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In questa sottocategoria sono pubblicati gli articoli del Granello di Sabbia

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Editoriale - Non siamo per nulla “rincoglioniti”: vogliamo una Commissione nazionale indipendente per la verità sul debito pubblico nazionale

DEBITO GLOBALE  

Non siamo per nulla “rincoglioniti”:

vogliamo una Commissione nazionale indipendente

per la verità sul debito pubblico nazionale

Editoriale di Vittorio Lovera 

Ben ritrovati.

Nel Convegno Internazionale “La questione del debito globale”  tenutosi a Pescara a fine gennaio, organizzato da Cadtm Italia [ndr Comitato italiano per l'abolizione dei debiti illegittimi] assieme all’Arcidiocesi di Pescara-Penne, è emersa con estrema chiarezza la necessità di istituire, a breve, una Commissione, popolare ed indipendente, per la verità sul debito pubblico italiano.

É maturo il tempo per strutturare un importante percorso di verità sul debito pubblico nazionale, su come è maturato nel corso del tempo, figlio di quali logiche e di quali spartizioni, quanta parte di questo debito è illegittimo e quanta parte è invece illegale.

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La debitocrazia glocale

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foto SIR/Marco Calvarese

di Cristina Quintavalla

Le politiche legate al debito sono parte integrante della governance europea.

Le politiche di austerità e i vincoli di finanza pubblica che gli stati membri dell’UE si sono impegnati a rispettare con l’ingresso nell’Unione monetaria e con trattati fondati su regole e meccanismi contabili rigidi, costituiscono una camicia di forza insostenibile.

Il Patto di stabilità e crescita non riguarda solo gli stati nazionali, ma coinvolge tutto il sistema delle autonomie locali, che devono partecipare alla realizzazione dei complessi equilibri di finanza pubblica in armonizzazione con le politiche economiche e monetarie  europee, obbligandole all'adozione di politiche di aggiustamento del bilancio pubblico con oneri rilevanti per la finanza pubblica regionale e delle amministrazioni locali.

In Italia il rispetto di questi vincoli è stato trasferito sugli enti locali attraverso tre strumenti:

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Eric Toussaint: “Il debito, un'arma di dominazione politica da due secoli”

La crisi dei debiti pubblici del sud dell'Europa, é dovuta al lassismo dei governi greco e spagnolo”, “annullare i debiti sarebbe come vedere la madonna”.

Queste idee inculcate invadono il dibattito pubblico da 10 anni. Nel suo ultimo libro, E.T. storico e fondatore del CADTM internazionale, si impegna a decostruirli metodicamente. Riproponendo il problema dell'indebitamento pubblico, nella lunga storia del capitalismo, l'autore mostra come i paesi imperialisti utilizzino il debito pubblico come un'arma di dominazione dei paesi poveri, dall'inizio del 19° secolo, con la complicità delle loro rispettive borghesie. Argomenti giuridici e storici alla mano, offre delle vie d'uscita per sbarazzarsi di questa camicia di forza.

Intervista comparsa su L'Humanité dimanche del 04/02/18. Traduzione a cura di Raphael Pepe 

HD: Lei mostra nel suo libro come il debito sovrano sia utilizzato dalle potenze capitaliste (il centro) come strumento di dominazione politica dei paesi poveri (le periferie). A quando risale questo fenomeno?

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Chiesa e debito. Oltre la “Sacra insolvenza” e contro la “Suprema Necessità”

di Antonio De Lellis

Cosa si sta muovendo dentro la chiesa cattolica sul tema del debito? Molto, per chi come me dall’interno cerca di far conoscere in ogni modo la realtà di profonda ingiustizia globale che si nasconde dietro il debito.

Il convegno internazionale svoltosi a Pescara il 27 gennaio 2018 ed organizzato da Cadtm e Arcidiocesi di Pescara-Penne, rappresenta un punto importante di un processo di alleanze tra movimenti sociali e cristiani. Una giornata censurata da tutti i media locali e nazionali e con la sola copertura, però totale, da parte della più importante agenzia cattolica Sir.

Ma la chiesa ha una parola chiara su questo tema? Più che chiara. La disattesa quanto sconosciuta dottrina sociale, ovvero il Vangelo sociale, scrive sul tema avendo come osservatorio molte parti del pianeta e non esita ad utilizzare parole importanti che senza dubbio snidano le ambiguità e pongono la questione etica fondamentale: la vita viene prima del debito! In tutte le situazioni in cui pagare un debito mette a repentaglio la vita e la dignità della persona o di un popolo, espropriandola di diritti fondamentali ed inalienabili, vige la supremazia della inviolabilità dell’umanità su una pur necessaria convenzione umana. In questi casi il debito ha una sua intrinseca natura illegittima. Esso è uno “strumento di controllo dei popoli”, “un flagello” che storicamente l’umanità ha affrontato più volte.

Non tutto quello che si muove dentro la chiesa, però è positivo. Il vento contrario, all’interno della chiesa e non solo, è causato dall’aver interiorizzato, senza accorgersene, i principi del capitalismo finanziario, globalizzato e deregolato: si pensa che il sistema possa essere umanizzato senza metterne in discussione i fondamenti.

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Aiutiamoli a casa loro?

ScusateSeNonSiamoAffogati

di Alfredo Somoza*

“Aiutiamoli a casa loro” è stato uno slogan coniato dalla Lega Lombarda negli anni ’90 per dimostrare di volere il bene, ma a casa loro, degli immigrati che non si volevano accettare in Lombardia. A distanza di quasi 30 anni, nei quali la Lega ha avuto a lungo importanti incarichi di governo, si sono susseguiti alcuni fatti. 

Nel 1994 i fondi per la cooperazione internazionale stanziati dall'Italia vengono tagliati del 53% dal neo insediato Governo Berlusconi-Bossi. Nel 2011, dopo il ritorno al potere, Forza Italia e Lega Nord taglieranno ancora il 45% dei fondi ereditati dal Governo Prodi, che aveva segnato il record nelle erogazioni per la cooperazione allo sviluppo con 4,9 miliardi nel 2008, pari allo 0,22% del Prodotto Interno Lordo italiano.

Durante gli anni in cui la Lega è stata al Governo, l’Italia è precipitata al penultimo posto tra i paesi OCSE per i fondi stanziati per la cooperazione (0,11% del PIL), smentendo le promesse di Silvio Berlusconi di destinarne l'1%.

Una nuova Legge sulla cooperazione, che aggiorni gli strumenti e la visione della cooperazione, per due volte viene bloccata in Parlamento e non viene approvata: verrà approvata successivamente con la Lega all'opposizione.

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