attac italia

  • Da Modena e Bologna: Riprendiamoci i Comuni!

    06 Vignola 520x520

     

    Da Modena e Bologna: Riprendiamoci i Comuni!

    Qui, dove le terre modenesi si legano ai territori bolognesi, tanto si sta facendo per riportare i Comuni nelle mani dei Cittadini.

    Riportiamo dapprima l'esperienza di Monica che racconta il suo primo anno e mezzo al governo del Comune di Vignola; a seguire, un volantino esplicativo della lista di cittadini “Civicamente Samoggia” che, dopo la fusione forzosa dei loro Comuni avvenuta più di un anno fa, si trovano a dover lottare duramente per recuperare la democrazia perduta.

  • "LaboRiuso": Laboratorio cittadino partecipato sul riuso degli spazi dismessi a Saronno

    Laboriuso2 480x320

     fonte LaboRiuso Saronno (fb)

    di Elena Casalini (Attac Saronno)

    A Saronno (VA) vi sono moltissimi edifici dismessi, di cui ca. 430.000 mq. (15 aree definite ATU-Ambiti di trasformazione urbana) sono soggetti a progetti di complessa “riqualificazione” ovvero massiccia edificazione per avere "in cambio" delle parti adibite a verde e ai servizi. Altre aree hanno invece una destinazione ancora produttiva, ma sono vuote e non vi sono progetti di riutilizzo. Questo a fronte di una urbanizzazione record del territorio di ca. l’80% e di un altrettanto clamorosa densità abitativa di ca. 3.600 abitanti/kmq!

  • A gonfie...Ve.La! Inchiesta sulla società più “glamour” di Venezia

    05 ManiSullaCitta

     di Eliana Caramelli (Cobas Comune Venezia)

    Una premessa importante
    Crisi di bilancio, sforamento del patto di stabilità, riduzione dei servizi ai cittadini, aumento delle tariffe, tagli agli stipendi dei dipendenti comunali. È accaduto anche a Venezia: città ricca, con i suoi 260.000 abitanti e 22 milioni di turisti all'anno; città a cui non sono mancati, in passato, ingenti finanziamenti pubblici con la Legge Speciale, drenati dal Mose, grande opera sommersa da scandali e tangenti; città dove l'arresto del Sindaco Orsoni, nel 2014, per finanziamento illecito al proprio partito (PD), ha portato ad un difficile anno di Commissariamento.

    Cosa stava succedendo? Se lo sono chiesti i lavoratori e le lavoratrici del Comune di Venezia, dal momento in cui si è cominciato a minacciare pesanti tagli al bilancio. Eppure, già nel 2012, alcuni di loro avevano proposto all'Amministrazione un percorso di spending review dal basso, costruita dai lavoratori, e una delibera di Consiglio per chiedere al Governo una modifica dei vincoli del Patto di stabilità, che già incombeva come una scure. Proposte inascoltate, mentre la scure dei tagli si è infine abbattuta, e i primi a pagare sono stati i cittadini, con i tagli nei servizi, e i lavoratori, ai quali sono state tolte prima varie indennità e poi il salario accessorio, ovvero ulteriori 200 €/mese a testa, su stipendi di €1.300 in media. La risposta alle proteste dei dipendenti, che hanno messo in atto anche l'occupazione del Municipio per 8 giorni nel febbraio del 2015, è stata sempre la stessa: “non ci sono i soldi”.

    Ed è proprio da qui che parte l'inchiesta dei COBAS, basata tutta su atti ufficiali e documenti pubblicati, dalla quale emergono in modo chiaro tutta l'ambiguità e l'inefficienza nelle modalità di gestione e di controllo delle società partecipate, ben 26 per il solo Comune di Venezia.

