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22 marzo Giornata mondiale dell'Acqua "L'Acqua non si vende, si difende"

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 di Vincenzo Miliucci

 Per l'acqua bene comune siamo al "momento della verità".

Il paradigma "si scrive acqua, si legge democrazia", in chiave istituzionale sta facendo emergere in sede legiferante le contraddizioni del M5S che l'ha sostenuta e sul piano sociale quelle di Cgil, Fiom, Arci che pure vi avevano aderito.

Sotto il fuoco incrociato di banche-finanza-corporazioni, nonché dell'alleata Lega, il M5S sembra smarrirsi, non reggere la "prima stella e le altre del loro vessillo". Prevale la "ragion di governo", che va modificando nettamente i loro principi ispiratori, la trasparenza e la democrazia nelle decisioni.

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Fino all’ultima goccia

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di Paolo Carsetti - Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua

Non è un segreto che gestire l’acqua risulta essere un business molto redditizio. In Italia il giro di affari annuo si aggira intorno ai 10 miliardi di euro. Gestire l’acqua vuol dire non avere rischio d’impresa poiché i profitti, anche dopo il referendum del 2011 e a seguito dell’intervento dell’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente (ARERA), continuano ad essere garantiti caricandoli direttamente sulla tariffa. Gestire il servizio idrico significa gestire un servizio in regime di monopolio poiché l’acqua è monopolio naturale. Pertanto può essere pubblico o privato ma non sussiste possibilità di concorrenza nel mercato. Pertanto, parlare di liberalizzazioni in questo campo è una vera e propria mistificazione. D’altra parte, i fautori del mercato sostengono che rimanendo pubblica la proprietà delle reti, l’acqua non viene privatizzata, e che ciò che viene messo sul mercato è la sua gestione. E’ evidente che il reale proprietario del bene è colui che lo gestisce poiché detiene tutte le informazioni e non colui che ne mantiene la proprietà formale.

Queste sono alcune delle considerazioni intorno alle quali, sin dal 2006, si è mosso il percorso del Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua raccogliendo oltre 400 mila firme a sostegno della legge d’iniziativa popolare per l’acqua pubblica e successivamente nel 2010 promuovendo quella vasta coalizione sociale che nel 2011 ha portato alla straordinaria vittoria ai referendum sull’acqua e sui servizi pubblici locali. 

A distanza di otto anni siamo ancora costretti ad un’intensa mobilitazione perché l’esito referendario è stato completamente disatteso e si persevera lungo la strada della mercificazione.

Fino all’ultima goccia. 

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Alex Zanotelli: l'Acqua bene comune deve essere pubblica

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di Alex Zanotelli

Una vera e propria rivoluzione sta per scuotere le società che gestiscono l’acqua, in attesa dell’approvazione della proposta di legge Daga che attribuisce il settore idrico ai Comuni sotto forma di ‘aziende speciali’, totalmente dipendenti dalla Pubblica amministrazione e prive di autonomia decisionale.” E’ questo il pesante attacco del Sole 24 ore contro la nuova legge sulla ripubblicizzazione dell’acqua, contenuto in un articolo dal titolo “Acqua pubblica”, utility in allarme: la riforma costa 15 miliardi.” (Sole 24 ore 10/3/019)

Non mi sorprende un attacco così duro sul Sole 24 ore, che nei toni è molto simile agli attacchi della stampa nazionale, da La Repubblica al Corriere. E’ talmente ovvio che le multiutility italiane dell’acqua (Acea, Iren, Hera e A2A) fanno lauti guadagni sull’acqua. Il business ha già fiutato che l’acqua sarà l’oro blu che rimpiazzerà l’oro nero. Se le multinazionali ci hanno venduto il petrolio litro a litro facendo enormi guadagni, ora ne faranno molto di più con l’acqua, un bene essenziale, già scarso oggi e che andrà sempre più scarseggiando per il surriscaldamento del Pianeta. Così chi ha soldi, potrà comprarsi l’acqua, chi non ne ha, sarà destinato a morire. Se oggi abbiamo 30 milioni di persone che ogni anno vengono uccise per fame, domani avremo cento milioni di morti per sete! Ecco perché diventa fondamentale che l’acqua rimanga in mani pubbliche e non si faccia profitto sull’acqua. E’ quanto il popolo italiano nel 2011 ha deciso con il Referendum con quelle due domande referendarie che asserivano che l’acqua deve uscire dal mercato e che non si può fare profitto sull’acqua. Trovo strano che un partito come la Lega , che si dichiara un partito sovranista, non voglia oggi obbedire alla volontà del Popolo sovrano che ha deciso la ripubblicizzazione dell’acqua con 26 milioni di voti! Putroppo è sempre il Business che trionfa! Ecco perché anche i partiti di destra , Forza italia e Fratelli d’Italia, voteranno contro questa legge. Anche il PD non ha mai sposato la causa della ripubblicizzazione. Vorrei ricordare a tutti i partiti che Napoli da parecchi anni ha fatto la scelta della gestione publlica con l’Azienda speciale, ABC (Acqua Bene Comune), che ha una propria autonomia e un bilancio positivo. E non è vero che la riforma ci costerà 15 miliardi di euro! Questo è terrorismo mediatico!

