“Dieci anni dopo la crisi, riprendiamo il controllo della finanza”: un libro per agire

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di Attac  (La traduzione in lingua italiana del libro e’ di prossima pubblicazione)

La società è minacciata quando una delle sue componenti, divenuta egemonica, domina tutte le altre e le asserve, impone le proprie esigenze, e può subordinare tutto alla sua infinita espansione. La società attuale, per quanto si immagini democratica, sperimenta anche lei il giogo di un settore super potente, pronto a spingere il proprio tornaconto fino a dove parrà funzionale ai suoi interessi. Tale forza, che ignora i limiti, è quella della finanza globalizzata alla quale noi diamo il nome di “casinò” nel senso che gestione dei rischi e gioco d’azzardo hanno effettivamente qualche punto in comune.

L’epoca attuale è sempre così favorevole alla finanza, ai fondi di investimento e alle banche. Le timide riforme avanzate da dieci anni a questa parte non sono riuscite a intaccare seriamente il loro potere. Senza contare che un nuovo ciclo di deregolamentazione finanziaria vede la luce in Europa e negli Stati Uniti dove Trump disfa allegramente le riforme intraprese sotto la presidenza precedente. Le lezioni della crisi sono state già dimenticate da coloro che ci governano. E ormai si annunciano delle nuove catastrofi finanziarie per domani.

Molti cittadini sono esasperati da questa situazione pericolosa e fonte di profonde ingiustizie, ma si sentono impotenti a cambiare il corso delle cose. La maggior parte pensa che le banche continuino ad essere gestite nella stessa maniera irragionevole. E poiché la finanza di mercato contemporanea viene saggiamente matematizzata e resa particolarmente opaca (come se si trattasse di una lingua esoterica destinata a escludere i “beoti” da ogni comprensione), il suo funzionamento e i suoi limiti sfuggono al dibattito democratico. E tuttavia, siccome le sole battaglie politiche perse sono quelle che non sono state combattute, diversi cittadini sono alla ricerca di mezzi per incidere su questa situazione. Essi vogliono resistere, agire e creare dibattito circa il modo in cui dovrebbe funzionare il sistema finanziario affinché sia a servizio della società e non viceversa. 

Questo libro è destinato a loro.

Redatto alla maniera di una piccola guida, accessibile a ogni tipo di pubblico, esso permette di comprendere le origini della crisi del 2008 (perché questa crisi globale è esplosa e si è propagata in tutti i Paesi per infettare le nostre condizioni di vita e di lavoro?). Esso quindi analizza in una seconda parte quello che è stato fatto (o non è stato fatto) per riformare il sistema finanziario internazionale (perché la crisi continua a durare? Quali ne sono state le conseguenze, particolarmente disastrose nei Paesi del Sud? Esso descrive infine la situazione attuale (le disuguaglianze sono aumentate, i paradisi fiscali prosperano, la finanza è più potente che mai). Infine, in una quarta e ultima parte, il libro propone alcune soluzioni per controllare la finanza, ossia per imporle delle regole, regolamentarla e opporre la legge alla forza. 

Questo libro, pubblicato in molte lingue (in francese, inglese, tedesco e spagnolo), costituisce anche il supporto di una vasta campagna “dieci anni dopo la crisi”, organizzata dai movimenti sociali e dai cittadini europei, il cui momento culminante è fissato per il 15 settembre 2018, anniversario della caduta della banca Lehman Brothers nel 2008, che ha segnato l’inizio della crisi finanziaria internazionale. Auspichiamo che questo libro contribuisca, al di là della campagna del 2018, a organizzarci su scala locale, nazionale, europea e internazionale e a fare movimento contro dei venti contrari particolarmente potenti, dal momento che il vecchio mondo della finanza si attacca più che mai ai suoi privilegi ad alto reddito a detrimento del resto della società. E’ importante creare un nuovo rapporto di forza. In questo contesto, l’azione dei cittadini e la disobbedienza civile saranno dei mezzi preziosi per far emergere il mondo nuovo e più solidale che noi vogliamo.

Articolo tratto dal Granello di Sabbia n. 36 di Settembre – Ottobre 2018: “Crisi: 10 anni bastano