IL MINISTRO LANZILLOTTA "NON C’E’ NESSUNA FASE DUE, LE LIBERALIZZAZIONI ERANO GIA’ NEL PROGRAMMA DELL’UNIONE.
LA SINISTRA IN PIAZZA CON I PRECARI? SCELTA INOPPORTUNA"
Nessun problema con la sinistra dell’Unione, "le liberalizzazioni sono nel programma del governo".
Nessun problema con Rifondazione, soprattutto, "perché noi non privatizziamo: saranno i Comuni a decidere liberamente dei loro ossets".
Passata l’ondata nelle piazze a difesa dei precari, adesso è Linda Lanzillotta, ministro degli Affari regionali, la bestia nera della sinistra.
Ministro, dopo la manifestazione di sabato la fase due del governo Prodi si aprirà con la lotta di piazza al suo disegno di legge sulle liberalizzazioni?
"Ho trovato quella manifestazione decisamente inopportuna. Ma per il mio disegno di legge sono assolutamente fiduciosa, troveremo un punto d’accordo. Non solo le liberalizzazioni sono nel Programma dell’Unione, ma non c’è nessuna "fase due" del governo, con cambi di rotta: questo disegno di legge fa parte di un quadro di politiche che mirano ad orientare il risanamento alla crescita. E quando si liberalizza, l’occupazione cresce e si riducono i costi per le imprese. La visione della coalizione e dell’azione di governo è complessiva, non va vista in maniera disarticolata, come ha giustamente ricordato anche Prodi. Quanto ai miliardi di euro di patrimonio degli enti locali, non privatizziamo proprio niente; di cosa fare di questi assets Libertà di scelta "Il punto è applicare una vera concorrenza anche nei servizi Acqua, gas, luce trasporto e rifiuti» decideranno gli enti locali.
Noi stabiliremo delle regole, coerenti con quelle europee, in modo che i cittadini abbiano la garanzia di avere qualità e prezzo migliori"
Cosa vuoi dire "non privatizziamo proprio niente"?
"Il nostro obiettivo è l’introduzione nel mercato dei servizi di elementi di concorrenza che determinino efficienza e qualità. Tante società pubbliche hanno partecipato a gare, a volte le hanno anche vinte. Il punto è applicare il meccanismo della concorrenza anche nei monopoli naturali: energia, trasporto, rifiuti. Far emergere il gestore più efficiente, in modo che i comuni responsabili di garantire i servizi ai cittadini si occupino anzitutto di definire e monitorare lo standard più adeguato al servizio. E di evitare quello che accade nel settore delle autostrade, dove la concessione di servizio comporta obblighi che poi nessuno rispetta, pubblico o privato che sia".
Lei tra un paio di giorni sul suo disegno di legge incontrerà comuni e regioni, poi avrà un incontro con i presidenti dei gruppi parlamentari di maggioranza...
"Sì, per avere il contributo e trovare il consenso di tutti, su un disegno di legge varato dal consiglio dei ministri".
Secondo il metodo che state seguendo anche per il passaggio in Parlamento della Finanziaria. Ma da quel che lei dice è chiaro qual è la linea del possibile accordo con Rifondazione, partito che non vuole appunto che i comuni siano obbligati a privatizzare, Concertazione
"Avrò un incontro con gli enti locali per ottenere il contributo e il consenso di tutti al mio provvedimento"
sì come invece prevede il suo disegno di legge. Ha fatto retromarcia?
"Ma no. Le ripeto che il punto non è la privatizzazione: si può privatizzare un’azienda solo quando il mercato è sufficientemente regolato, altrimenti si privatizza una rendita monopolistica. Il punto è liberalizzare, e pretendere dalle imprese il rispetto dei contratti".
Eppure lei aveva criticato Bersani proprio perché sulla liberalizzazioni dei taxi aveva lasciato che a decidere fossero i sindaci...
"Non ho criticato Bersani. Le spiego: perché in materia di servizi pubblici interviene lo Stato? Perché ci sono due punti di competenza statali, secondo il Titolo V della Costituzione: definire le funzioni fondamentali che spettano ai Comuni, e tutelare la concorrenza. Ovvero stabilire regole non derogabili a difesa di un interesse nazionale, e addirittura comunitario. Ci sono molti modi di intervenire, ma il punto del rispetto delle regole di concorrenza deve essere definito con legge statale".
E se poi i comuni, non essendo obbligati, non liberalizzassero?
"Se non si rispetterà il principio della gara, saranno i cittadini a poter chiederne ragione, anche attraverso le associazioni di consumatori. Oltre alle aziende interessate a partecipare alla gara, ovviamente"