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Annulliamo il debito illegittimo

di Alex Zanotelli

Gli esiti del Convegno internazionale “Dal G8 di Genova alla Laudato Sì: il Giubileo del Debito?” tenutosi a Genova il 19 Luglio u.s, mi hanno colmato il cuore di gioia.

Reputo la stesura collettiva della “Carta di Genova verso l’annullamento del debito illegittimo”, avvenuta nel corso della giornata di confronto, un atto fondamentale per attivare in Italia un percorso di reale cambiamento nella direzione della giustizia sociale e della riconversione ecologica della società.


Voglio ringraziare pubblicamente gli organizzatori del Convegno, che ha saputo agglutinare e direzionare nel giusto orizzonte valoriale le sensibilità del mondo cattolico, di quello laico e delle realtà associative e di Movimento, voglio ringraziare Attac Italia per il continuo e puntuale lavoro di rete sui temi della finanziarizzazione e dell’annullamento del debito illegittimo, voglio ringraziare il Pontificio Consiglio Giustizia e Pace e il Cardinal Turkson per la grande apertura di credito e di contenuti che ha voluto far giungere al Convegno per contribuire alla stesura della Carta di Genova.

Voglio soprattutto ringraziare Heidi Giuliani per le meravigliose parole con le quali ha saputo emozionare e commuovere tutti i presenti dando, nel quindicesimo anniversario della morte del figlio Carlo, una profonda lezione di “giubileo della misericordia”.

Questo “straordinario Giubileo della misericordia” (8 dicembre 2015-20 novembre 2016) è stato un pressante invito ad “andare incontro ad ogni persona portando la bontà e la tenerezza di Dio”, così afferma lo stesso Francesco nella Bolla Misericordiae Vultus.

”Quante ferite sono impresse nella carne di tanti che non hanno più voce perché il loro grido si è affievolito e spento a causa dell’indifferenza dei popoli ricchi. Che il loro grido diventi il nostro e insieme possiamo spezzare la barriera di indifferenza che spesso regna sovrana per nascondere l’ipocrisia e l’egoismo.”

E’ quanto stiamo vedendo oggi anche in molte nazioni d’Europa, prigioniere oggi delle banche e del debito.

“La lobby bancaria e l’ideologia del capitalismo azionario e finanziarizzato- ha scritto il gesuita francese Gael Giraud nel suo libro Transizione ecologica - hanno trasformato l’intenzione iniziale in un tentativo inedito di costruire società europee attorno a un vasto mercato non regolato. La tentazione di erigere la società europea sul libero corso lasciato alla violenza della propria volontà ricorda da vicino l’episodio del vitello d’oro.”

Alla stessa conclusione arriva Papa Francesco in Evangelii Gaudium: ”L’adorazione dell’antico vitello d’oro ha trovato una nuova e spietata versione del feticismo del denaro e nella dittatura di un “economia senza volto e senza uno scopo veramente umano.”

Proprio l’opposto del Sogno degli antichi profeti d’Israele e soprattutto di Gesù di Nazareth: il Sogno di un’economia di uguaglianza dove i beni siano più equamente distribuiti fra tutti, il che richiede una politica che persegua una giustizia distributiva.

Il meccanismo per favorire questo era il Giubileo, che prevedeva la remissione del debito, la restituzione della terra per chi l’aveva persa e la libertà agli schiavi. Il Dio biblico spinge il suo popolo verso la liberazione.

Ecco perché in questo anno giubilare della misericordia rilanciamo con forza la remissione del debito a quelle nazioni che gemono sotto il giogo del debito sia nel Sud come nel Nord del mondo, come in Grecia , ma anche in Italia, soprattutto nel Meridione che, secondo il rapporto Svimez, è in uno stato peggiore della Grecia.

Ne vedo ogni giorno i devastanti risultati nella ‘Napoli malamente’ dove vivo e opero come missionario, al rione Sanità.

Papa Francesco chiede di rimettere al centro della storia la misericordia senza la quale il mondo non può vivere.

Mi aveva molto colpito l’affermazione di Julius Nyerere, padre della patria della Tanzania, in una conferenza fatta a Nairobi nel 1988: ”Per noi paesi impoveriti, è immorale pagare il debito perché non sono i governi a pagarli, ma gli impoveriti con mancanza di ospedali, scuole….” Aveva perfettamente ragione.

Come missionario mi sono dato da fare per la remissione del debito del Sud del mondo sul quale gli impoveriti hanno pagato in interessi oltre 80 miliardi di dollari all’anno.

E’ la stessa conclusione a cui arriva il cardinale Turkson del Pontificio Consiglio Giustizia e Pace nella lettera che ci ha inviato: ”Il debito demolisce le scuole e le cliniche e i suoi effetti sono non meno devastanti di una guerra.”

Se riscopriamo la misericordia di Dio forse potremmo dar vita anche alla nostra capacità a ‘misericordiare’, come ama dire Papa Francesco.

E questo non solo in chiave personale e nelle relazioni interpersonali, ma a tutti i livelli: sociale, economico, finanziario, politico.

