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Granello di sabbia

L'aziendalizzazione dei flussi migratori: l'accordo UE-Turchia

di Gianni De Giglio – da communianet.org

 

Lo scorso marzo, Unione europea e Turchia hanno sottoscritto l'accordo per la gestione dell’arrivo dei migranti sulle coste greche. Al prezzo di sei miliardi di euro la Turchia, attraverso dei veri e propri centri di identificazione all'interno del suo territorio, impedirà l’entrata in Europa (via Grecia) dei migranti catalogati come "economici". A questo si aggiungerà il respingimento forzato in Turchia di quei migranti che, lungo la rotta balcanica, stazionano già in Europa e che saranno anche loro "certificati" come "economici" e quindi non meritevoli di protezione internazionale.

Con la formula "uno dentro e uno fuori" si aprirà una specie di “rubinetto”: per ogni siriano che potrà entrare in Europa ci dovrà essere in cambio il respingimento di un irregolare. 

In nome dell’emergenza profughi lo "stato di eccezione" continua a farsi prassi. Il valore dei migranti e dei profughi è sempre inferiore a quello delle merci che continueranno a circolare liberamente all’interno dell’UE e tra l’Europa e il resto del mondo.

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Appello - Fermare il decreto Madia!

Campagna STOP-MADIA sul sito www.acquabenecomune.org

Difendere i beni comuni e i servizi pubblici locali!

L’Italia non si vende

E' stato approvato, in via preliminare, dal Consiglio dei Ministri il Testo unico sui servizi pubblici locali di interesse economico generale, decreto legislativo attuativo dell'art. 19 della L. 124/2015 (Legge Madia). Il decreto, ora all'esame del Consiglio di Stato e della Conferenza Unificata, verrà approvato in via definitiva entro la fine del mese di giugno.

Il Testo unico è un vero e proprio manifesto liberista, la cui finalità è quella di promuovere “la concorrenza, la libertà di stabilimento e la libertà di prestazione di servizi di tutti gli operatori economici interessati alla gestione dei servizi pubblici locali di interesse economico generale”.

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Migranti e politiche europee

foto di: Emporio di Altreconomia

di Filippo Miraglia (Arci)

Siamo di fronte alla più grave crisi internazionale dalla fine della seconda guerra mondiale.

Secondo i dati dell’Agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati più di sessanta milioni di persone alla fine del 2015 sono state obbligate da guerre, conflitti e persecuzioni a lasciare le loro case. Una cifra superiore a quella dell’intera popolazione italiana, in gran parte famiglie e bambini. Una crisi che riguarda in modo particolare il bacino del mediterraneo, se si considera che le aree dove sono in corso i principali conflitti sono il medio oriente e il nord e centro Africa.

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Corridoi umanitari: un’altra politica in Europa è possibile?

 

 di Gianna Urizio

Oggi, proprio mentre sto scrivendo, stanno arrivando in Italia in aereo 101 profughi siriani, grazie al progetto dei “corridoi umanitari”. Un progetto frutto di un accordo tra, da un lato, la Comunità di Sant’Egidio e la Federazione delle chiese Evangeliche in Italia, e dall’altro lo Stato italiano (attraverso i Ministeri degli Esteri e dell’Interno). L’accordo raggiunto a metà dicembre prevede l’arrivo di un migliaio di persone in due anni, non solo dal Libano, ma anche dal Marocco e dall’Etiopia. L’intero progetto è sostenuto in buona parte dall’8x1000 valdese ma anche da una solidarietà di persone e comunità locali, evangeliche e cattoliche.

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Le mafie straniere in Italia. Un fenomeno da non sottovalutare

di Francesco Carchedi

Negli ultimi anni si inizia a delineare un fenomeno nuovo che interessa le comunità straniere immigrate nel nostro paese. Infatti, nel loro interno si sono progressivamente costituite bande e strutture criminali che operano nell’illegalità per produrre ricchezza illecita. Si tratta di gruppi strutturati che possiamo definire di stampo mafioso, in quanto usano pratiche intimidatorie e minacce – nonché violenza di diversa natura – per portare a termine i loro obiettivi economici. Le vittime principali di questi gruppi di criminalità organizzata sono in primis i rispettivi connazionali, e solo secondariamente, in misura minore, cittadini di altre comunità e cittadini italiani. Questi gruppi criminali rappresentano uno segmento numericamente marginale nel panorama generale della presenza straniera in Italia, e non riscuotono nessun consenso all’interno delle stesse comunità. Anzi, ne sono i naturali oppositori. 

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