo Renzi e del Pd si è espressa con una forte domanda di cambiamento, che da Napoli -con la riconferma di De Magistris- a Roma e Torino –con la netta vittoria di Virginia Raggi e Chiara Appendino, giovani sindache del M5S- attraversa l’intera penisola.

 

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El Salvador vota: l’acqua prima dell’oro

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Dopo 12 anni di lotte, i legislatori salvadoregni hanno messo al bando le miniere metallifere.

Di Pedro Cabezas, 30 marzo 2017

Il popolo del Salvador ed i suoi alleati nel mondo contro le estrazioni minerarie irresponsabili, stanno celebrando una vittoria storica. Dopo una lunga battaglia contro le multinazionali minerarie che saccheggiavano le risorse naturali del paese per profitti a breve termine, L’Assemblea Legislativa del Salvador ha messo al bando tutti i progetti di miniere metallifere. Approvata il 29 marzo con il voto favorevole di 89 parlamentari di diversi partiti (su un totale di 84) la legge blocca la prospezione, estrazione e lavorazione di metalli, sia in pozzi aperti sia sotterranei. E vieta inoltre l’uso di prodotti chimici tossici come il cianuro e il mercurio.

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