Infatti un Dio che ha viscere materne di misericordia, non può accettare sistemi che fanno soffrire i suoi figli e figlie, nonché il Pianeta Terra.

E i contenuti della sua straordinaria enciclica, Laudato Si’, vanno tutti in questa direzione.

Il Giubileo della Misericordia lanciato da Papa Francesco in un mondo dove pochi hanno quasi tutto a spese dei molti morti di fame e dello stesso Pianeta.

E’ lo stesso Papa Francesco che nella sua enciclica Laudato Si’ ci invita “ad ascoltare tanto il grido della terra quanto il grido dei poveri.” (n.49)

Infatti il genere umano è imprigionato dentro un Sistema economico-finanziario che permette al 20% della popolazione mondiale di consumare il 90% dei beni prodotti, immiserendo così oltre tre miliardi di persone e affamandone un miliardo (mentre ingrassa un miliardo di obesi!).

Questo può avvenire perché i ricchi sono protetti da potentissime armi che ci costano quasi cinque miliardi di dollari al giorno.

Questo Sistema economico-finanziario militarizzato è talmente energivoro (soprattutto petrolio e carbone) che il Pianeta Terra sopporta sempre meno la presenza di Homo Sapiens, che è diventato Homo Demens. Vi è oggi infatti una profonda crisi antropologica. In questo momento critico della storia umana, l’appello a fare Giubileo diventa imperativo se vogliamo salvarci non solo a livello personale, ma anche sociale e strutturale. Vorrei soprattutto , come missionario, sottolineare l’aspetto sociale del Giubileo biblico, la remissione delle terre e infine far riposare la Terra perché ”quest’economia distrugge la Terra”, ha scritto Papa Francesco.

La remissione dei debiti.
Oggi, che “l’economia uccide ed è escludente”, ha affermato Papa Francesco in Bolivia, dobbiamo iniziare a chiedere con forza la remissione dei debiti, prima di tutto dei debiti dei paesi impoveriti: si tratta di oltre tremila miliardi di dollari che quei paesi hanno già strapagato con gli interessi. Come missionari abbiamo sempre sostenuto, insieme a Jubilee South, che è immorale per i paesi poveri pagare i debiti ‘odiosi’, perché non sono pagati dai governi, ma dai poveri con mancanza di scuole, ospedali… Ma questo vale anche per i debiti del Nord del mondo, come il debito greco. Per questi debiti, chiediamo prima di tutto una moratoria per il pagamento, secondo un’indagine popolare (audit) su come si è formato il debito pubblico, allo scopo di annullare la parte illegittima, rifiutando di pagare i debiti ‘odiosi’. Come ha fatto l’Ecuador nel 2007. E’ quanto chiediamo anche per il ‘debito’ italiano.

La libertà agli schiavi.
“Oggi sono ridotte in schiavitù più persone che in qualunque altro momento della storia umana: tra i dodici e i ventisette milioni di persone con una vita di lavoro forzato o di sfruttamento sessuale,” afferma il religioso USA Daniel Groody. Inoltre, mentre il prezzo medio di uno schiavo negli USA del sud nel 1850 era l’equivalente di 40.000 dollari odierni, oggi una persona può essere venduta per una cifra media di cento dollari. Ogni anno circa ottocentomila persone cadono vittime della tratta: l’80% di loro sono donne e il 50% sono minori. Più di un milione di minori ogni anno vengono sfruttati per il commercio mondiale del sesso. La globalizzazione ha aggravato la tratta degli esseri umani, dando ai trafficanti la possibilità di mirare ai deboli e disperati, specilamente ai migranti. Costoro vengono costretti a lavorare nell’agricoltura e nell’edilizia, come colf o come ‘badanti’ o nella prostituzione. Con i trafficanti che realizzano 32 miliardi di dollari l’anno. La tratta è diventata l’attività criminale in più rapida espansione al mondo.

Con questo Giubileo della misericordia, i cristiani devono gridare al mondo con forza: ”Libertà agli schiavi e a tutti gli esseri umani schiavizzati!” Ma nell’onda giubilare deve nascere una nuova ondata di misericordia nella vecchia Europa per accogliere i ‘naufraghi dello sviluppo’. Le chiese devono aprire i loro battenti per accogliere la ‘carne di Cristo’!

E sia Giubileo anche per i nostri fratelli e sorelle Rom.

