attac italia

Neoliberismo

Liberalizzazioni flop

Liberalizzazioni

di Marco Bersani

Mentre il mantra delle privatizzazioni continua ad essere il faro delle elites politico-finanziarie che governano il paese (Legge di stabilità, Sblocca Italia, spinta sui trattati TTIP e TISA), restano relegati in un angolo gli studi che, a 20 anni di distanza dall’avvio delle liberalizzazioni, ne dimostrano il totale flop, non solo in riferimento agli impatti sociali –la progressiva perdita di ogni funzione pubblica e sociale- bensì anche nel merito delle promesse fatte, ovvero la drastica riduzione delle tariffe come risultato del libero agire della concorrenza.

Lo studio recentemente pubblicato dalla Cgia di Mestre è da questo punto di vista inequivocabile: solo i prezzi dei medicinali e delle tariffe dei servizi telefonici hanno subito una diminuzione. E si tratta di settori per i quali la diminuzione dei costi si spiega più con la continua evoluzione, per l’alto tasso d’innovazione tecnologica (telefonia) e di ricerca scientifica (farmacia) che non con motivazioni intrinsecamente legate alla “bontà” della concorrenza.

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PATTO DI STABILITA’ KILLER

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di Marco Bersani

La natura fa il suo corso. Amichevole, se le attività umane si relazionano alla stessa rispettandone le leggi fondamentali; devastante, se le attività umane la considerano variabile dipendente dai profitti.

Genova, Parma, Alessandria, Maremma, Trieste sono le nuove stazioni del calvario autunnale, che induce a modificare il vecchio detto popolare “Piove, governo ladro” nel più attuale “Piove, governo ladro e si salvi chi può”.

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Chiamiamolo Svendi Italia, non Sblocca Italia

di Monica Paquino (De-Liberiamo Roma)

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Banche Impopolari

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di Marco Bersani

Molto si è già detto e scritto sul decreto legge approvato dal governo Renzi che impone alle Banche Popolari con asset superiori a 8 miliardi la trasformazione nell’arco di 18 mesi in Società per azioni.

Dall’utilizzo della decretazione senza le caratteristiche di urgenza e necessità (essendo l’unica urgenza in campo quella personale del premier di presentarsi in Europa con un nuovo coniglio estratto dal cappello) alla subalternità della politica agli interessi dei grandi capitali finanziari, che infatti festeggiano in Borsa il nuovo succulento boccone messo a cuocere in pentola per loro.

In un paese che negli ultimi 25 anni è riuscito a produrre la performance, unica al mondo, di passare da un controllo pubblico sul sistema bancario pari al 74,5% (1992) allo zero odierno, la trasformazione della natura delle Banche Popolari (per ora solo le più grosse ed appetibili) dimostra la perseveranza senza soluzione di continuità con cui si cerca di smantellare ogni funzione pubblica e sociale del sistema finanziario.

«Ci sono troppi banchieri e facciamo poco credito alle imprese e alle famiglie” ha dichiarato impavido Renzi. Peccato che, dati alla mano, il provvedimento vada a colpire proprio l'unico settore che, al contrario, proprio durante la crisi ha aumentato il credito alle famiglie e alle piccole imprese.

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“Sblocca Italia”, le autostrade bluff di Lupi

di Luca Martinelli (Altreconomia)

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