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Editoriale - La Politica “scopre” le Diseguaglianze e risponde con gli sgomberi. Riprendiamoci il futuro, aboliamo il debito illegittimo

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di Vittorio Lovera

Mi vorrete scusare se per una volta scriverò più ascoltando la pancia che la testa. Ma l’indignazione sta in me tracimando, dopo gli ennesimi esempi di schizofrenia politica.
Se da un lato i politicanti scoprono che esistono le diseguaglianze (sono trent’anni che affermiamo che le loro politiche economiche bipartisan non possono che creare ed acuire abnormi diseguaglianze), dall’altro proseguono, pentastellati romani in primis, con politiche repressive, sgomberando in nome della Dea Legalità spazi sociali e culturali, unici argini sociali alle derive populiste. 
Lo sgombero del Rialto a Roma, sede di Attac Italia, del Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua Pubblica e di decina di altre associazioni sociali e culturali, ne è l’ennesima dimostrazione.

 

C’è una programmata volontà di ampliare ulteriormente le diseguaglianze, tagliando qualunque voce di contrasto e di argine sociale alle politiche liberiste. 

Non c’è proprio limite alla follia.
Un solo riscontro oggettivo: la Politica è morta. L’idea di Stato, di apparato a servizio e tutela degli interessi pubblici, è da tempo andata definitivamente a ramengo.
In Italia, 26° paese europeo su 28 per indice di corruzione, questa situazione supera il ridicolo e sfocia in tragedia.

Qualche esempio. Condannato per corruzione a 9 anni il Senatore Verdini, stampella prima di Berlusconi e poi di Renzi, sono indagati l’ex presidente della Camera Fini e il suo braccio destro Bocchino (più famoso per i suoi amorazzi parlamentari che per la sua rettitudine). Del braccio destro della Sindaca Raggi, il solerte dirigente Marra (ex alemanniano) scopriamo le rendite fondiare maltesi - manco fosse un ricco maraja! - e stendiamo un velo pietoso sulle polizze sentimentali del capo di gabinetto Romeo, uno dei “quattro amici al bar ”.

E ora l’uragano Consip, una Spa alle dirette dipendenze del Ministero dell’ Economia e della Finanza, che opera come centrale di committenza nazionale, realizzando il programma di razionalizzazione della spesa pubblica e bandendo per singole amministrazioni - sulla base di accordi bilaterali - gare per progetti complessi, e “venduta” quale fiore all’occhiello delle buone nuove pratiche pubbliche.

Spuntano negli elenchi degli indagati il Ministro Lotti , Tiziano Renzi, padre dell’ex premier Renzi, e alti vertici delle forze dell’ordine, “pizzini” di suggerimento anche al Governatore (e Magistrato) Emiliano, tardivo ed omissivo nella denuncia. Intanto già agli arresti l’imprenditore Romeo, mica un pesce piccolo.
Ma la Corte dei Conti e gli altri organi di controllo escono da letargo ogni quanti lustri?

E perché lo sguardo contabile è così attento sulle briciole (per quanto importanti) mentre spariscono i miliardi di Euro? Perché non ci consentono di fare un po’ di audit popolare, sulla composizione del debito pubblico italiano ?
Forse perché denudare la geografia del potere che si nasconde dietro alla composizione del debito significa rendere visibile la rete di interessi privati che sfruttano il debito ai propri fini, con una leva capace di rovesciare il rapporto di forza esistente. Ovunque l'audit sia stato portato avanti dal basso ha aperto processi di mobilitazione sociale volti in primo luogo a rivelare e a scardinare gli interessi particolari che usano il debito per estrarre rendita dalla società.

Avevamo due poli o schieramenti, ora ne abbiamo ben tre. Non è cambiato un fico secco. Svolte? Nessuna traccia, neppure in embrione, neanche larvatamente in itinere. Il voto plebiscitario contro il referendum costituzionale aveva urlato a gran voce: «Voto subito!» Ma l’Italia gli esiti referendari è usa non rispettarli mai.

