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Editoriale - Cambiare si può: costruiamo dal basso una Rete Sociale di Cambiamento

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 di Vittorio Lovera

 

Per sempre con noi
a Giulio Regeni e Vittorio Arrigoni
uccisi nei Mondi che
generosamente cercavano di aiutare

Vi piace la Svolta del Granello di Sabbia?

Leggendo il numero di accessi agli articoli inseriti nelle Anticipazioni on line al Granello di Sabbia (www.italia.attac.org), si direbbe proprio di sì!

Come Redazione siamo ovviamente contenti e molto, molto soddisfatti.

Stiamo programmando ora il potenziamento della sezione Rubriche, tutte attinenti le questioni trattate dall’Associazione: dal prossimo numero avremo anche la trattazione ricorrente delle questioni Casa, Migranti, Campagna 005, Campagna Stop TTIP, Finanza e Banche, Ambiente, Nuove Economie.

Se si ambisce al radicale cambiamento del Sistema, occorre coerentemente sapersi rivoluzionare.

E noi, con il vostro aiuto, stiamo provando a farlo.

Altre novità in fieri?

Il Consiglio Nazionale di Attac Italia sta lavorando a creare i presupposti per attivare sezioni di Attac – autonome e auto-organizzate – nelle Università, facendo reti con le esperienze già presenti negli Atenei.

Sul fronte della questione del Debito, Attac Italia sarà la filiale italiana del CADTM, l’Associazione internazionale creata nel 1990 da Eric Toussaint (presidente della Commissione per la verità sul debito greco) che, nata per affrontare il problema del debito nei Paesi del Terzo Mondo, lo affronta ora su scala complessiva.

Sempre per fare rete europea, sulla questione del debito una nostra delegazione ha preso parte a Madrid alla 3 giorni organizzata dal Gue e da Podemos, “Un piano B per l’Europa”. Nel prossimo numero Francesca Coin (della quale potete leggere in questo Nro un contributo nella Rubrica “Auditoria del Debito”) ci illustrerà i contenuti dei vari workshop.

Questi sforzi ci paiono piccoli ma incisivi e sostanziali passi per iniziare la tessitura dal basso di una rete sociale di cambiamento.

Siamo entrati nel 15° anno di vita di Attac Italia.
Risultato importante, lasciatemi dire, eccezionale.
Dedicheremo spazio nel corso dell’anno alle valutazioni, celebrative e, perché no, critiche, sulla nostra prima fase di gestazione: pubertà e prima adolescenza sono però alle spalle.
Ovviamente organizzeremo un Super-Festone stile Animal House, ma poi, come sempre nell’entrata nell’età adulta, occorrerà rimboccarsi le maniche e lanciare nuove costruttive sfide.
Tra il 2001 e il 2016 ne abbiamo già percorsa molta, assieme, di strada.
Per sommi capi: fra le anime del grande Movimento di Genova 2001 contro G8, Tobin Tax e tasse globali (che ora proseguono il cammino come Ftt attraverso la Campagna 005), Social Forum di Firenze, Campagna contro i Fondi Pensione, ispiratori della Campagna contro la Direttiva Bolkestein, ideatori e motori del Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua e della grande vittoria referendaria del 2011, guide della stagione dei Beni Comuni, promotori del Forum per una Nuova Finanza Pubblica e Sociale (auditoria del debito e ri-socializzazione di Cassa Depositi e Prestiti), animatori della campagna Stop TTIP .
Se questo è l’approssimativo elenco di “azioni”, sul versante della “autoformazione” annoveriamo 15 anni di Granello di Sabbia e numerosissimi Quaderni del Granello, di UniversAttac, di pubblicazioni e inchieste.

I cromosomi naturali degli “Attacchini” per risultare costanti ed instancabili motori di cambiamento sono, da un lato, una sana curiosità a studiare, interpretare e comprendere i fenomeni socio-economici e, dall’altro, l’inossidabile credo nel ruolo dei Movimenti Sociali e nella Democrazia partecipativa nei percorsi di reale svolta politica.

Come può affrontare Attac Italia l’entrata nella “maturità”?

Le politiche neoliberiste degli ultimi decenni hanno posto le condizioni per lo sgretolamento del tessuto sociale, esaltando la libertà dell’individuo a scapito della dimensione collettiva. Una simile libertà, basata sull’assenza di limiti, sul disinteresse per il Bene Comune e sul conformismo, è in realtà illusoria per la sua sudditanza ai modelli e ai consumi imposti dal Mercato, e ha come conseguenza l’aumento dell’impotenza collettiva e la paralisi della Politica, sempre più insignificante e sempre più prona ai voleri dei Potentati economico-finanziari.
Non è un mio pensiero, semplicemente una libera traduzione da Zygmunt Bauman.