Per questo mi appello alla coscienza di tutti i Parlamentari di destra e sinistra perché votino la Legge Daga. Ricordo a tutti loro le chiare parole di Papa Francesco nella ‘Laudato Sì :” L’accesso all’acqua potabile e sicura è un diritto umano, essenziale, fondamentale e universale perché determina la sopravvivenza delle persone e per questo è condizione per l’esercizio degli altri diritti umani.” Papa Francesco parla dell’acqua come di un “diritto alla vita”!

Mi appello a voi, deputati e senatori, perché abbiate il coraggio, finalmente, di obbedire al Popolo Sovrano e di obbedire alla vostra coscienza e non all’Impero del Denaro, facendo così dell’Italia un esempio per tutta l’Europa. Ci vuole solo un po’ di coraggio! Il popolo italiano se lo aspetta da voi.

Napoli,22 marzo 2019

 

Articolo tratto dal Granello di Sabbia n. 39 di Marzo - Aprile 2019. "Si scrive acqua, si legge democrazia"

Granello di Sabbia n.38/2019: "Il cambiamento del clima, il clima del cambiamento"

il granello di sabbia n.38 gennaio febbraio 2019 680x962 

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Indice

Editoriale: Il cambiamento del clima, il clima del cambiamento

 di Vittorio Lovera

Termina la Cop 24, vincono ancora le lobby della grande industria

 di Riccardo Carraro

Ci state rubando il futuro

 di Greta Thunberg

Un buco nel cervello

 di Guido Viale

Clima, la necessità di interrogare la natura

 di Giorgio Nebbia

Petrolio, carbone e gas salveranno il lavoro?

 di Mario Agostinelli

I beni della natura salvano la Terra (e la sinistra)

 di Giovanna Ricoveri

La cura del comune

 di Laura Centemeri

Cambiamento climatico e trappola del debito

 di Marco Bersani

Al lavoratore e al pensionato non far sapere

 di Matteo Cavallito – Antonio Tricarico

Per una conferenza internazionale sul debito e fisco

 di Antonio De Lellis

Rubriche

Democrazia partecipativa

La fatica della partecipazione e i suoi rimedi

 di Pino Cosentino

Il fatto del mese

Il virus dei bimbiminkia ci porta verso un nuovo ‘900

 di Marco Schiaffino

Appello "Marcia per il clima, contro le grandi opere inutili"

 

Europa: la deriva di un Continente?

il granello di sabbia n.37 novembre dicembre 2018 680x962 

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Indice

Europa: la deriva di un Continente?

 Editoriale di Vittorio Lovera, Attac Italia

Per l'Europa, o contro L'Europa? Un'astuta falsa questione

 di Roberto Spini, Attac Italia

Europa dei popoli o delle banche

 di Andrea Baranes, Rete di Banca Etica e portavoce Campagna 005

Europa dell'oligarchia o della democrazia?

 di Stefano Risso, Attac Italia

Europa dei diritti e della sostenibilità o del libero commercio?

 di Monica di Sisto, vicepresidente di Fairwatch

Europa dell'ambiente o della finanza?

 di Cecilia Erba - ASud

L'Europa sulla nuova via della Seta

 di Simone Pieranni, giornalista e saggista

Grecia: Tsipras nel campo minato della crisi che continua

 di Antonis Ntavanellos (Comitato per l'abolizione dei debiti illegittimi – CADTM)

Un’Europa smarrita davanti all’uragano Trump

 di Marco Schiaffino, Attac Italia

2019: Odissea nello spazio…a sinistra

 di Marco Noris – Transform! Italia

Il discorso sulla sovranità nazionale è congeniale alla destra

 di Marco Bascetta, giornalista e saggista

Oligarchia europea/Sovranismi nazionalisti: un'altra strada è possibile

 di Marco Bersani, Attac Italia

Rubriche

Democrazia Partecipativa

Un’Unione Europea democratica: miraggio o realtà?

 di Pino Cosentino, Attac Italia

Debito

Spagna: La Rete dei Municipi contro il Debito Illegittimo presenta otto richieste al Governo Centrale per le Autonomie locali

 Rete dei Comuni contro il Debito illegittimo e i tagli

Migranti

Europa e Migrazioni

 di Roberto Guaglianone, Attac Italia

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