  • Assemblea sul debito a Catania

  • BARCELONA EN COMÚ. La rivoluzione nel pensare ed agire la politica

    16 Barcellona en comu 2 520x192

     di Flavia Ruggieri (www.indipendenti.ue)

    Il 24 maggio del 2015 sarà ricordato come un giorno memorabile per la politica catalana (e per quella dello stato spagnolo): per la prima volta il movimento sociale che nelle sue varie forme e declinazioni ha occupato piazze, strade ed ogni piccolo rincón del país, ha fatto irruzione nel potere economico-finanziario e politico di Barcellona. Per la prima volta, il bipartitismo Partido Popular (PP) - Partido Socialista Obrero Español (PSOE) che ha caratterizzato la fase democratica della Spagna dagli anni successivi al franchismo fino ai giorni nostri, è stato compromesso. Un fatto significativo, epocale, storico, peraltro accaduto a cinque mesi dalle elezioni generali che hanno avuto il compito di decidere quale partito avrebbe governato il paese nei prossimi anni, governo ancora oggi non costituito per mancanza di una coalizione di maggioranza.

  • Basta Dire, occorre Fare: il Laboratorio di Nuova Economia del III Municipio di Roma

    22 laboratorio nuova economia2 480x266

     di Vittorio Lovera

     Il Granello di Sabbia ha già dato spazio in altri numeri alla narrazione dei lavori del Laboratorio di Nuova Economia del III Municipio di Roma: un Municipio con oltre 250.000 abitanti, attraversato dal Tevere e dall’Aniene, che confina con i Parioli e giunge alle porte di Monterotondo, che assembla rioni “borghesi” come Montesacro, Città Giardino, Conca d’Oro, Talenti con zone più “popolari” come Tufello e Valmelaina, Serpentara, Fidene, Bufalotta e Porta di Roma, Casal Boccone e Settebagni e incide su una delle più belle aree agricole romane, la Riserva Naturale della Marcigliana e il Parco di Aguzzano.

    Quella del Laboratorio di Nuova Economia è un’esperienza nella quale Attac Italia si sta spendendo decisa, fornendo il suo fattivo contributo e il suo costante appoggio divulgativo.
    Infatti in questo Laboratorio riconosciamo l’autoformazione per i cittadini orientata all’azione, ove l’azione è quella di dare le gambe alla creazione di nuova occupazione auto-sostenibile legata al recupero e riuso ambientale, al rilancio, in co-working, di tradizionali attività artigianali in via di estinzione, alla diffusione di una filiera territoriale agro-alimentare.
    Riviviamo brevemente le fasi di gestazione.

  • Comuni fra debiti, sponsor e sceriffi

    MarcoBersani 580x326

    di Marco Bersani

    Articolo pubblicato su il manifesto del 29 aprile 2017 (link: https://ilmanifesto.it/comuni-fra-debiti-sponsor-e-sceriffi/ )

    L’attacco alla funzione pubblica e sociale degli enti locali prosegue senza soluzione di continuità. D’altronde, è nella disponibilità dei Comuni la ricchezza sociale cui da tempo mirano i grandi interessi finanziari e immobiliari: territorio, patrimonio pubblico, beni comuni e servizi.
    Una ricchezza, quantificata a suo tempo dalla Deutsche Bank in 571 miliardi di euro, da mettere sul mercato attraverso la trappola del debito e la gabbia del patto di stabilità e del pareggio di bilancio.

  • DEBITO: VOGLIAMO PARLARNE?

     contra_deuda.jpg

     

    Invito all'università estiva di Attac Italia, Roma, 16-18 settembre 2016

     

    Nel 2015, secondo l’Istat, le famiglie che in Italia vivevano in povertà assoluta sono diventate 1 milione e 582 mila, pari a 4 milioni e 598 mila persone, il numero più alto dal 2005.

  • Editoriale - Cambiare si può: costruiamo dal basso una Rete Sociale di Cambiamento

    ComunexComune 480px

     di Vittorio Lovera

     

    Per sempre con noi
    a Giulio Regeni e Vittorio Arrigoni
    uccisi nei Mondi che
    generosamente cercavano di aiutare

    Vi piace la Svolta del Granello di Sabbia?

