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Proposta di corso di formazione per Comuni singoli e associati “Un nuovo Comune per uscire dalla crisi”

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ATTAC ITALIA

Proposta di corso di formazione per Comuni singoli e associati


“Un nuovo Comune per uscire dalla crisi”



1. Motivazioni e obiettivi del corso


Gli enti locali sono e sempre più saranno uno dei luoghi fondamentali di precipitazione della crisi e dello scontro sociale nei prossimi anni.L'insieme delle misure relative ai parametri del patto di stabilità interno e al pareggio di bilancio, alle politiche applicate con la trappola del debito pubblico, ai tagli previsti dalla spending review sta creando il terreno per mettere con le spalle al muro gli enti locali, mettendo a repentaglio la loro storica funzione pubblica e sociale e trasformandoli in luoghi di mera facilitazione dell'espansione degli interessi finanziari finalizzati a mettere le mani sul patrimonio pubblico, sui servizi pubblici locali, sul territorio. Funzionale a questo nuovo ciclo di espropriazione è la progressiva sottrazione, formale e sostanziale, degli spazi di democrazia. 

La spoliazione degli enti locali è naturalmente avviata da almeno due decenni e vi hanno concorso diversi fattori. 

Il primo è stato il Patto di Stabilità e Crescita interno, ovvero le diverse misure, annualmente stabilite, per far concorrere gli enti locali agli obiettivi di stabilità finanziaria decisi dallo Stato in accordo con l’Unione Europea. Quel patto ha visto in una prima fase una durissima contrazione delle possibilità di assunzione del personale da parte degli enti locali, riducendone drasticamente la qualità del servizio e contribuendo in questo modo a costruire una campagna ideologica sull’inefficienza del “pubblico”; in un secondo momento è finita sotto attacco la possibilità e la capacità di investimento da parte degli enti locali che, con l’alibi del contenimento del debito, sono stati costretti e ridurre al lumicino le opere da realizzare; infine, nell’attualità, perfino la capacità di spesa corrente trova drastiche limitazioni, mettendo definitivamente a rischio il funzionamento stesso degli enti locali. Classificati da ora in avanti in “virtuosi” e “non virtuosi”, gli enti locali saranno costretti, per entrare nella prima categoria, ad aumentare le tasse locali e le tariffe, a ridurre ulteriormente l’occupazione, a dismettere il patrimonio pubblico e a privatizzare i servizi pubblici locali.

Il secondo fattore è dovuto alla “spending review”, ovvero i drastici tagli lineari che, anziché riorganizzare la spesa eliminando gli sprechi e le corruttele, comportano un’automatica riduzione di tutti i servizi erogabili senza alcuna scala di priorità e senza la benché minima programmazione. 

Il terzo fattore è stata l’approvazione del Fiscal Compact, ovvero l’obiettivo sottoscritto in sede europea di portare entro venti anni al 60% il rapporto debito/pil che oggi è pari al 132% . Questo, in mancanza di processi di crescita dell'economia -poco probabili- comporterà un taglio pari a  50 miliardi/anno per i prossimi due decenni. Se a questo si aggiunge l’introduzione del pareggio di bilancio nella Costituzione –di fatto, la costituzionalizzazione della dottrina liberista- il quadro è decisamente chiaro.

Oggi sindaci e amministratori sono posti di fronte ad un bivio senza zone d’ombra : devono decidere se essere solo gli ultimi esecutori di un processo di privatizzazione che dalle politiche monetariste dell'UE discende verso i governi e scivola giù fino agli enti locali o se riconoscersi come i primi rappresentanti degli abitanti di un determinato territorio e porsi in diretto contrasto con quei processi. 

Una situazione drammatica, ma che nel contempo può rivelarsi un'opportunità: quella di riprogettare, territorio per territorio, esperienza per esperienza, una nuova funzione pubblica e sociale da parte dell'ente locale, capace di mettere a frutto il valore sociale della partecipazione dei cittadini e la conquista di una nuova dimensione della comunità locale.

