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In questa sottocategoria sono pubblicati gli articoli del Granello di Sabbia

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Appello "Marcia per il clima, contro le grandi opere inutili"

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 non serve il governo del cambiamento, serve un cambiamento radicale #siamoancoraintempo

Chi siamo

Siamo i comitati, i movimenti, le associazioni e i singoli che da anni si battono contro le grandi opere inutili e imposte e per l’inizio di una nuova mobilitazione contro i cambiamenti climatici e per la salvaguardia del Pianeta. Abbiamo iniziato questo percorso diversi mesi fa, ritrovandoci a Venezia lo scorso settembre, poi ancora a Venaus, in Val Susa e in molti altri luoghi, da nord a sud, dando vita ad assemblee che hanno raccolto migliaia di partecipazioni. Siamo le donne e gli uomini scesi in Piazza lo scorso 8 dicembre a Torino, a Padova, Melendugno, Niscemi, Firenze, Sulmona, Venosa, Trebisacce e in altri luoghi.

Dall’assemblea di Roma del 26 gennaio lanciamo l’invito di ritrovarsi a Roma il 23 Marzo per una manifestazione nazionale che sappia mettere al centro le vere priorità del paese e la salute del Pianeta.

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La cura del comune

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di Laura Centemeri  (pubblicato su effimera.org http://effimera.org/la-cura-del-comune-alcune-riflessioni-laura-centemeri/)

Vorrei partire innanzitutto da cura. Vorrei distinguere tra due maniere di intendere la cura. Da un lato la cura come una logica, un modo, o uno stile di azione, distinto da altre logiche, modi o stili di azione. Dall’altro la cura come un tipo specifico di attività. Questa distinzione è importante perché permette di comprendere come sia possibile che la cura, come modo di agire, possa darsi anche al di fuori di attività di cura e come ci possano essere attività di cura fatte senza cura.

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Cambiamento climatico e trappola del debito

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 di Marco Bersani

Nonostante l'evidenza quotidiana, le ricadute ambientali legate al cambiamento climatico e le ricadute legate alla trappola del debito continuano ad essere considerate separatamente, come temi specifici e raramente interconnessi.

Eppure, basterebbe leggere il report “Don’t owe, shouldn’t pay” pubblicato dalla “Jubilee Debt Campaign” in occasione della Cop24 del dicembre scorso a Katowice, per rendersi conto dei nessi.Focus della ricerca è la situazione in cui si trovano 29 Paesi che rientrano sotto la categoria di Small Island Developing States.

Sono piccoli Stati insulari (Grenada, Haiti, Dominica, arcipelago di Vanatu etc.) che contribuiscono in maniera impercettibile ai cambiamenti climatici sotto forma di emissioni di anidride carbonica (0,2%), ma che già oggi, e ancor più in futuro, ne pagano duramente le conseguenze, sia in termini di danni al territorio e alle infrastrutture, sia come impatto sull'economia locale e sulla situazione finanziaria.

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Il virus dei bimbiminkia ci porta verso un nuovo ‘900

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di Marco Schiaffino

Da Wikipedia: “Nel gergo di internet bimbominkia (a volte riportato con la grafia bimbominchia e abbreviato con le sigle BMK e BM) è un termine con connotazione negativa che indica un utente, spesso adolescente, di scarsa cultura e proprietà linguistiche. Si esprime con un linguaggio basato su errori sintattici e grammaticali, colmo di anglicismi spiccioli, frasi abbreviate da acronimi e decorate da emoticon e altri simboli virtuali. Si è inoltre soliti identificare come bimbominkia una persona dal carattere infantile, autoreferenziale, arrogante, eccessivamente attaccata alla tecnologia e abituata a pubblicare numerosi selfie sulle reti sociali”.

Difficile non individuare nella definizione qui sopra la perfetta rappresentazione dei viceministri del governo giallo-bruno attualmente al potere. Non tanto per la bulimia social (quello è frutto degli uffici stampa) quanto per il profilo caratteriale. In questi ultimi mesi Di Maio e Salvini hanno infatti interpretato il loro ruolo di governo come se stessero postando su un forum Internet. Ferma restando l’assenza di qualsiasi nostalgia per i governi passati, non risultano precedenti di un Ministro della Repubblica abbia direttamente attaccato un premier straniero o intere nazioni e istituzioni internazionali. Tantomeno si è mai visto che un leader politico (Di Maio formalmente lo è) abbia l’abitudine di sparare la prima idiozia che gli viene in mente su qualsiasi argomento, magari postando un video su Facebook mentre fa colazione.

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I beni della natura salvano la Terra (e la sinistra)

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di Giovanna Ricoveri

Il peggioramento del riscaldamento globale è sotto i nostri occhi: non passa giorno senza un nuovo disastro da qualche parte, Italia inclusa, e persino in California – lo stato più ecologico degli Usa, governato da Jerry Brown, un democratico ambientalista e socialista – Los Angeles ha «bruciato» per molte settimane, facendo centinaia di morti. Un grido d’allarme è stato levato dagli scienziati del clima: «Ci restano solo 12 anni, da qui al 2030, per invertire la rotta», hanno affermato tutti gli esperti, in particolare quelli delle Nazioni Unite. «Se non saranno drasticamente e rapidamente ridotte le emissioni dei gas climalteranti, soprattutto il CO2, i mutamenti climatici avranno conseguenze irreversibili sul nostro ecosistema», specie nei paesi del Sud, più poveri e più esposti alle conseguenze del global warming, del quale sono i meno responsabili – carestie, siccità, scioglimento dei ghiacciai, distruzione della barriera corallina, depauperamento delle specie, migrazioni forzate a causa di inondazioni e altre catastrofi naturali.

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