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In questa sottocategoria sono pubblicati gli articoli del Granello di Sabbia

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Nuove destre, nuovi razzismi: nell’indifferenza generale, a volte ritornano. Fermiamoli: adunata!!!

NuoveDestre

di Vittorio Lovera

Conclusosi con ignominia il ventennio berlusconiano e dopo un interminabile interregno di governi non eletti (tecnici e non) tra i quali spicca per l’assoluta - quasi ridicola - incapacità quello di Matteo Renzi, eccoci oggi  prendere atto che, anche in Italia, il cosiddetto “cambiamento” è rappresentato da “un contratto” giallo-verde,  inequivocabilmente tendente  a fosche  tinte brunite.

Nell’indifferenza quasi generale in questi anni siamo stati scippati del voto referendario del 2011 sull’Acqua Pubblica e la vittoria sul referendum costituzionale - la tomba del renzismo - è stata ora mutilata irreversibilmente  dal presidente Mattarella con il suo discorso pubblico del 27 maggio: le motivazioni addotte in quello “strampalato” discorso sanciscono la fine dello stato di diritto e l'ingresso ufficiale nello stato di mercato. Una post-democrazia che solitamente diviene sostantivo senza una chiara ed univoca definizione e che oggi assume una valenza più chiara: le Costituzioni  non avevano previsto un tale strapotere che oggi prevale sullo stato di diritto e che ci consegna alla post -democrazia finanziaria. Per approfondimenti su questi aspetti leggete l’interessantissimo articolo a firma Antonio De Lellis, pubblicato sul sito di Attac. 

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L’immigrazione nelle teorie cospirazioniste dell’estrema destra

Piano Calergi

di Saverio Ferrari 

I pericoli rappresentati dalle destre populiste e radicali, veicolo di oscurantismo, violenza e razzismo, sono quanto mai attuali.

Le situazioni, da paese a paese, sono spesso molto diverse. Diversa anche l’incidenza della crisi economica sulle realtà nazionali. Simile, invece, la scelta di scagliarsi, in primo luogo, contro un nemico esterno, di volta in volta identificato nei rom, nei gay, negli ebrei, nei musulmani o negli stranieri in genere. 

Tra i tratti in comune anche l’interpretazione del fenomeno delle migrazioni, spesso all'insegna del cospirazionismo, basato sull’idea paranoica che il vero potere è sempre occulto e agisce in maniera organizzata e ristretta a un piccolo gruppo di persone.  Negli ultimi anni, evolvendosi rispetto al tradizionale filone dell'antisemitismo stile I protocolli dei Savi anziani di Sion, nel campo delle destre italiane ed europee si fa un gran parlare di un preciso progetto, che viene da lontano, e che porta il nome di “Piano Kalergi”. Secondo il sito Identità.com, questo piano punta «a distruggere il volto del vecchio continente facendo mescolare i bianchi con razze asiatiche e di colore per creare un gruppo multietnico senza qualità e facilmente dominabile dall’élite al potere».

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#Antifa: un dizionario per rispondere alla retorica fascista

ANTIFAStefanoCatone

di Stefano Catone

«Daremo a tutti gli extracomunitari dei passaporti falsi e li lasceremo sulle spiagge della Libia. Ci dicano pure che siamo razzisti o criminali… Quando la nave affonda, la zavorra va buttata in acqua». Con queste parole Nikolaos Michaloliakos, leader di Alba Dorata, partito neonazista greco, spiegava la propria idea di gestione delle migrazioni. A raccontarlo è Alessandro Leogrande, nel suo La Frontiera (Feltrinelli, 2015). «Non ci stiamo tutti, non ci sono risorse per tutti, ci sono già poche risorse per noi, come possiamo pensare di mantenere anche altre persone?». Quante volte abbiamo sentito ripetere questi concetti e queste precise parole? Un numero di volte certamente sufficiente a far sì che entrassero nel linguaggio comune e quotidiano come espressioni neutre, di «buon senso», o di «senso comune». Un numero di volte certamente sufficiente a rimuovere i concetti violenti che si nascondono dietro di esse. 

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Se la Sinistra fa la Destra, la Destra prima o poi arriva…

Li Causi destra

di Luciano Li Causi 

Vent’anni fa la crisi che avrebbe squassato l’Europa, a partire dal 2008, era ancora imprevista e lontana; in Europa governavano quasi ovunque partiti e coalizioni che avevano una chiara impronta socialista e socialdemocratica. In Italia c’era l’Ulivo, fondato da Romano Prodi, una compagine di centrosinistra che per la prima volta nella storia repubblicana aveva portato al governo del Paese gli eredi del Partito Comunista Italiano. 

Partiti e formazioni di destra, o di centrodestra, erano presenti naturalmente in tutta Europa, quasi ovunque all’opposizione, mentre le destre estreme, fasciste o nazionaliste, erano ai margini delle vite politiche degli stati europei; le elezioni politiche nazionali, infatti, in quella seconda metà degli anni ’90, portavano alla ribalta del potere le sinistre, spesso i partiti di tradizione ottocentesca. La SPD, in Germania, veleggiava al 40% dei suffragi, un po’ meno dei cugini laburisti britannici, al 43%, ma un po’ più delle mitica socialdemocrazia svedese, ferma al 37%. I socialisti francesi ottenevano il 40% dei suffragi, con i socialisti spagnoli al 38%; persino quelli ungheresi, ancora freschi di partito unico e di dittatura del POSU, raggranellavano un significativo 32% dei voti. In Italia, le varie sinistre divise raccoglievano oltre il 30% dei voti.

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Non solo ‘razza’. Genere e classe nel risentimento italiano verso chi ha la pelle nera

Namdi

di Sabrina Marchetti

“W il Duce. Onore a Luca Traini. Uccidiamoli tutti sti negri”

Questa la scritta, corredata da svastica e croce celtica, apparsa nei bagni di una biblioteca dell’Università Ca’ Foscari di Venezia il giorno 6 marzo 20181. La scritta si riferisce a uno degli ultimi episodi di attacco cruento da parte di italiani verso persone di origine africana. Il razzismo verso persone di pelle nera in Italia non è cosa nuova2 e mostra un intero repertorio di immagini, convinzioni, rappresentazioni e stereotipi che accompagnano il carattere violento del rapporto fra persone bianche e nere, nelle sue forme quotidiane, ma specialmente nei casi estremi di aggressioni cruente. Dopo gli spari di Macerata, con Luca Traini che ha ferito 6 persone, e ancor più dopo l’omicidio di Idy Diene a Firenze da parte di Roberto Pirrone, chiunque fosse ancorato all’immagine degli ‘italiani brava gente’ dovrà definitivamente ricredersi.

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