La rivoluzione dell’acqua
di Marco Bersani
Un popolo che riprende collettivamente parola è molto più pericoloso di un popolo che cerca di volta in volta qualcuno a cui affidarsi
Un milione e quattrocentomila donne e uomini che sottoscrivono i tre referendum per la ripubblicizzazione dell’acqua rappresentano una piccola grande rivoluzione.
Come tale, provoca immediato spavento nei poteri forti e in un quadro politico-istituzionale non avvezzo all’idea che possa esistere una soggettività sociale capace di prendere parola e di progettazione autonoma. Un primo tratto di questa rivoluzione risiede nel fatto che sul tema dell’acqua si è ormai costituito, per la prima volta dopo decenni, un vero e proprio movimento nazionale di massa.
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Acqua: Governo senza ragioni, costretto ad usare la forza
19 luglio. Rassegna web e TV sulla consegna delle firme per l’acqua pubblica in Cassazione
Quante mani per l’acqua pubblica
Acqua SPA. La sinistra ambigua
Egr. Ministro Ronchi, l’accusatio è manifesta
Protesta dei Nasoni Romani contro la privatizzazione dell’acqua
Sull’acqua ai privati, l’operazione del ministro Ronchi.
Luca Martinelli
TERREMOTATI E MANGANELLATI
COMUNICATO ASSEMBLEA CITTADINA de L’AQUILA
Video Intervista al sindaco dell’Aquila
Video Le manganellate del Governo 1.
Video Gli aquilani gridano la loro rabbia. La celere dà loro la risposta del governo
Conservati gli ultimi aiuti ai terremotati dell’Aquila
Le dichiarazioni della maggioranza: "Gli aquilani sono incontentabili"
All’inaugurazione della nuova sede delle società chiamate a realizzare il Ponte sullo Stretto di Messina, mercoledì 14 luglio, ci sarà anche il ministro delle infrastrutture Altero Matteoli. Il quartier generale di Eurolink (il consorzio general contractor per la progettazione e i lavori) e dei soggetti impegnati nel monitoraggio ambientale e nel “project management”, sarà ospitato all’interno del Polo “Papardo” dell’Università degli Studi di Messina, a pochi chilometri dall’area dove dovrebbe sorgere uno dei due piloni della mega-opera.
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Condanna al primo processo per la Mafia del Ponte
Da Israele un Ponte-shopping sullo Stretto
Attentato delle ‘ndrine contro trivella del Ponte sullo Stretto
Il Ponte e le mafie: uno spaccato di capitalismo reale
Umberto Santino - Centro Siciliano di Documentazione “Giuseppe Impastato”
Attac Italia supporta la Petizione Internazionale per una FTT come uno degli strumenti per rafforzare i movimenti sociali per il superamento delle politiche neoliberiste di liberalizzazione dei mercati finanziari, attacco a lavoratrici e lavoratori, mercificazione e degrado dell’ambiente e dei beni comuni, privatizzazioni, che hanno caratterizzato gli ultimi decenni e contribuito a determinare la crisi attuale.
Dopo il G20 di Toronto. Rassegna stampa su FTT
Questa crisi riconferma l’indispensabilità della lotta contro la finanziarizzazione dell’economia
di ATTAC ITALIA La crisi economica è tutt’altro che finita.
Si tratta di una crisi mondiale che non ha origine da qualche isolato speculatore o da qualche paese marginale, bensì nasce dal centro del sistema, la finanza statunitense.
Affermare che la sua causa scatenante sia il sistema finanziario non vuol dire che la crisi sia esclusivamente un problema del sistema finanziario "cattivo" che si riversa su un’"economia reale sana".
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La Tobin Tax: dalla teoria economica alla proposta politica
Audio dell’ottavo incontro dell’Università Popolare di Attac Torino
Firma la petizione internazionale per tassare i capitali finanziari
Genova 21,22 e 23 maggio 2010.
Interventi di Bersani, Carchedi, Moscato, Porcaro, Ravaioli, Sodano, Valli.
Sono passati ormai più di due anni dall’esplosione della crisi capitalistica mondiale, partita con il fallimento di importanti istituzioni finanziarie e divenuta in breve tempo la cartina di tornasole di una serie di nodi del modello di sviluppo economico degli ultimi decenni.
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Il governo ha dato via libera ai criteri per l‘individuazione dei siti su cui potranno essere costruite le nuove centrali nucleari, e dei compensi da destinare ai territori che accoglieranno i nuovi impianti. Il Consiglio dei ministri pre-natalizio ha infatti approvato uno schema di decreto legislativo sulla localizzazione e l’esercizio di impianti di produzione di energia elettrica e nucleare, di fabbricazione del combustibile nucleare, dei sistemi di stoccaggio, nonche misure compensative e campagne informative.
