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CETA: IL CAVALLO DI TROIA

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di Marco Bersani

Mentre il TTIP sembra in netta difficoltà (ma massima attenzione ai colpi di coda di una sua approvazione “light”- ministro Calenda lancia in resta- nel prossimo incontro del 3 ottobre a New York), diventa sempre più concreto il “piano B” delle grandi multinazionali e delle lobby finanziarie per far rientrare dalla finestra quello che per ora, grazie alla straordinaria mobilitazione internazionale, sembra faticare ad entrare dalla porta.

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Che cos'è il TISA e perché abbiamo bisogno di fermarlo

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di: Global Justice Now - ATTAC UK

L'accordo sul commercio di servizi (Trade in Services Agreement, TISA) è una proposta di trattato internazionale commerciale in corso di negoziato tra 50 paesi, compresa l'Unione europea e gli Stati Uniti.

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Continuiamo a contrastare il “Trattato Nosferatu”

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di Marco Schiaffino

Sarà che sono interista e ho ancora in mente un fatidico 5 maggio, sarà che sono cresciuto negli anni ’80 e ho in mente i film horror in cui il cattivo sembra morto per poi rispuntare armato di machete alle spalle della protagonista, ma io del “decesso” del TTIP non mi fido.

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TTIP e CETA: non è il momento di abbassare la guardia, prosegue la mobilitazione

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Ma l’Italia vuole il Ttip

di: Monica Di Sisto *

Il Ttip non si ferma. Il ministro allo sviluppo economico Carlo Calenda lo ha ammesso ieri, intervenendo all’incontro organizzato alla Camera dei deputati dalla «Campagna Stop Ttip» insieme a organizzazioni non solo civiche come Greenpeace, Legambiente, Fairwatch. Movimento Consumatori, ma anche di produttori come Coldiretti, Slow Food,e di lavoratori come Cgil.

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FERMARE TTIP E’ NECESSARIO. INSIEME E’ POSSIBILE

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di Marco Bersani

Oltre 30.000 persone hanno partecipato sabato 7 maggio a Roma alla riuscitissima manifestazione nazionale promossa dalla Campagna Stop TTIP, una rete di oltre 250 associazioni e di 70 comitati locali. Una piazza plurale, allegra e determinata, che riassumeva in sé l’ampia composizione sociale che, in oltre due anni di lavoro nei territori, si è aggregata intorno a questa battaglia: c’erano i produttori agricoli e le piccole imprese, i sindaci di diversi Comuni, le reti dell’altra economia, del commercio solidale e del consumo critico, le associazioni ambientaliste e di movimento, i sindacati e le forze politiche. E, soprattutto, tantissime donne e uomini da tutta Italia che hanno deciso di scendere in campo per fermare un trattato che mette a repentaglio diritti e democrazia.

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