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Italia, anello debole dell'economia nazional-populista

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Visegrad Group (Credits: Estonian Foreign Ministery)

di Marco Bertorello (articolo pubblicato su il manifesto del 30 giugno 2018)

Il nazional-populismo ha un pensiero economico o perlomeno una prospettiva economica? Il diffuso ripiegamento nazionale è solo politico oppure sta prendendo corpo anche una corrispondente variante economica? La crisi del neoliberismo coniugata con quella della globalizzazione sembra aver dato vita a nuove forme politiche apparentemente alternative all’esistente, capaci di rompere i vecchi equilibri sovranazionali. Brexit e Trump, ma prima ancora il blocco dei paesi di Visegrad, la Russia di Putin, la Turchia di Erdogan. Insomma gli esempi non mancano e l’Italia odierna, piuttosto che un’anomalia, appare saldamente all’interno di questa nuova tendenza. Casi diversi, ma che in buona parte condividono un profilo identitario di chiusura.

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Solidarietà europea: il 28 giugno tutti i Governi facciano la propria parte per l’accoglienza!

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 ATTAC Italia aderisce:

http://europeansolidarity.eu/it/#tweet_pm

Chiediamo ai Governi europei di condividere le responsabilità sull’accoglienza, cambiare il Regolamento di Dublino e aprire vie legali e sicure d’accesso

Il 28 giugno il Consiglio europeo discute di immigrazione: i Governi hanno la responsabilità storica di dare sostanza al principio di solidarietà su cui si è fondata l’Unione europea.

Chiedere asilo in Europa è un diritto, ma regole e politiche ingiuste continuano a far pagare a chi cerca rifugio l’incapacità dei Governi di affrontare sfide comuni con risposte comuni, come successo alle 629 persone bloccate in mare sull’Aquarius. La battaglia per la solidarietà europea non si fa sulla pelle delle persone in mare ma cambiando le regole sbagliate come il Regolamento di Dublino, che lasciano le maggiori responsabilità sui Paesi di Confine. Il Parlamento europeo ha già votato a larga maggioranza per superare l’ingiusto criterio del “primo Paese di accesso” e sostituirlo con un sistema di ricollocamento automatico che valorizza i legami significativi dei richiedenti e impone a tutti i Paesi di fare la propria parte, come già chiedono i Trattati europei.

Un’altra Europa c’è già, un’Europa che accoglie, aperta e solidale: facciamola vedere!
Il 27 giugno riempiamo le piazze d’Europa con barchette di carta per chiedere a tutti i Governi europei di fare la propria parte, di cambiare il Regolamento di Dublino nella direzione già indicata dal Parlamento europeo e di aprire vie legali e sicure per l’accesso in tutti i Paesi UE.

Aderite alla mobilitazione e il 27 giugno diamo vita alla prima grande mobilitazione europea per la solidarietà!

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Perché la crisi greca non è finita

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di:Vanessa Bilancetti

Unione Europea, politici greci e tutti i media hanno dichiarato che la crisi greca è finita. Ma è veramente così? Vi spieghiamo perché la crisi greca non è finita così come non lo è quella europea

«Dopo otto anni la Grecia dice addio all’era della Troika e riconquista la sovranità finanziaria», così hanno titolato la maggior parte dei giornali in Europa. La telecamera punta dritta su un flash back di questi otto anni: gli scioperi generali, le manifestazioni, le occupazioni, gli studenti, gli anarchici, le iniziative di solidarietà autorganizzate, le fabbriche occupate… la povertà, la disoccupazione, i suicidi, l’eroina… il caldo, l’umido, il secco: la Grecia.

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NUOVO MIRACOLO LUSITANO?

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di: Matteo Bortolon

Sinistre in crisi? Syriza è diventata un po' sconveniente dopo che ha applicato l'austerità e Podemos non è più sulla cresta dell'onda? Niente paura, l'Espresso ci propone la soluzione: il Portogallo di Antonio Costa!

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Università europea dei Movimenti sociali, Tolosa 23-27 agosto

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Le sfide sono immense, ma un altro mondo è possibile. Dal 23 al 27 agosto 2017 l'Università estiva dei movimenti sociali promossa dalla rete europea di Attac si terrà a Tolosa. Troviamoci numerosi e numerose, per informarci, confrontarci, agire. Ci vediamo lì?

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