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La foglia di fico della migrazione e il 14L a Ventimiglia

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di Mauro Giampaoli

Il 14 luglio a Ventimiglia per tornare a respirare! 

Da più parti evocata, non vuole essere un’affermazione generica ma un richiamo specifico a partecipare ad una grande manifestazione internazionale.

Per dare voce ad una “sovranità sociale” che riconosce il valore delle esperienze di umanità e solidarietà, che vuole condividere le responsabilità dell’accoglienza, che vuole cambiare le regole sbagliate e aprire vie di accesso sicure e legali. Al contrario della “sovranità delle nazioni” che si mostra tanto feroce contro i poveri e gli ultimi quanto debole di fronte al capitale finanziario e ai potenti. 

Dunque la foglia di fico in un processo di politiche neoliberiste e di globalizzazione,  che hanno portato all’estrazione delle risorse, a devastazioni ambientali, a conflitti sociali, fino allo sfruttamento del “capitale umano”, di popolazioni impoverite da anni di crisi  e spinte verso un continente, l’Europa, che per ragioni storiche, economiche e demografiche non può fare a meno della migrazione.

La battaglia per la solidarietà europea non va fatta sulla pelle delle persone in mare ma cambiando le politiche disumane del nostro tempo e il trattato di Dublino, che fa ricadere le maggiori responsabilità sui Paesi di confine.

Da questo punto di vista, Ventimiglia, sottoposta alle contraddizioni e alle paure, è un luogo emblematico di molte dimensioni della crisi che stiamo vivendo. 

E’ il luogo dove trovano spazio pratiche di umanità e mutualismo da parte di cittadini, solidali, associazioni che quotidianamente perseguono un lavoro efficace, silenzioso e capillare. Ma è anche la città nella quale avvengono esplicite rivendicazioni politiche del diritto di mobilità in Europa. Un “diritto sorgivo”, come  sostiene Paolo Maddalena, giurista ed ex vice Presidente emerito della Corte Costituzionale, che non è prodotto dall’autorità delle istituzioni ma nasce da una necessità, da una consuetudine, da un rimostranza ‘sorgiva’ che reclama riconoscimento.

Ventimiglia che è da sempre terra di frontiera, dalla preistoria, come ci testimoniano i siti archeologici dei Balzi Rossi, fino ai giorni nostri, su quegli stessi scogli della protesta del 2015, sia il 14 luglio,  soprattutto il luogo aperto a tutti coloro che intendono aderire ad una festosa mobilitazione di solidarietà, per tornare a respirare e dire a gran voce che le persone devono passare, che le persone vengono prima dei profitti e delle merci.

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