Il parere del popolo, non conta nulla, è da “interpretare” (Pierluigi Bersani dopo la vittoria del Referendum sull’ Acqua pubblica – 12 Giugno 2011 ).
Cambiano i segretari del Pd, ma non cambia la solfa. Uno rottama il vecchio, l’altro scalza il giovane e via di seguito. E’ resuscitato anche “Baffetto” D’Alema.
Paradosso per paradosso, l’ultimo premier eletto è “Priapo” Berlusconi, poi ben quattro meteorine, “Il Professorone” Monti, Letta jr (nipote di Letta Sr), “Sua Arroganza” Matteo Renzi e ora il “Dolce Pinguino” Paolo Gentiloni.

Ora, mentre il Pd finalmente implode e riconsegnerà il Paese alle destre, si parla di arrivare alla naturale scadenza per indire nuove elezioni.
Ma che democrazia è mai questa?
Unico paese al mondo: legiferiamo per “milleproroghe”! Ditemi voi.
I presidi di socialità e di auto-aiuto, vengono però costantemente sgomberati, al grido di «Legalità e onestà!».
Quello che è politicamente legale a Napoli ( l’attuale Capitale d’Italia, se ragioniamo in termini di Acqua Pubblica e di uso civico a fini sociali di parte del patrimonio pubblico) è ragionieristicamente illegale nell’ex Capitale (Roma).
La sede nazionale del Forum Italiano dei Movimenti dell’Acqua, la casa di 27 milioni di italiani già scippati dall’esito referendario, presso il Rialto (anche sede di Attac Italia, di Transform!, del Forum Ambientalista, del Circolo di musica popolare “Gianni Bosio”, dell’Associazione Rialto e di altre decine di meritorie associazioni ) è stata messa una prima volta sotto sigillo da zelanti vigili, inviati da zelanti funzionari, inviati una zelante Corte dei Conti, nel 26° paese europeo per corruzione.
Sgombero, come ben sapete, avvenuto nei giorni precedenti l’adozione di una moratoria (siamo pur sempre nel Belpaese) attesa invano da lustri .

Il tavolo di trattativa con l’ Assessorato al Patrimonio, ha solo dimostrato l’attuale supremazia della burocrazia sulla politica che dichiara – ma solo in questi casi – di avere le mani legate.
E’ stato allora deciso dalle Associazioni che utilizzavano socialmente il Rialto, per evitare un’altra pantomima come quella del Teatro Valle, di riprendere possesso e cura della struttura, in attesa di decisioni e scelte chiare e definitive.

L’esito sarà evidentemente securitario e repressivo: attendiamo nuovamente, ad ore, l’arrivo delle forze dell’ordine, proprio perché la Giunta romana, libertina e furbetta sullo Stadio della Roma, è prona nell’ordinario e nel sociale a Prefettura e addirittura ai propri Uffici.

Il paradigma è semplicissimo: se la politica latita, l’autorità interviene.
Legalità e onestà come ordine e disciplina.
Forse un pubblico appello di Totti risolverebbe il tutto in 20 minuti.
Ma anche il Capitano interviene solo per favorire il business del proprio datore di lavoro, l’americano James Pallotta guarda caso finanziere e gestore di un fondo super-speculativo dal nome evocativo: Raptor.

Sono altre le strade che vanno intraprese per riportare questo Paese, intriso di corruttela e di pressapochismo, verso discontinuità valoriali che sappiano appianare le diseguaglianze e ridare dignità e futuro a tutte e tutti.
Non possono esistere politiche di discontinuità senza affrontare e risolvere il tema del debito illegittimo.