    Leggendo il numero di accessi agli articoli inseriti nelle Anticipazioni on line alGranello di Sabbia (www.italia.attac.org), si direbbe proprio di sì!

    Come Redazione siamo ovviamente contenti e molto, molto soddisfatti.

    Stiamo programmando ora il potenziamento della sezione Rubriche, tutte attinenti le questioni trattate dall’Associazione: dal prossimo numero avremo anche la trattazione ricorrente delle questioni Casa, Migranti, Campagna 005, Campagna Stop TTIP, Finanza e Banche, Ambiente, Nuove Economie.

    Se si ambisce al radicale cambiamento del Sistema, occorre coerentemente sapersi rivoluzionare.

    E noi, con il vostro aiuto, stiamo provando a farlo.

    Altre novità in fieri?

    Il Consiglio Nazionale di Attac Italia sta lavorando a creare i presupposti per attivare sezioni di Attac – autonome e auto-organizzate – nelle Università, facendo reti con le esperienze già presenti negli Atenei.

    Sul fronte della questione del Debito, Attac Italia sarà la filiale italiana del CADTM, l’Associazione internazionale creata nel 1990 da Eric Toussaint (presidente della Commissione per la verità sul debito greco) che, nata per affrontare il problema del debito nei Paesi del Terzo Mondo, lo affronta ora su scala complessiva.

    Sempre per fare rete europea, sulla questione del debito una nostra delegazione ha preso parte a Madrid alla 3 giorni organizzata dal Gue e da Podemos, “Un piano B per l’Europa”. Nel prossimo numero Francesca Coin (della quale potete leggere in questo Nro un contributo nella Rubrica “Auditoria del Debito”) ci illustrerà i contenuti dei vari workshop.

    Questi sforzi ci paiono piccoli ma incisivi e sostanziali passi per iniziare la tessitura dal basso di una rete sociale di cambiamento.

    Siamo entrati nel 15° anno di vita di Attac Italia.
    Risultato importante, lasciatemi dire, eccezionale.
    Dedicheremo spazio nel corso dell’anno alle valutazioni, celebrative e, perché no, critiche, sulla nostra prima fase di gestazione: pubertà e prima adolescenza sono però alle spalle.
    Ovviamente organizzeremo un Super-Festone stile Animal House, ma poi, come sempre nell’entrata nell’età adulta, occorrerà rimboccarsi le maniche e lanciare nuove costruttive sfide.
    Tra il 2001 e il 2016 ne abbiamo già percorsa molta, assieme, di strada.
    Per sommi capi: fra le anime del grande Movimento di Genova 2001 contro G8, Tobin Tax e tasse globali (che ora proseguono il cammino come Ftt attraverso la Campagna 005), Social Forum di Firenze, Campagna contro i Fondi Pensione, ispiratori della Campagna contro la Direttiva Bolkestein, ideatori e motori del Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua e della grande vittoria referendaria del 2011, guide della stagione dei Beni Comuni, promotori del Forum per una Nuova Finanza Pubblica e Sociale (auditoria del debito e ri-socializzazione di Cassa Depositi e Prestiti), animatori della campagna Stop TTIP .
    Se questo è l’approssimativo elenco di “azioni”, sul versante della “autoformazione” annoveriamo 15 anni di Granello di Sabbia e numerosissimi Quaderni del Granello, di UniversAttac, di pubblicazioni e inchieste.

    I cromosomi naturali degli “Attacchini” per risultare costanti ed instancabili motori di cambiamento sono, da un lato, una sana curiosità a studiare, interpretare e comprendere i fenomeni socio-economici e, dall’altro, l’inossidabile credo nel ruolo dei Movimenti Sociali e nella Democrazia partecipativa nei percorsi di reale svolta politica.

    Come può affrontare Attac Italia l’entrata nella “maturità”?

