attac italia

8 punti veri per cambiare il 100 giorni

di Antonio Tricario e Vittorio Lovera

Nuova Finanza Pubblica e Sociale

Nell’attuale bailamme politico-istituzionale che ci riporta al metodo degli accordi sottobanco di prima e seconda Repubblica, è legittimo ed urgente chiedersi quali otto punti, veri, concreti etrasformativi, un governo di discontinuità con il passato possa realizzare nei suoi primi cento giorni per riappropriarsi e socializzare la finanza pubblica, come snodo chiave del cambiamento.

1. Decreto legge per l’istituzione di una commissione di indagine sul debito pubblico che, rendendo pubblica adeguata documentazione e predisponendo meccanismi di partecipazione popolare, analizzi ed individui quale parte del debito pubblico italiano possa essere considerata “illegittima” e quindi non vada ripagata. In attesa delle risultanze della Commissione, immediato congelamento di tutti gli interessi sul debito pubblico maturati per la sottoscrizione di prodotti finanziari derivati.

2. Informare i creditori internazionali dell’Italia sul possibile congelamento del pagamento degli interessi del debito nei loro confronti se non accettano di partecipare ad un negoziato pubblico e trasparente da avviare entro cento giorni per la ristrutturazione del debito, ed in particolare di quella parte che l’indagine sul debito non troverà illegittima. Contestualmente convocare un evento internazionale con i governi di Grecia, Spagna, Portogallo, Irlanda, Cipro e Slovenia per elaborare una carta negoziale sulla ristrutturazione del debito pubblico e privato di questi paesi a livello europeo.

3. Decreto legge per la ripubblicizzazione della Cassa depositi e prestiti (Cdp) e la fuori uscita delle fondazione bancarie dalla sua governance. Contestualmente riaffermare il ruolo pubblico delle Poste, bloccando il piano di ricollocazione degli esuberie procedere ad una revisione della concessione a Deutsche Bank per la gestione del Bancoposta.

4. Rivedere il patto di stabilità interno, eliminando ogni vincolo per la spesa sugli investimenti per gli enti locali e bloccando la privatizzazione del patrimonio pubblico. Richiedere agli enti locali di spostare la propria tesoreria dalle banche private alla Cassa depositi e prestiti, una volta ripubblicizzata. Contestualmente decreto legge che porti dall’attuale 7 per cento al 4 per cento i tassi di interesse sui mutui concessi da Cdp agli enti locali prima dell’entrata dell’Euro. Analogamente imporre a Cdp di prestare agli enti locali a mutui a tassi agevolati del 3%, contro la media del 5,5% attuale. In questo modo gli enti locali potranno aprire nuovi mutui con la stessa Cassa senza violare il patto di stabilità, seppur questo vada rivisto.

5. Decreto legge per l’acquisizione pubblica del Fonspa, ex credito fondiario, da Morgan Stanley tramite Cdp. Tale struttura di valutazione del rischio di credito diventerà la nuova struttura che permetterà alla Cassa di prestare direttamente alle piccole e medie imprese, laddove necessario e se virtuose, senza l’intermediazione del sistema bancario privato. Contestualmente apertura di una nuova facility della Cdp per prestiti a tasso dell’1 per cento per imprese recuperate dai lavoratori, quali ad esempio la RiMaflow di Trezzano sul Naviglio (MI).

6. Decreto Legge che recepisca integralmente la Legge di Iniziativa popolare del Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua quale democratica attuazione degli esiti referendari dell’ 12-13 Giugno 2011 e contestuale creazione di un Fondo Nazionale per la Ripubblicizzazione - a disposizione degli Enti Locali - dotato delle risorse necessarie alla riacquisizione delle quote azionarie in possesso di privati in IREN, A2A, HERA, ACEA.

7. Aumentare la tassa sulle rendite finanziarie dal 21 al 40 per cento nel 2013. Con questo gettito procedere ad una riduzione dell’IRPEF, dell’IRAP per imprese virtuose che assumono e dell’IMU prima casa per le famiglie più svantaggiate.

8. Decreto legge di revisione immediata della Tassa sulle transazioni finanziarie versione Monti/Grilli (invigore dal 1 Marzo 2013 e strutturata appositamente nell’attuale formulazioneper farla fallire in tutti i suoi obiettivi) e adozione della proposta della Campagna ZeroZeroCinque Italiana, con, tra l’altro, inclusione nella base imponibile di tutti i prodotti finanziari e in particolare dei prodotti derivati e di ogni operazione di high frequency trading, incluse quelle “intraday”.

Come si evince, se c’è volontà politica è possibile invertire la rotta. Aspettiamo tutte e tutti domani alle 10,30 a Firenze all’Aula Battilani della Facoltà di Lettere e Filosofia, alla prima assemblea del Forum per una finanza pubblica e sociale per mettere in campo iniziative popolari da subito che ci portino ad una riappropriazione del bene comune.

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