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Rubrica NO NUKE su www.attac.it
La ’ndrangheta sui rifiuti delle centrali nucleari?
Gianni Lannes
Nucleare: aperta la rulette dei siti in attesa delle elezioni di Marzo
Marco Bersani
Elenco incidenti in centerali nucleari nel 2009
Centrali Nucleari, scorie e rifiuti tossici in caserma?
Marco Bersani - Attac Italia
No al nucleare: un’altra energia per un’altra società
Fabrizio Valli - Attac Italia
Per un nuovo movimento antinucleare
Marco Bersani - Attac Italia (settembre 2008)
Elenco incidenti in centerali nucleari nel 2009
Per approfondire vai alla rubrica No Nuke
È disponibile il libro "Nucleare: se lo conosci lo eviti", di Marco Bersani, (p. 120, euro 12,00).
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Il fallimento della conferenza sul clima di Copenaghen, almeno negli obbiettivi di facciata, ossia un accordo per la riduzione delle emissioni, è sotto gli occhi di tutti. Nonostante le propagande governative ci presentassero dei Capi di Stato preoccupati per le sorti del pianeta, nessuno dei paesi ricchi, responsabili della situazione attuale, ha messo in discussione la competitività delle proprie imprese e non si è arrivati a nessun accordo vincolante per le riduzioni delle emissioni. Preoccupati più di dare respiro ai profitti delle multinazionali attraverso un capitalismo verde che lascia intatte le disuguaglianze globali e un sistema basato sul petrolio, che al futuro della terra.
I media mainstream danno la colpa ai "paesi in via di sviluppo" che non hanno voluto rinunciare ad uno sviluppo che seguisse la strada dei paesi industrialmente avanzati. Ma questa è ovviamente una bugia. Il meccanismo che gli stati industrializzati volevano implementare era quello del dei prestiti per le infrastrutture che permettessero di ridurre le emissioni, rinvigorendo il sistema del controllo economico di quei paesi attraverso il debito, come fatto negli ultimi trent’anni con gli "aggiustamenti strutturali", ed elargendo denaro alle multinazionali per implementarle.
Ma a Copenaghen si è anche vista la presenza di una sensibilità diffusa sul tema e la nascita di un movimento ancora disorganizzato a livello europeo e senza luoghi comuni di discussione, ma molto organizzato e portatore di alternative da parte delle componenti dell’America Latina e dell’Asia riuniti nella Climate Justice Now. Basta con le monocolture, gli allevamenti intensivi, lo sfruttamento indiscriminato delle risorse dei paesi del sud del mondo a vantaggio di quelli del nord, basta con un commercio mondiale basato sull’irrazionalità della produzione capitalista. Sovranità alimentare ed energetica e sopratutto un cambio di sistema.
"System change not climate change" era lo slogan delle centomila persone che hanno sfilato in corteo consapevoli che nessuna soluzione può venire da chi continua a sfruttare opprimere e fare guerre.
Ecco il perchè della dura repressione subita dai manifestanti. Arresti di massa, fermi preventivi, addirittura la polizia danese ha sequestrato un pezzo del corteo del 12 dicembre arrestando più di mille persone. Ma non era solo una repressione cieca per intimorire quanti volessero unirsi a questa forza collettiva che a Copenaghen parlava di alternative e speranza. Era anche una repressione mirata. Durante i dieci giorni di mobilitazioni i fermi mirati tramutati poi in accuse ed arresti sono stati tanti e a danno dei manifestanti più attivi. tra questi Luca Tornatore, astrofisico e da sempre impegnato nei movimenti sociali e punto di riferimento per il movimento.
A lui e agli altri manifestanti ancora in carcere va la nostra solidarietà sicuri che la repressione non potrà mai fermare la nostra lotta. Loro hanno potere e denaro, noi la ragione e la forza. Per questo non ci stancheremo mai e continueremo a combattere fino alla fine.
Luca Tornatore è stato assolto!
Copenaghen, fallimento al vertice vittoria alla base
Daniel Tanuro
Copenhagen: Prendiamo nota
Fabrizio Valli
Il racconto dei giorni di Copenaghen e approfondimenti sul movimento
Report e video dagli Attac europei www.attac.org
Dichiarazione finale dei popoli al Klimaforum09
Approfondimenti sul cambiamento climatico e alternative al modello di sviluppo
CHE BRUTTO CLIMA!
"Fermiamo il mercato dell’aria, riappropriamoci del clima, cambiamo la società"
Con la partecipazione di Fabrizio Valli, Giorgio Nebbia, Daniel Tanuro, Cristophe Aguiton, Riccardo Liburdi.
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