Editoriale: Fermate il mondo voglio scendere

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di Vittorio Lovera

 

Fermate il mondo. Voglio scendere !

L’utopia è là nell’orizzonte. Mi avvicino di due passi e lei si distanzia di due passi. Cammino 10 passi e l’orizzonte corre 10 passi. Per tanto che cammini non la raggiungerò mai. A che serve l’utopia? Serve per questo: perché io non smetta mai di camminare.

Eduardo Galeano

 

Lo scorrere del tempo, nell’Era del distacco dalla Politica, non sembra in alcun modo sortire effetti contro l’ arroganza del Potere nei confronti dei Cittadini.

“Ci avete rotto i coglioni” è stata la forbita e stilosa modalità con la quale il Sindaco di Torino, Piero Fassino, ha salutato la presenza del Comitato Acqua Pubblica di Torino prima di entrare a presiedere il Consiglio Metropolitano. All’ordine del giorno era l’approvazione dello Statuto del nuovo Ente, dal quale viene proditoriamente scippata la gestione pubblica dell’acqua, inserita nel 2010 a seguito di un virtuoso percorso di democratica e partecipatissima iniziativa popolare.

Questo rabbioso e maleducato approccio, se da un lato ci segnala come gli Assediati inizino a soffrire la costante pressione di Cittadini e Comitati verso le loro malefatte, è la miglior chiosa, la più chiara ed esplicita dimostrazione, di come questi Oligarchi intendano continuare a gestire la res publica.

Fossimo in un Paese dove tutto funziona alla grande sarebbe, forse, solo un indicatore di scarsa educazione, riprovevole certo, ma magari riconducibile ad una digestione rallentata, a stress, a problemi familiari.

Nel Paese degli Arroccati al Potere – Quarantenni o belli Stagionati , come l’immarcescibile Fassino – il loro mantra permane “non disturbate il navigatore”, espresso con lo stile che li definisce, che manifesta palesemente il reale retro-pensiero, ovvero di poter ancora spadroneggiare indisturbati. La questione assume quindi ben altra rilevanza.

A parte il vergognoso scippo dell’esito referendario, che da solo basta a mostrare cosa siamo diventati sul versante della democrazia, viviamo in un Paese che ogni santo giorno misura gli scempi del come siamo amministrati.

Trascorsi pochi giorni dal 6° anniversario del terremoto (3,32 del 6 Aprile 2009: 309 morti) eccoci sempre a l‘Aquilaal crollo della scuola appena re-inaugurata dopo 4 anni di restauri; al crollo in Sicilia di un pilone di un’Autostrada (CROLLO DI UN PILONE DI UN’AUTOSTRADA !!!!) che segue, sempre in Sicilia, il crollo di un’altra tratta autostradale appena inaugurata.

Tralasciamo volutamente di riaprire il libro che riguarda le alluvioni, la gestione dei rifiuti, la Terra dei Fuochi, la questione Ilva di Taranto e le sempre inadeguate risposte dei governi succedutisi, fino alle berlusconiane “deregulation” di Renzi sui temi ambientali.

L’inchiesta Mafia Capitale svela quale sia l’intreccio perverso e bipartisan della corruttela su qualunque tipo di intervento, i dati fallimentari sull’autostrada BRE.BE.MI fanno intendere (a chi non ha voluto finora prestare orecchie aperte al problema) di quanto siano farlocchi i dati tecnico-finanziari con i quali viene argomentata la necessità della TAV in Val di Susa.

Ma per l’emaciato Fassino (quello di “abbiamo una Banca”) , il troppo stroppia. “Ci avete rotto i coglioni”, dice Lui a Noi, senza sapere come, con quell’invettiva, doni nuovo elisir di vitalità al fiume – spesso sommersoma sempre presente – dei motivati al reale cambiamento.

Intanto prendiamo atto che la Corte Europea dei Diritti Umani ha finalmente sancito che la “macelleria messicana” della scuola Diaz (Genova, 2001) fu “tortura” e riprendiamo serafici il nostro civile attivismo per cambiare tutte, ma proprio tutte “le vene aperte” in qualunque continente “ (adios Eduardo, RIP).