La restituzione delle Terre.
Uno dei fenomeni più odiosi del nostro tempo è il cosidetto land-grabbing ossia l’accaparramento di terre tolte alle popolazioni locali. Tra il 2001 e il 2011 le terre occupate nel Sud del mondo da imprese estere hanno totalizzato 227 milioni di ettari, una superficie grande sette volte l’Italia, sfruttata non solo per per la produzione di cibo da esportare, ma anche di biocarburanti. Come nel giubileo biblico, dobbiamo chiedere con forza che queste terre vengano restituite ai loro originali detentori. Così come le terre tolte alle comunità indigene dell’America del Nord come nell’America Latina nonchè dell’Australia. “La terre non si potranno vendere per sempre, la terra è mia e voi siete presso di me come forestieri e inquilini.” (Lev.25, 23)

Il riposo della Terra.
In questo Giubileo, dobbiamo ascoltare l’immenso grido della Terra, prigioniera di un Sistema di morte. “Potremmo lasciare alle prossime generazioni troppe macerie, deserti e sporcizie- scrive Papa Francesco in Laudato Si’. Il ritmo di consumo, di spreco e di alterazione dell’ambiente ha superato le possibilità del Pianeta, in maniera tale che, lo stile di vita attuale, essendo insostenibile, può sfociare solamente in catastrofi.”(16) Nel Giubileo biblico era fondamentale il riposo, non solo dell’uomo, ma anche degli animali e della Terra. Il Giubileo deve portarci a tradurre in pratica i suggerimenti di Papa Francesco in Laudato Sì e il più fondamentale è la nascita di una nuova relazione tra gli esseri umani e il creato. E come cristiani opulenti d’Occidente dobbiamo impegnarci a vivere più sobriamente, per permettere a miliardi di impoveriti semplicemente di vivere e alla Terra di respirare.
Senza dimenticare quanto afferma Papa Francesco in Laudato Si’: ”Il debito estero dei paesi poveri si è trasformato in uno strumento di controllo, ma la stessa cosa non accade con il

debito ecologico.”(52)
L’Occidente deve pagare il debito ecologico ai paesi del Sud del mondo , perché il nostro cosidetto’ sviluppo’ ha prodotto questa crisi ecologica che verrà pagata dai paesi impoveriti, in particolare dall’Africa che avrà milioni di ‘rifugiati climatici’.
Come missionari comboniani avevamo lanciato nel 2000 il “Giubileo degli Oppressi”, proprio per sottolineare con forza la dimensione sociale del Giubileo ed eravamo riusciti, insieme a tante altre forze ecclesiali, ad arrivare a una legge in Parlamento per la remissione dei debiti nei confronti dei paesi del Sud del mondo.

Per tutti questi motivi sono felice per l’ ottima riuscita del Convegno “Dal G8 di Genova alla Laudato Sì: il Giubileo del Debito? ” che considero la prima Assemblea Popolare sul Debito in Italia e sono molto speranzoso che da questa esperienza possa partire un percorso di reale cambiamento sulla questione del debito illegittimo.

E’ stata un’assemblea/convegno che ha visto riuniti qui a Genova laici e credenti, gruppi ecclesiali e comitati popolari, capaci di confrontarsi ed accettarsi ma soprattutto di convergere concretamente su orizzonti comuni e forti.

Mi auguro che la valida “Carta di Genova verso l’annullamento del debito illegittimo“ sappia dare il via a un Movimento Popolare dove si ritrovino insieme comunità cristiane e comitati civici, associazionismo ed aree di Movimento per costituire, tutti assieme, un’Auditoria Popolare su Debito.

Per questo, dopo il Referendum Costituzionale, mi auguro che, in un secondo momento assembleare pubblico, possa nascere un Movimento Popolare, un soggetto nuovo composto da credenti e laici, come già sapemmo fare con la meravigliosa esperienza del Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua Pubblica.

Un Movimento che possa accogliere le tante realtà che lavorano in questo campo come la finanza etica, i gruppi per la creazione di banche pubbliche e MAG. Ma anche chi lavora per la Tobin Tax, per tassare i più ricchi, per una più equa distribuzione del reddito, contro i paradisi fiscali, contro il potere delle banche di creare denaro, contro i casinò… e tanti altri.

Lo sforzo di questo Movimento sarà quello di informare, poiché il popolo è tenuto all’oscuro di tante cose sul debito e sui disastri umani che esso produce.

E’ un’opera immane questa che richiede la collaborazione di tanti per poter fare pressione sulle istituzioni.

Per questo mi appello anche ai Vescovi italiani perché, prima della chiusura del Giubileo, escano allo scoperto, seguendo l’indicazione di Cardinal Turkson e del Pontificio Consiglio Giustizia e Pace, con dichiarazioni ed atti concreti che aiutino i fedeli a prendere coscienza del problema del debito italiano: ben 2.250 miliardi di euro, che hanno creato in questo paese cinque milioni di poveri assoluti e undici milioni di persone che nel 2015 non hanno potuto curarsi perché senza soldi, nonché un Sud sempre più esangue.

Ha ragione Papa Francesco quando in Evangelli Gaudium afferma: ”Così come il comandamento ‘ non uccidere’ pone un limite chiaro per assicurare il valore della vita umana, oggi dobbiamo dire ‘no a un’economia dell’esclusione e dell’inequità.’ Questa economia uccide.”

Il debito oggi uccide e sono sempre gli impoveriti, anche da noi, a pagarne le conseguenze.

Articolo tratto dal Granello di Sabbia n. 25 di Settembre-Ottobre 2016 "Chi è in debito con chi?"

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