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Difensori del CETA

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di Matteo Bortolon (articolo pubblicato su il manifesto del 28 luglio 2018)

Dopo che membri del governo Conte hanno espresso la loro intenzione di non ratificare il CETA, l'argomento torna curiosamente ad essere di moda.

Il CETA, fratello minore del più celebre TTIP, è un accordo di libero scambio molto criticato da associazioni e gruppi di base per il suo profilo improntato al mercato, cui darebbe una torsione liberista particolarmente forte, facendo arretrare dazi, garanzie e diritti a beneficio di multinazionali e lobbisti. Mentre il TTIP, gigantesco accordo, dovrebbe unire in un unico mercato UE e USA, il CETA è stato stipulato fra Unione e Canada. M5S e Lega avevano avversato prima di arrivare al governo tali tipi di accordi, e adesso qualcuno pare ricordarsene: Luigi Di Maio ha definito “scellerato” l'accordo, sostenendo che in aula la attuale maggioranza lo respingerà.

Per sostenere il trattato sono scesi in campo i pezzi grossi: il Corriere, Il Sole 24-Ore, l'ex ministro Calenda (passato da una magnificazione del CETA alla beatificazione di Marchionne).

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JEFTA: un altro tossico trattato

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di Marco Bersani (Articolo pubblicato su il manifesto del 14 luglio 2018)

Pare che al vicepresidente Di Maio sfugga il significato di 'proprietà transitiva' e, ancor di più, quello di 'sillogismo aristotelico'. Solo così si spiegano la netta presa di posizione del nuovo governo contro la ratifica del Ceta (trattato di libero scambio Ue-Canada) e il contemporaneo via libera alla firma del Jefta (accordo di libero scambio Ue-Giappone), il cui negoziato verrà chiuso con una grande cerimonia a Tokyo il 17 luglio prossimo.

Ciò che non manca sicuramente al vicepresidente Di Maio è l'utilizzo dell'arrampicata sugli specchi -scuola retorica di lunga data-  per spiegarne le ragioni: “Assieme alla firma, stiamo inviando delle osservazioni precise che riguardano agricoltura, piccole imprese e una serie di interventi necessari”, ha infatti dichiarato. 

Non sa, o finge di non sapere, che il Jefta, come il Ceta, non sono emendabili e che tutte le raccomandazioni o dichiarazioni che si vogliano accludere alla sottoscrizione dello stesso, hanno effetti pratici nulli e applicabilità zero, perchè esterne al testo legale del trattato firmato.

Eppure non stiamo parlando di un accordo secondario: il Pil del Giappone è tre volte quello del Canada e il trattato ha un valore complessivo pari a un quarto del Pil globale. 

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Il Governo raccoglie le mobilitazioni #StopCETA, riparta il confronto con l’esecutivo e in Parlamento

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di: Campagna Stop TTIP

Bene l’impegno sulla non ratifica del trattato con il Canada e degli altri trattati tossici

Riparta il confronto in Parlamento e  con il Governo

Accogliamo con soddisfazione l’impegno del Ministro dell’Agricoltura Gian Marco Centinaio che, in un’intervista alla Stampa di oggi, conferma l’impegno assunto in campagna elettorale per lo Stop alla ratifica del CETA e degli altri trattati di libero scambio che danneggiano ambiente, diritti e un commercio leale e solidale dentro e fuori dall’Europa.

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CETA: al via il comitato segreto sui pesticidi. Il nuovo Parlamento chieda trasparenza

di: Stop TTIP

Inizia la discussione del comitato segreto che può indebolire le norme su pesticidi e qualità del cibo. I nuovi parlamentari italiani e gli eurodeputati chiedano trasparenza. 

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No Ceta o no voto. E ora i candidati firmino il decalogo

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di: Monica Di Sisto

L'iniziativa. «Se non ti opponi al Ceta, non ti voto»: è il messaggio con cui la Campagna Stop TTIP Italia, con i suoi comitati locali e le oltre 250 organizzazioni aderenti (tra cui Arci, Arcs, Ari, Assobotteghe, Attac, Cgil, Fairwatch, Greenpeace, Legambiente, Movimento Consumatori, Navdanya International, Slowfood, Terra! e Transform) chiede a tutti i candidati alle elezioni politiche del 4 marzo di «bocciare la ratifica del trattato di facilitazione commerciale tra Europa e Canada (Ceta) per riaprire un dibattito in Europa sui contenuti e le regole del commercio tra Ue e il resto del mondo a partire da diritti, ambiente e coesione sociale».

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