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15 anni dopo Genova, il mondo che non volevamo

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di Caterina Amicucci

Ogni 20 luglio non posso fare a meno di tornare a quei giorni del 2001. Oggi però c’è qualcosa di diverso e di definitivo in questo anniversario, la consapevolezza che il mondo è un luogo peggiore, più barbaro, vuoto, ostile e violento di 15 anni fa.

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Il Governo Renzi e il lavoro pubblico

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di: Sergio Farris *

Il Governo in carica, fin dal suo insediamento, non ha fatto mistero di privilegiare il rapporto con le imprese private piuttosto che il rapporto con i lavoro dipendente e le sue organizzazioni di rappresentanza. In questo quadro generale, non fa certo eccezione la considerazione riservata al lavoro nei servizi pubblici. La concezione di lavoro pubblico dell’attuale Governo ben si abbina con la sua politica fiscale, la quale pone al centro l'impresa quale beneficiaria di risorse e provvidenze pubbliche, nella speranza che queste vengano reinvestite. Naturalmente, lo strumento che si presta a mettere in pratica tale concezione è una riduzione della spesa pubblica. L'idea di fondo è che la spesa per i servizi pubblici non costituisca altro che una sottrazione di risorse al settore privato. Dunque, bisogna ridurre la spesa e abbassare le imposte ai privati affinchè questi abbiano più risorse a disposizione. A questo fine non si disdegna di cogliere qualunque buona occasione per mettere sotto accusa il lavoratori pubblici. Ma additare il pubblico impiego quale mera fonte di spreco è in realtà un attacco al ruolo redistributivo dello stato.

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ALCUNE RIFLESSIONI SUL REFERENDUM DEL 17 APRILE

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di Marco Bersani

Un’analisi del voto referendario del 17 aprile richiede una valutazione complessa per le numerose variabili da considerare.

Tredici milioni di persone che votano SI in un referendum che si è fatto di tutto per boicottare, non sono poche, soprattutto in un paese dove la disaffezione al voto –frutto della caduta verticale di fiducia verso la politica istituzionale- è diventata di ampia portata e quasi endemica.

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SINDROME MOSE'

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Risposta a Badiale-Tringali[1]

di Pino Cosentino

Cari amici semprallerta, la pressione dei fatti spinge tutti noi ad approfondire le analisi e a cercare vie d'uscita da una situazione sempre più opprimente. C'è bisogno di unità, ma questa può essere solida, in presenza di differenze anche rilevanti, solo nell'ambito di una convinta convergenza sull'impostazione complessiva.

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Appello Nazionale: Contro lo Sblocca Italia - Oltre lo Sblocca Italia

Sblocca-Italia

Dopo una manifestazione molto riuscita a Bagnoli (Napoli) il 7 novembre scorso, sono state organizzate due assemblee con realtà di base centromeridionali. Dalle assemblee di Napoli (7 dicembre) e di Montesano Scalo (SA) (18 gennaio), é nata una rete contro lo SbloccaItalia.

Qui pubblichiamo l'appello steso dai movimenti del centro-sud in occasione dell'ultima assemblea.

L'appello si rivolge in particolare ai movimenti  del centro-nord, che da anni sono mobilitati in difesa del territorio e contro grandi progetti e grandi eventi.

Contro lo SbloccaItalia, oltre lo SbloccaItalia
Nessuna decisione sulle nostre teste!

Verso un movimento nazionale di massa contro lo sfruttamento dell’uomo e dell’ambiente

In questi mesi si sono sviluppate numerose mobilitazioni popolari contro lo SbloccaItalia, soprattutto nei territori centro-meridionali dove la crisi morde più forte. Migliaia di persone sono scese in piazza a Napoli, Potenza, Taranto, in Irpinia ed altri territori, per dire no ad operazioni dannose, molte delle quali già in gestazione da tempo, a cui questa norma spiana la via: autostrade inutili, Tav, trivellazioni per idrocarburi, gasdotti, inceneritori, false bonifiche, speculazioni edilizie, privatizzazione di beni e servizi pubblici.

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