Il corso “Un nuovo Comune per uscire dalla crisi”, che Attac Italia propone, vuole contribuire alla riflessione e alla costruzione di questo nuovo profilo dell'ente locale e della comunità locale, fornendo elementi conoscitivi e analisi sulle complessità che ciascun amministratore si trova oggi ad affrontare e sulle proposte di possibili soluzioni, la cui profondità diviene dirimente per la ricostruzione di una nuova idea di pubblico e per la rifondazione di una democrazia locale fondata sulla partecipazione. 


2. Temi del corso


Il corso “Un nuovo Comune per uscire dalla crisi” si articola su cinque grandi filoni, ciascuno con una propria specificità e tutti con reciproche connessioni, in grado di restituire la complessità della realtà dell'ente locale al tempo della crisi.

I cinque filoni, con le relative sotto-categorie, sono i seguenti:

1. Enti locali, debito pubblico e crisi della finanza pubblica 

temi che verranno affrontati:

le radici della crisi del debito pubblico in Italia;

le radici della crisi della finanza pubblica in Italia;

il patto di stabilità e le sue conseguenze sul ruolo degli enti locali;

il ruolo della Cassa Depositi e Prestiti

forme alternative di finanza locale

 

2.  Enti locali ed Unione Europea

temi che verranno affrontati:

i trattati dell'Unione Europea e le loro ricadute sul ruolo degli enti locali;

le radici della crisi economico-finanziaria europea;

le politiche dell'Unione Europea di risposta alla crisi e le conseguenze sugli enti locali;

la territorialità come modello di un'Europa diversa

 

3. Enti locali, beni comuni e servizi pubblici 

temi che verranno affrontati: 

storia ed evoluzione dei servizi pubblici in Europa e in Italia

crisi e trasformazione dello stato sociale

i beni comuni come nuovo paradigma locale

evoluzione delle forme di gestione dei servizi pubblici locali

riappropriazione sociale dei beni comuni come nuova dimensione dell'ente locale


4. Enti locali ed economia sociale territoriale

temi che verranno affrontati: 

modello di sviluppo centralizzato e dimensione territoriale della produzione

la sostenibilità ambientale al centro dell'economia territoriale

la sostenibilità sociale al centro dell'economia territoriale

ente locale e forme di autogestione di produzione e servizi

l'ente locale al centro di una nuova economia sociale

 

5. Enti locali, crisi della rappresentanza e nuova democrazia di prossimità

temi che verranno affrontati:

le trasformazioni istituzionali dell'ente locale e le conseguenze sul loro ruolo

crisi della rappresentanza e forme della democrazia locale

forme di democrazia diretta locale forme di democrazia partecipativa locale

l'ente locale al centro di una nuova democrazia di prossimità


3. Le competenze a disposizione

L'associazione Attac Italia si avvale di un Consiglio Scientifico con competenze nei settori della finanza, dell’economia, del diritto, della filosofia, della sociologia del lavoro e delle relazioni sociali, dell’ecologia, della comunicazione, della democrazia partecipativa. 

4. Programma del corso

Il corso prevede cinque diverse giornate, al fine di declinare, uno per giornata, i cinque diversi filoni sopra descritti..
Ciascuna giornata sarà strutturata in due sessioni di lavoro:

a) una prima sessione di tipo conoscitivo, con la presenza di relatori esperti sul tema in oggetto;

b)  una seconda sessione, sempre alla presenza degli esperti, di confronto con gli amministratori e funzionari partecipanti in ordine alle esperienze concrete vissute nelle realtà locali.

5. Costi del corso

Il costo del corso è di 5.000,00 euro.

Il costo comprende lo studio e la realizzazione del progetto (comprensivo di ideazione del progetto, produzione della documentazione introduttiva, redazione del materiale d’aula, etc.), la presenza di due relatori per ciascuna delle giornate in calendario, la produzione degli atti finali.

 

Presentazione di ATTAC ITALIA

 

L'associazione

Attac Italia nasce nel 2001 ed è parte della rete internazionale di Attac, una delle più grandi reti internazionali di opposizione e alternativa al neoliberismo costruita in questi anni dal movimento altermondialista. E’ presente in oltre 40 paesi in Europa, Africa, Asia ed America Latina.