    Le politiche neoliberiste degli ultimi decenni hanno posto le condizioni per lo sgretolamento del tessuto sociale, esaltando la libertà dell’individuo a scapito della dimensione collettiva. Una simile libertà, basata sull’assenza di limiti, sul disinteresse per il Bene Comune e sul conformismo, è in realtà illusoria per la sua sudditanza ai modelli e ai consumi imposti dal Mercato, e ha come conseguenza l’aumento dell’impotenza collettiva e la paralisi della Politica, sempre più insignificante e sempre più prona ai voleri dei Potentati economico-finanziari.
    Non è un mio pensiero, semplicemente una libera traduzione da Zygmunt Bauman.

    Per ridare un ruolo degno alla Politica, dobbiamo saperle/volerle ridare un ruolo, farle ritrovare il suo spazio, le sue fondamenta.
    Uno spazio al servizio dei cittadini e non dei Potentati Finanziari.
    Per compiere questo percorso di cambiamento radicale di orizzonte diviene pressante saper indirizzare percorsi di uscita dall’ansia e dall’inquietudine individuale, sapendo ridare il giusto spazio ai bisogni collettivi, ridefinendo la libertà individuale a partire dall’impegno collettivo.
    Mentre in Italia si è caduti nella trappola dell’immaginifico generazionale (basta essere 40enni per illudere/illudersi di cambiare il sistema, mentre semplicemente lo si perpetua), Grecia e Spagna hanno saputo costruire una risposta prima sociale e quindi politica.
    Syriza e Podemos sono il risultato, e non l’origine, di una “ri-movimentazione sociale diffusa”, che solo successivamente ha ricercato anche spazio e visibilità politica.
    La chance di una svolta dal basso l’abbiamo avuta anche in Italia, anzi mi permetto di sostenere che è stato proprio l’esempio del Movimento Italiano per l’Acqua Pubblica che ha “montato” la spinta all’indignazione spagnola (quella greca, cronologicamente successiva, ha un’origine ben più drammatica): nel 2011 la grande vittoria dei Movimenti sui temi dell’Acqua Pubblica e dei Beni Comuni ha mostrato che ci si poteva “aggregare tra diversi” su problemi condivisi, comuni e politici ed incidere realmente, al punto, nello specifico italiano, da risultare maggioranza nel Paese.
    Quella grande opportunità di svolta collettiva non è avvenuta e quell’aggregazione (messa immediatamente sotto pesante attacco dal Sistema, che ne aveva colto la dirompenza) si è man mano ri-parcellizzata, ognuno da solo sulla propria specificità vertenziale: diverse le concause che favorirono quella lenta diaspora e non mi dilungo ad analizzarla in questa sede.
    Senza dubbio il non aver saputo rilanciare quell’esperienza, nata dalle vertenze territoriali, su altri fronti comuni fu una incapacità collettiva grave.
    Rimane il dato di fondo: le realtà di movimento, su un tema comune e universale, hanno saputo rappresentare la chiara volontà della Maggioranza del Paese che si è espressa affinché i Servizi Pubblici Essenziali (acqua, rifiuti, trasporti) rimanessero pubblici.
    Oggi che, al di là delle allucinogene narrazioni renziane, il quadro sociale è ancora più drammatico, occorre ritessere la tela di una rete sociale aggregativa.

    La struttura di questo Granello di Sabbia è specchio fedele dei percorsi che Attac Italia intende mettere in campo per favorire la tessitura di questa tela, la cui costruzione territoriale e dal basso è iniziata con l’adozione della Campagna “Riprendiamoci il Comune”.
    La Campagna sta proseguendo e una parte di questo Granello è proprio dedicata a mettere in risalto il lavoro svolto dai nostri Comitati Territoriali.

