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Europa

GRECIA IN VENDITA

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di: Marco Bersani

Se qualcuno avesse ancora dubbi sull’uso ideologico del debito come “shock” per procedere all’espropriazione di diritti e beni comuni, è ancora una volta la drammatica esperienza della Grecia a diradarli.

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Un’ipocrisia tutta italiana

 

di Alessandro Dal Lago

La protesta del Centro di prima accoglienza di Cona, in seguito alla morte di una donna ivoriana, fa emergere le contraddizioni, le ipocrisie, l’arretratezza civile e istituzionale dell’Italia quando si affronta la questione dei migranti. E porta alla luce, se solo si dà un’occhiata ai blog e ai commenti online sui quotidiani, quanto di torbido si muove nella pancia del paese (e che viene sfruttato a fini elettorali non solo dai movimenti xenofobi e populisti, ma anche da alcuni ministri del governo post-renziano). Con metà di un continente, l’Asia, in preda a guerre di ogni tipo, e con un altro, l’Africa, stremato da fame, povertà, conflitti armati, dittature e guerre per bande, pensare di fermare migranti e profughi è peggio di un’illusione: è un puro e semplice incentivo alle stragi nei deserti e in mare.

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Vio.Me occupa, resiste, produce: sosteniamola

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Solidarietà con i lavoratori della Vio.Me, in Grecia, per l'auto-gestione

Il loro sito web in italiano:

http://www.viome.org/p/italiano.html

 

Solidarity with Brussels

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dalla Rete Europea di Attac

Questo martedì, 22 marzo 2016, degli attacchi terroristici a Bruxelles hanno provocato decine di morti e centinaia di feriti. Essi possono essere solo condannati e il nostro più profondo cordoglio va ai parenti e amici delle vittime.
Ma dobbiamo anche restare vigili contro la possibilità di vedere i nostri diritti democratici limitati per lo stato di emergenza.
Ma dobbiamo tenere a mente che il Belgio è in guerra, direttamente o indirettamente, in diversi paesi e che la guerra significa morte nello stesso modo, peraltro, della vendita di armi e munizioni.
Ma dobbiamo essere consapevoli che la morte colpisce intorno a noi in molti altri modi che possono e devono essere prevenuti, come le vittime di radiazioni nucleari o i migranti che annegano nel Mediterraneo, in fuga da conflitti in cui non siamo innocenti.
Infine, e soprattutto, dobbiamo rifiutare l'invito a odiare gli "arabi" o i "musulmani"; dobbiamo lavorare insieme per un mondo più giusto e solidale.

Dopo le stragi di Parigi: terrore, rivolta, azione

 

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di Attac France
All'indomani delle stragi di Parigi, iscritti e simpatizzanti di Attac, all'unisono con la società francese, sentono orrore e disgusto per l'odio indiscriminato e omicida.

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