Si autodefinisce "movimento di autoeducazione orientata all'azione" e concentra le proprie attività sull'analisi, la comprensione e la critica del modello economico neoliberista e del cosiddetto "pensiero unico del mercato", al fine di promuovere, a livello globale come a livello locale, una nuova cultura dei diritti dei cittadini fondata sulla consapevolezza e sulla partecipazione diretta.

Dalla sua nascita, Attac Italia è impegnata, attraverso seminari, corsi di formazione, convegni, pubblicazioni, Università Popolari ed iniziative territoriali di sensibilizzazione e di mobilitazione, in una campagna per una nuova idea di economia pubblica e partecipativa, per la riappropriazione sociale dei beni comuni e dei servizi pubblici, per la democrazia dal basso, contro ogni forma di razzismo e di esclusione sociale.


Rapporti con le istituzioni

Nel 2007 Attac Italia è diventata Associazione di Promozione Sociale, iscritta all’Albo nazionale del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.  

Questo ha permesso all'associazione di partecipare ai bandi annuali del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali riservati alle Associazioni di Promozione Sociale, realizzando i seguenti progetti:

a) nel 2009, in collaborazione con il Dipartimento di Sociologia e Scienza della Politica dell’Università di Salerno, la ricerca/inchiesta “Chi è dentro è dentro. Chi è fuori è fuori” - Indagine relativa agli effetti delle trasformazioni nella gestione dei servizi pubblici e del welfare locale sulle pari opportunità e sulle fasce deboli della popolazione, nelle aree metropolitane di Milano, Firenze, Roma, Napoli e Catania;

b) nel 2011, in collaborazione con la Provincia di L’Aquila e con il Dipartimento di Sociologia e Scienza della Politica dell’Università di Salerno, la ricerca/inchiesta : “Non di solo pane. Indagine sugli effetti delle trasformazioni del tessuto sociale sulle fasce deboli della popolazione (infanzia, adolescenza e giovani, anziani, disabili e migranti) e sulle condizioni delle donne della provincia di L’Aquila a distanza di un anno dal terremoto e dall’inizio degli interventi di ricostruzione”;

c) nel 2015, il progetto di formazione interna “ATTAC 2.0 Estensione e rafforzamento dell'attività associativa attraverso la formazione di referenti regionali per lo sviluppo dell'Associazione”.

 

Le campagne

Attac Italia è stata fra i promotori del Forum italiano dei movimenti per l’acqua e del Comitato referendario “2 SI per l’Acqua bene comune”, che ha portato alla vittoria referendaria nel giugno 2011. E’ da sempre impegnata sul tema dei beni comuni, come base per la costruzione di un altro modello sociale basato sulla democrazia partecipativa. E' fra i soci fondatori dell'Osservatorio popolare sull'acqua e i beni comuni, costituito nel 2014.

Attac Italia è’ impegnata in tutte le campagne per il controllo dei capitali finanziari, Dopo aver guidato nel 2002 una campagna per l’introduzione della Tobin Tax e depositato in Parlamento una proposta di legge di iniziativa popolare (quasi 200.000 le firme raccolte), promuove e partecipa alla campagna FTT (Financial Transaction Tax) per lanciare nuove tasse globali e per il controllo dei capitali finanziari.

Attac Italia è stata fra i promotori del Forum per una nuova finanza pubblica e sociale ed oggi è fra i promotori di Cadtm Italia (Comitato per l'abolizione dei debiti illegittimi), che ha fra i propri obiettivi la diffusione della pratica locale e nazionale di indagine (audit) sul debito e una campagna per la riappropriazione sociale della finanza, a partire da Cassa Depositi e Prestiti.

Attac Italia è fra i promotori della campagna Stop TTIP”, che si propone di fermare il “Partenariato Transatlantico sul Commercio e gli Investimenti” fra Usa e Ue, per il suo impatto sociale sui beni comuni, sui diritti e sulla democrazia.

La formazione

Dal 2004 al 2017, Attac Italia ha organizzato diciassette università popolari nazionali e oltre cinquanta università territoriali, alcune delle quali con il contributo e patrocinio di varie istituzioni locali (il Comune e la Provincia di Ferrara, il Comune di Colli del Tronto e la Provincia di Ascoli Piceno, il Comune di Urbino, la provincia di Pesaro-Urbino e la Regione Marche, il Comune di Pomezia, la Provincia di Roma e la Regione Lazio, la Provincia di Genova e la Regione Liguria). 

