attac italia

DERIVATI: SE NON ORA QUANDO?

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di: Marco Bersani

La battaglia per l'annullamento dei derivati e per la drastica riduzione dei tassi di interesse sui mutui contratti dagli enti locali e dallo Stato può contare da tempo su un'arma decisiva, il cui mancato utilizzo e sottovalutazione da parte degli enti pubblici può a buon titolo essere considerata complicità con le banche nell'esproprio della ricchezza collettiva.

Stiamo parlando della Decisione della sezione Antitrust della Commissione Europea “caso AT 39914” del 4/12/2013, resa pubblica solo a metà del novembre 2016 (!!), con la quale sono state sanzionate alcune imprese bancarie e finanziarie per illeciti, riconosciuti ed ammessi dalle stesse imprese oggetto di indagine, per il periodo settembre 2005 - maggio 2008.

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Il circolo vizioso del "salvataggio" delle banche

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di: Marco Bertorello

I numeri forniti dagli istituti di statistica sui conti pubblici descrivono uno spaccato non solo della ripresa in corso, ma delle prospettive economiche strutturali dell’Italia, delle sue difficoltà e di quali potenzialità dovrebbe sviluppare per raddrizzare il proprio status.

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Università popolare Attac - Roma 2018 Terzo incontro: la città del debito

Pubblichiamo il video del terzo incontro dell'Università Popolare Attac - Roma 2018 dal titolo "La città del debito"

Descrizione completa del ciclo di incontri qui

Roma, dove va la democrazia?

Quattro giornate di studio e riflessione sulla città

Quattro Sessioni:
d) Proposte per un’altra città

IL “GRANDE FRATELLO” DEL DEBITO

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di: Marco Bersani

A chi transita in questi giorni nelle principali stazioni ferroviarie, non sarà sfuggita la trovata pubblicitaria del Centro Studi Bruno Leoni, think tank iper-liberista: il debitometro, che calcola in tempo reale l'aumento del debito pubblico italiano.

Come un'enorme Grande Fratello, tra la marca di un profumo e la proposta di un viaggio esotico, il debitometro compare per ricordare a tutti la trappola dentro la quale va rinchiuso ogni desiderio di una vita più dignitosa.

La trovata è interessante perché esprime appieno le contraddizioni del capitalismo, che, dopo neppure tre decenni dalla “fine della storia”, non può più proporsi come un orizzonte generalizzato di benessere e, su questo, costruire un altrettanto generalizzato consenso; al contrario, può giocare la propria sopravvivenza solo sull'espropriazione feroce dei diritti delle persone, dei beni comuni e della democrazia.

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IL PARLAMENTO ITALIANO VOTA NO ALL'INSERIMENTO DEL FISCAL COMPACT NEI TRATTATI EUROPEI

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di: ATTAC ITALIA

Le Commissioni Bilancio e Politiche europee della Camera dei Deputati hanno nei giorni scorsi votato NO all'unanimità all'inserimento del Fiscal Compact nei Trattati europei, come invece richiesto dalla nuova proposta di Direttiva promossa dalla Commissione Europea, che dovrebbe venire approvata entro giugno 2018.

Un primo dato da rilevare è che un pronunciamento del Parlamento, per quanto tenuto in sordina prima e dopo il voto, è finalmente arrivato.

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