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Eric Toussaint e i lavori dell'audit sul debito greco

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di Raphael Pepe

A seguito alla seconda riunione plenaria della commissione di audit sul debito, si é svolta, il 7 maggio, una conferenza stampa con Éric Toussaint, presidente del CADTM e coordinatore scientifico della commissione di audit sul debito greco, Zoe Konstanpoulou, presidentessa del parlamento europeo e altri membri della commissione audit.

Qui proviamo a sintetizzare le informazioni date da Toussaint in questa occasione.

Nel corso della seconda riunione plenaria, durata tre giorni e mezzo, membri della commissione hanno presentato più di 15 relazioni su argomenti di loro competenza in seno alla commissione stessa, e si é analizzato lo stato del debito greco rivendicato dai suoi creditori.

Notiamo che un'unità di tempo, di protagonisti e di azioni caratterizza questo debito: durante il periodo 2010-2015, quattordici paesi dell'Eurozona, la BCE, il FMI e il FESF hanno preso il controllo dell'80% del debito greco e hanno imposto le loro condizioni al debitore.

Sono state analizzate le esigenze dei creditori principali per determinare se le loro caratteristiche possono permettere di considerare i debiti che rivendicano come illegittimi, illegali, odiosi o insostenibili.

Il debito viene esaminato anche dal punto di vista legale. Abbiamo avuto diversi interventi su questo tema, come ad esempio quello del professore Giorgos Kassimatis, che ci hanno consentito di identificare prove di contraddizioni sia a regole costituzionali e leggi greche, ma anche a principi del diritto internazionale contenute nelle condizioni imposte dai creditori.

Toussaint ha invocato in particolare due argomenti di diritto esaminati in commissione, che possono rimettere in discussione le obbligazioni firmate: lo stato di necessità e il cambiamento radicale di circostanze imputabili ai creditori.

Secondo lo stato di necessità, un paese non può essere costretto a continuare a pagare un debito se questo gli impedisce di rispettare obblighi fondamentali nei confronti dei cittadini. La priorità data, nel diritto internazionale, ai diritti fondamentali può in effetti condurre un paese alla sospensione dei pagamenti del debito.

Nel caso greco, si può, per di più, invocare un cambiamento radicale di circostanza, imputabile ai creditori. Oltre al problema di manipolazioni statistiche sul debito all'inizio della crisi, si osserva un cambiamento radicale della situazione economica del paese, che è il risultato di decisioni imposte dai creditori (calo del 25% del PIL, esplosione della disoccupazione, crisi umanitaria, etc.). Si può in quel caso identificare le responsabilità dirette dei creditori e rimettere in cause gli accordi firmati con loro.

Si é definita la struttura del rapporto preliminare, che si prevede di rendere pubblico il 18 giugno, e stabilito un piano di lavoro. Sono stati costituiti un comitato di redazione e dei sotto-gruppi di lavoro, che porteranno contributi specifici su ognuno dei punti contenuti nel rapporto. Tali analisi circoleranno alla fine maggio e il comitato di redazione li utilizzerà per la stesura di un progetto di rapporto entro il 9 o 10 giugno, che verrà poi discusso dal 15 al 17 giugno per poi essere infine approvato.

Inoltre, é stata stabilita una lista di personalità che saranno ascoltati. Si tratta di persone che hanno partecipato alle decisioni prese, ma anche di persone che possono portare testimonianze sugli effetti di tali decisioni.

C'é una situazione particolare in Grecia: i credenzieri non sono istituzioni finanziarie o un largo pubblico, ma degli attori in numero limitato che hanno imposto delle politiche e delle misure molto precise in Grecia. Oltre a quest'unità di attori, c'é anche un'unità di azioni. Questa unità di tempo, di attori e di misure permette un audit che può arrivare a risultati preliminari molto più rapidi che in altri casi.

Infine, Éric Toussaint ha segnalato che l'audit sul debito greco inizia già ad essere un modello: il Parlamento argentino ha deciso il 28 aprile scorso di instaurare un audit parlamentare del suo debito, si dovrà svolgere in 180 giorni, prima delle prossime elezioni. É interessante notare che l'Argentina non é un paese di poco rilievo: fa parte del G20. Questo dimostra a che punto la questione dell'audit sia importante nel mondo intero.

Articolo tratto dal Granello di Sabbia di Maggio 2015 "Vantiamo solo crediti", scaricabile qui.

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