Nel 2008 Attac Italia ha realizzato un corso di formazione sui servizi pubblici locali rivolto ad amministratori e funzionari degli enti locali, operatori sindacali e cittadini con il contributo e il patrocinio del Comune di San Severino Marche, della Provincia di Macerata e della Regione Marche. 

Negli anni scolastici 2008/2009 e 2009/2010, in collaborazione con la Provincia di Roma, Attac Italia ha realizzato un progetto itinerante nelle scuole medie e superiori di lezioni sul risparmio idrico e la tutela dell’acqua dal titolo “Itinerari dell’acqua in provincia di Roma”.

Dal 2015 Attac Italia propone il corso di formazione “Un nuovo Comune per uscire dalla crisi”, rivolto ad amministratori, funzionari e dipendenti degli enti locali, sinora realizzato:

* con il Comune di Vignola (Mo) nel 2015;

* con il Comune di Corchiano (Vt) e con un gruppo di amministratori di sette Comuni associati dell'Alto Milanese nel 2016; 

* con dieci Comuni associati, capofila Fermo, e con un gruppo di amministratori della città di Torino nel 2017.

Pubblicazioni 

Attac Italia produce il “Granello di sabbia” rivista bimestrale on line gratuita di approfondimento.

Nel 2006, in collaborazione con FpCgil, Arci e Rete Nuovo Municipio, Attac Italia ha realizzato la ricerca “ Quindici anni dopo : pubblico è meglio. Indagine sulla trasformazione dei servizi pubblici, del lavoro e della partecipazione democratica” pubblicata con edizioni Carta/Eds..

Tra le pubblicazioni di Attac Italia: “La distribuzione della ricchezza” (2007), “Acqua in movimento” (2007), “La finanziarizzazione dell’economia e la sua crisi” (2008), “Nucleare, se lo conosci lo eviti” (2009), “Come abbiamo vinto il referendum” (2011), “ CatasTroika – le privatizzazioni che hanno ucciso la società” (2013), “Come si esce dalla crisi” (2013), “La vita prima del debito” (2014), “Il giubileo del debito” (2015), “Nelle mani dei mercati” EMI (2015); “L'alternativa all'Europa del debito” (2016); “Il muro invisibile- Come demolire la narrazione del debito” (2017), “Dacci oggi il nostro debito quotidiano” (2017) 

L'organizzazione interna

Attac Italia è un’associazione totalmente autofinanziata, che basa la propria attività unicamente sull’impegno volontario e la passione di tante donne e uomini che ne costruiscono collettivamente l’azione nei territori e a livello nazionale. 

Attac Italia crede nella democrazia, costruita orizzontalmente dal basso e prova a sperimentarla anche all’interno della propria vita associativa. 

Annualmente, una conferenza dei comitati locali (35 in tutt’Italia, con diffusione in 15 Regioni) ed un’assemblea nazionale aperta a tutte/ le/gli iscritte/i definiscono le strategie e le attività dell’associazione, che, nel loro svolgersi, riconoscono piena autonomia ai comitati locali. 

I Gruppi di lavoro aperti (finanziarizzazione-debito-finanza pubblica/acqua e beni comuni/politiche europee/ comunicazione) sono i luoghi in cui vengono messe a punto le analisi e gli strumenti di iniziativa. 

Il Consiglio Nazionale (composto da 15 persone) è il luogo di servizio per la dimensione nazionale dell’associazione, alle cui riunioni bimestrali possono partecipare tutte/ le/gli iscritte/i; il Consiglio nazionale viene rinnovato totalmente ogni due anni. 

Tutte le modalità decisionali assunte dall’associazione a qualsiasi livello si basano sul metodo del consenso, statutariamente sancito. 

 

ATTAC ITALIA


sito web: www.italia.attac.org

facebook: Attac Italia

twitter: @attac_italia

per info: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. ;

sede legale: Via Macerata 22/A – 00176 Roma

legale rappresentante : Claudio Giambelli

coordinatore nazionale: Marco Bersani (3294740620)

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