Per continuare a rompere i “cabbasisi” ai Sordi Boiardi, vecchi e giovani, proseguiamo ad approfondire questioni. In questo Granello abbiamo chiesto ad una serie di esperti di accompagnarci in approfondimenti geopolitici che ci aiutino ad inquadrare la recrudescenza di violenza e focolai di guerra, partendo da fattori socio-economici.

Con Alfonso Gianni , Chiara Filoni e Roberto Musacchio partiamo dalla Grecia per arrivare ad analizzare i contesti libici ed ucraini, mentre con il nostro Raphael Pepe l’analisi prova a inquadrare i nessi plausibili che legano i fatti di Parigi e la shock economy.

Banche e lobbies finanziarie sempre negativamente sugli altari. E’ di questi giorni l’ennesima multa miliardaria, questa volta a Deutsche Bank: 1,4 miliardi di euro per lo scandalo della manipolazione dei tassi Libor (nel 2012 la svizzera UBS è già stata condannata per la medesima attività ad una multa analoga). Con Roberto Errico riprendiamo un ragionamento già contenuto nel libro “Come si esce dalla Crisi “ (che anticipava una serie di misure adottate nel programma di governo di Tsipras e un articolo di Eric Toussain, ora chiamato a presiedere in Grecia il Comitato per la remissione del debito), su un ruolo politico della BCE, mentre con Andrea Baranes e Monica Di Sisto approfondiamo molte delle nefandezze degli Istituti di Credito rispetto ai settori dell’agroalimentare e delle commodities.

Marco Bersani, coordinatore di Attac Italia e uno dei portavoce della Campagna Stop TTIP, introduce i favorevoli segnali della campagna contro il Trattato in vista della grande mobilitazione mondiale di Sabato 18 Aprile. Con Alberto Zoratti e Monica Di Sisto, Marco è uno degli autori del libro “Nelle mani dei Mercati. Perchè il TTIP va fermato “ di cui forniamo alcuni elementi.

Antonio De Lellis riflette invece sulla strisciante privatizzazione della Sanità e poi riprende la sua rubrica sul Debito (uno degli argomenti molto trattati da Attac e da Antonio in particolare, anche con il libro collettivo “La vita prima del debito“).

Siccome pare che il Sindaco Fassino abbia autentica allergia per le pratiche di Democrazia Partecipativa, raddoppiamo gli articoli del nostro Pino Cosentino, quale civile risposta al Sindaco e segnale di stima e vicinanza alla nostra Mariangela Rosolen ed a tutto il Comitato di Torino.

Marco Schiaffino chiude in bellezza il numero introducendo il bellissimo film-documentario dal basso“Chi salva Chi”, che analizza le origini della Crisi finanziaria.

Vi lascio con uno dei tanti profondi ragionamenti del compagno Galeano: infatti agli insulti rispondiamo coi ragionamenti.

«E se delirassimo per un momento? Se guardassimo oltre l’infamia per provare a indovinare un altro mondo possibile? L’aria sarà ripulita da tutto il veleno che non venga dalle paure umane e dalle umane passioni. Si inserirà nei codici penali il delitto di stupidità, commesso da coloro che vivono per possedere e guadagnare, invece che vivere per il fatto stesso di vivere. I politi non crederanno che ai poveri piace sfamarsi di promesse. I bambini di strada non saranno trattati come spazzatura, perché non ci saranno bambini di strada. L’istruzione non sarà il privilegio di coloro che possono pagarla e la polizia non sarà la maledizione di chi non può comprarla. La giustizia e la libertà, gemelle siamesi condannate a vivere separate, torneranno a unirsi, schiena contro schiena. Saremo imperfetti, perché la perfezione continuerà a essere il noioso privilegio degli dei. Ma in questo mondo semplice e fottuto saremo capaci di vivere ogni giorno come se fosse il primo e ogni notte come se fosse l’ultima».

Articolo tratto dal Granello di Sabbia “Fermate il mondo: voglio scendere!” di marzo/aprile 2015, scaricabile qui.