Per ridare un ruolo degno alla Politica, dobbiamo saperle/volerle ridare un ruolo, farle ritrovare il suo spazio, le sue fondamenta.
Uno spazio al servizio dei cittadini e non dei Potentati Finanziari.
Per compiere questo percorso di cambiamento radicale di orizzonte diviene pressante saper indirizzare percorsi di uscita dall’ansia e dall’inquietudine individuale, sapendo ridare il giusto spazio ai bisogni collettivi, ridefinendo la libertà individuale a partire dall’impegno collettivo.
Mentre in Italia si è caduti nella trappola dell’immaginifico generazionale (basta essere 40enni per illudere/illudersi di cambiare il sistema, mentre semplicemente lo si perpetua), Grecia e Spagna hanno saputo costruire una risposta prima sociale e quindi politica.
Syriza e Podemos sono il risultato, e non l’origine, di una “ri-movimentazione sociale diffusa”, che solo successivamente ha ricercato anche spazio e visibilità politica.
La chance di una svolta dal basso l’abbiamo avuta anche in Italia, anzi mi permetto di sostenere che è stato proprio l’esempio del Movimento Italiano per l’Acqua Pubblica che ha “montato” la spinta all’indignazione spagnola (quella greca, cronologicamente successiva, ha un’origine ben più drammatica): nel 2011 la grande vittoria dei Movimenti sui temi dell’Acqua Pubblica e dei Beni Comuni ha mostrato che ci si poteva “aggregare tra diversi” su problemi condivisi, comuni e politici ed incidere realmente, al punto, nello specifico italiano, da risultare maggioranza nel Paese.
Quella grande opportunità di svolta collettiva non è avvenuta e quell’aggregazione (messa immediatamente sotto pesante attacco dal Sistema, che ne aveva colto la dirompenza) si è man mano ri-parcellizzata, ognuno da solo sulla propria specificità vertenziale: diverse le concause che favorirono quella lenta diaspora e non mi dilungo ad analizzarla in questa sede.
Senza dubbio il non aver saputo rilanciare quell’esperienza, nata dalle vertenze territoriali, su altri fronti comuni fu una incapacità collettiva grave.
Rimane il dato di fondo: le realtà di movimento, su un tema comune e universale, hanno saputo rappresentare la chiara volontà della Maggioranza del Paese che si è espressa affinché i Servizi Pubblici Essenziali (acqua, rifiuti, trasporti) rimanessero pubblici.
Oggi che, al di là delle allucinogene narrazioni renziane, il quadro sociale è ancora più drammatico, occorre ritessere la tela di una rete sociale aggregativa.

La struttura di questo Granello di Sabbia è specchio fedele dei percorsi che Attac Italia intende mettere in campo per favorire la tessitura di questa tela, la cui costruzione territoriale e dal basso è iniziata con l’adozione della Campagna “Riprendiamoci il Comune”.
La Campagna sta proseguendo e una parte di questo Granello è proprio dedicata a mettere in risalto il lavoro svolto dai nostri Comitati Territoriali.

A questo lavoro fa da cornice l’intento di Attac Italia di provare a ridare fiato alle trombe a tutti i lavori che, territorio per territorio, sono stati attivati sull’Auditoria del Debito.
L’unico tema che può avere la stessa presa “universale” e aggregante che ebbe l’Acqua nel 2011 è il tema della “finanziarizzazione dell’economia”, trasversale a tutte le vertenzialità oggi in campo: scuola, lavoro, questioni di genere, casa, reddito minimo, vertenzialità ambientali e questione climatica.
La finanziarizzazione dell’economia può essere divulgata e fatta comprendere in modo capillare ragionando su due distinte aree: quella che riguarda il debito da un lato, quella che risponde alla abusatissima risposta a qualunque tipo di proposta di cambiamento: “i soldi non ci sono”.
Le due aree individuate, come aveva intuito il Forum per una Nuova Finanza Pubblica e Sociale, sono quella dell’Auditoria del Debito e quella su Cassa Depositi e Prestiti.
L’Assemblea di Livorno (23 Gennaio) organizzata da Attac, Cobas Venezia e Osservatorio sul Bilancio del Comune di Livorno, è stata – come avrete modo di leggere – una lietissima sorpresa: in sempre più territori il lavoro sull’auditoria del debito prosegue e ha affinato tecniche e competenze che ora lo rendono “potabile” e accessibile ad una platea molto più ampia. I risultati delle indagini territoriali confermano sempre e comunque che l’unico sistema per invertire la rotta è quello di disconoscere il debito illegittimo, dall’Ente locale di prossimità a quello dello Stato Nazione.
Verrà rilanciato – attraverso apposita redazione ed in sinergia con il Granello di Sabbia – il sito www.perunanuovafinanzapubblica.it che diventerà la casa informativa comune per tutti gli interessati al percorso che avrà a breve una nuova convocazione nazionale sul tema delle Società Partecipate.

Il terzo blocco di questo Granello è quello delle “azioni”.
Presentiamo una serie di esperienze, alcune delle quali seguiamo direttamente, che stanno provando a rivoluzionare il sistema della cooperazione sociale, adattandosi alla presa in carico sostenibile degli “ultimi” e delle nuove fasce di emarginazione sociale.
Lavorano, creano occupazione e funzionano.
Anche in questo caso una rete sociale potrebbe favorire la sedimentazione prima e la proliferazione poi di queste pratiche inclusive e sociali ed accelerare il cambiamento anche della “mutualità codina”, quella che, oramai troppo spesso, guarda solo il proprio ombelico – inserita a tutto tondo nella competizione mercantilista – senza dare più risposte alla massiccia precarizzazione della società e contravvenendo al senso più profondo della cooperazione mutualistica.
Un articolo è dedicato all’esperienza nuova che, tramite Podemos, sta rivitalizzando il sociale delle Municipalidad spagnole.

Cambiare si può, certo occorre ritrovare il senso e la voglia di riposizionare l’impegno collettivo: solo così le inquietudini e le sofferenze private potranno tornare ad essere pensate e vissute come problemi condivisi, comuni e politici.
Attac, nella sua entrata nell’età adulta, ha scelto di facilitare tutte/i in questo percorso: sono 15 anni che stiamo studiando e praticando l’arte zen del tessere
Reti e a differenza di Penelope, non abbiamo la necessità di disfare di notte il lavoro di tessitura che abbiamo prodotto di giorno.
Adelante companeros!

Articolo tratto dal Granello di Sabbia n. 23 di Gennaio-Febbraio 2016 "Verso una Nuova Finanza Pubblica e Sociale: Comune per Comune, riprendiamo quel che ci appartiene!"

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