Sabato 4 marzo a Roma (spazio autogestito Spin Time Lab – Via Santa Croce in Gerusalemme 55, dalle 10 alle 17.00 ) andremo a gettare le basi (i semi) per impresa di favorire la germogliazione di un mondo nuovo, nel quale le diseguaglianze, economiche e sociali, vengano prima ridotte (invertendo una costante tendenza opposta) e poi azzerate.
Verità e Giustizia sul debito pubblico Italiano” è il titolo fissato per l’Assemblea Nazionale del “Comitato per l’abolizione dei debiti illegittimi” (CADTM ITALIA), un Centro Studi orientato all’azione, affiliato al network internazionale dei Cadtm, rete inclusiva di persone, comitati ed associazioni ed organizzazioni sociali, prosecuzione strutturata e mirata dell’esperienza del Forum Nuova finanza Pubblica e Sociale e sintesi operativa dei bisogni emersi dall’Assemblea-Convegno di tutte le realtà impegnate sugli audit locali ( Livorno, Gennaio 2016 ) e dal Convegno Internazionale “Dal G8 di Genova alla Laudato sì: il Giubileo del debito” ( Genova, 19 Luglio 2016).

Il 4 Marzo è anche l’anniversario del quarto anno di riutilizzo della fabbrica recuperata Ri-Maflow (auguri e lunga vita, compagni!), da sempre nostri compagni di analisi e di pratica (Communia network): l’audit sul debito pensato da Cadtm Italia non è solo strumento di analisi ma anche leva per costruire possibili politiche alternative con al centro la sostenibilità ambientale e sociale, alternative come il “Quantitative easing for the people” e la costruzione di reti di autoproduzione “fuori mercato”.
Ri-Maflow è il tangibile esempio che un’altra economia è possibile.

Come Cadtm Italia lo faremo a partire dalla strutturazione e messa a disposizione collettiva di un luogo di studio, ricerca e proposta (Centro Studi) e di un adeguato ed operativo Comitato Scientifico, e dalla condivisione di come identificare un comune percorso tra i movimenti per costruire una diffusa e comprensibile contro-narrazione sul debito pubblico, di come potenziare la rete degli audit locali, di come creare strumenti di formazione e divulgazione diffusa (scuole popolari sul debito) e di azioni (campagne di boicottaggio) che ne dimostrino la concretezza, nonché su come avviare un percorso che porti, nel breve, alla costruzione di una Commissione popolare e indipendente per la verità' sul debito pubblico italiano.

L’ampiezza e la determinazione della rete che sapremo tessere assieme definirà le tempistiche con le quali mettere in atto le azioni, per attuare le quali sarà propedeutico garantire il perfetto funzionamento del Centro Studi, anima e cuore pulsante di questo percorso verso una reale discontinuità con tutte le politiche che hanno partorito le attuali mostruose diseguaglianze.

Un progetto ambizioso, che procederà per successivi passi, a partire dal reale radicamento del Centro Studi.

Siamo però già in una fase di ottimo avanzamento lavori, dopo oltre 3 anni di semina carsica (poco reclamizzata ma costante e diffusa) : sono molte le realtà territoriali che hanno colto come la questione del debito sia perno ineludibile per qualunque percorso di cambiamento, e molte realtà locali stanno attrezzando percorsi di indagine sul debito pubblico locale.
Decide Roma” e “Massa Critica” a Napoli, sono esempio di come sia imprescindibile per “riprenderci i comuni” fare rete tra tutte le realtà di Movimento e utilizzare l’indagine sul debito quale elemento di potenziamento di tutte le singole vertenzialità in atto (casa, salute, istruzione, welfare).
La settimana scorsa un centinaio di persone hanno partecipato al dibattito pubblico “Chi è in debito con chi?” organizzato a Napoli da Massa Critica presso l’ex Asilo Filangieri, spazio civico assegnato dal Comune in autogoverno alle realtà sociali che lo occuparono.

Il Sindaco De Magistris, presente all’incontro ha pubblicamente condiviso le proposte di metodo indicate da Massa Critica per un’ indagine congiunta, popolar-istituzionale, sul debito della città metropolitana di Napoli.

Eric Toussaint, Presidente del network internazionale di Cadtm e uno dei relatori dell’incontro, ha invitato il Sindaco partenopeo ad una due giorni che si svolgerà in Spagna (Cadice) a giugno tra tutte le realtà metropolitane europee che stanno affrontando il tema dei debiti illegittimi.

Tanti piccoli tasselli che si inseriscono nel puzzle della costruzione di un ampio movimento europeo che sappia pensare ed agire il cambiamento proprio a partire dal nodo del debito.

In questo percorso è altrettanto centrale, fin dal confronto nato per la realizzazione del Convegno di Genova, la presa d’atto della forte mobilitazione da parte delle Chiese, anche con prese di parola ufficiali sui temi dell’ abolizione dei debiti illegittimi e sulla tutela dei beni comuni.

Nell’assordante silenzio della Politica, le ripetute esternazioni pubbliche di Papa Francesco suonano quali ferma richiesta di affrontare molto concretamente le questioni poste (le tre T di Papa Bertoglio, Tierra, Techo, Trabaco, più le questioni trattate in varie Encicliche e attinenti clima, migranti, finanza, debito e acqua ).

Il terzo incontro mondiale dei Movimenti Popolari ( Roma, novembre 2016) né è stato forse il punto di massima visibilità mediatica.

Mentre la sinistra balbetta, schiacciata dal nuovo vigore dei populismi nazionalistici, il ruolo del Papa sta colmando un pericolosissimo vuoto cosmico.
Sappiamo che la Chiesa è tutt’altro che compatta sulle posizioni del Sommo Pontefice, che anch’essa ha più anime e orientamenti e che sono molti gli alti prelati che tessono costanti relazioni con ministri, sottosegretari e con tutto il sottobosco della politica.
Ma la determinazione del Pontefice verso il superamento di tutte le diseguaglianze, è evidente anche ai ciechi ed ai più intransigenti miscredenti.

Come già accaduto per il Referendum sull’ Acqua, la nostra stella polare, anche la mobilitazione delle reti confessionali sarà un elemento determinante per la riuscita di questo nuovo percorso di liberazione dalla trappola del debito.

E sono numerose le reti confessionali interessate al tema dell’ abolizione dei debiti illegittimi, anch’esse in fase di identificazione di nuove modalità per attuare le loro pratiche sociali, non ultima la Rete dei Numeri Pari che ha visto il riavvicinamento di importanti aree di intervento del cattolicesimo sociale, da Libera al Cnca al Gruppo Abele, per azioni e rivendicazioni sinergiche e che attraverso Don Ciotti ha manifestato interesse ed adesione al percorso di Cadtm Italia.

In questi giorni di politica horribilis, la scienza si misura con una nuova svolta copernicana: a 40 anni luce dalla Terra, vicino la nana rossa Trappist -1, è stato avvistato, come in un romanzo di Isaac Asimov, un nuovo sistema solare, compatibile con le condizioni di vita terrestri.
Trovato il sito dove esodare indifferenziatamente tutti gli artefici delle politiche mondiali degli ultimi trent’anni, possiamo lavorare perché questo nostro bistrattato pianeta, possa diventare “l’altro mondo possibile” che desideriamo.

Con la rottura della gabbia del debito possiamo dare scacco matto alle politiche liberiste, ed è ciò che intendiamo fare nei mesi a venire con tutte e tutte colori che condividono questi obiettivi: dare seguito al radicale e diffuso bisogno di riappropriazione collettiva. In fondo si tratta, semplicemente, di riprenderci ciò che ci appartiene.
La grande mobilitazione femminista in atto e l’attenzione alla questione dei debiti illegittimi sono i segnali che la società è in fermento, pronta a spedire su Trappist -1, i nemici della democrazia, i creatori delle diseguaglianze.

Articolo tratto dal Granello di Sabbia n. 27 di Gennaio-Febbraio 2017 "Il deserto delle diseguaglianze"

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