    A questo lavoro fa da cornice l’intento di Attac Italia di provare a ridare fiato alle trombe a tutti i lavori che, territorio per territorio, sono stati attivati sull’Auditoria del Debito.
    L’unico tema che può avere la stessa presa “universale” e aggregante che ebbe l’Acqua nel 2011 è il tema della “finanziarizzazione dell’economia”, trasversale a tutte le vertenzialità oggi in campo: scuola, lavoro, questioni di genere, casa, reddito minimo, vertenzialità ambientali e questione climatica.
    La finanziarizzazione dell’economia può essere divulgata e fatta comprendere in modo capillare ragionando su due distinte aree: quella che riguarda il debito da un lato, quella che risponde alla abusatissima risposta a qualunque tipo di proposta di cambiamento: “i soldi non ci sono”.
    Le due aree individuate, come aveva intuito il Forum per una Nuova Finanza Pubblica e Sociale, sono quella dell’Auditoria del Debito e quella su Cassa Depositi e Prestiti.
    L’Assemblea di Livorno (23 Gennaio) organizzata da Attac, Cobas Venezia e Osservatorio sul Bilancio del Comune di Livorno, è stata – come avrete modo di leggere – una lietissima sorpresa: in sempre più territori il lavoro sull’auditoria del debito prosegue e ha affinato tecniche e competenze che ora lo rendono “potabile” e accessibile ad una platea molto più ampia. I risultati delle indagini territoriali confermano sempre e comunque che l’unico sistema per invertire la rotta è quello di disconoscere il debito illegittimo, dall’Ente locale di prossimità a quello dello Stato Nazione.
    Verrà rilanciato – attraverso apposita redazione ed in sinergia con il Granello di Sabbia – il sito www.perunanuovafinanzapubblica.it che diventerà la casa informativa comune per tutti gli interessati al percorso che avrà a breve una nuova convocazione nazionale sul tema delle Società Partecipate.

    Il terzo blocco di questo Granello è quello delle “azioni”.
    Presentiamo una serie di esperienze, alcune delle quali seguiamo direttamente, che stanno provando a rivoluzionare il sistema della cooperazione sociale, adattandosi alla presa in carico sostenibile degli “ultimi” e delle nuove fasce di emarginazione sociale.
    Lavorano, creano occupazione e funzionano.
    Anche in questo caso una rete sociale potrebbe favorire la sedimentazione prima e la proliferazione poi di queste pratiche inclusive e sociali ed accelerare il cambiamento anche della “mutualità codina”, quella che, oramai troppo spesso, guarda solo il proprio ombelico – inserita a tutto tondo nella competizione mercantilista – senza dare più risposte alla massiccia precarizzazione della società e contravvenendo al senso più profondo della cooperazione mutualistica.
    Un articolo è dedicato all’esperienza nuova che, tramite Podemos, sta rivitalizzando il sociale delle Municipalidad spagnole.

    Cambiare si può, certo occorre ritrovare il senso e la voglia di riposizionare l’impegno collettivo: solo così le inquietudini e le sofferenze private potranno tornare ad essere pensate e vissute come problemi condivisi, comuni e politici.
    Attac, nella sua entrata nell’età adulta, ha scelto di facilitare tutte/i in questo percorso: sono 15 anni che stiamo studiando e praticando l’arte zen del tessere
    Reti e a differenza di Penelope, non abbiamo la necessità di disfare di notte il lavoro di tessitura che abbiamo prodotto di giorno.
    Adelante companeros!

    Articolo tratto dal Granello di Sabbia n. 23 di Gennaio-Febbraio 2016 "Verso una Nuova Finanza Pubblica e Sociale: Comune per Comune, riprendiamo quel che ci appartiene!"

  • ENTI LOCALI: Cronaca di una morte annunciata

    il granello di sabbia gennaio febbraio 201515

    Per scaricare il pdf, cliccare sull'immagine qui sopra

    EDITORIALE:
    Alla Grecia il Sol dell’Avvenire, all’Italia uno Scudo Crociato diffuso
    di Vittorio Lovera | Attac Italia

    Enti locali nel mirino della finanza
    di Marco Bersani

    “Città metropolitana” dal sindaco al podestà
    di Mariangela Rosolen

    Acqua, beni comuni: secondo scalpo di Renzi
    di Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua

    Gli enti locali e il degrado urbanistico
    di Paolo Berdini

    CDP all’assalto dei Comuni
    di Marco Bersani

    Tor Sapienza: sperimentazioni ed Enti Locali
    di Riccardo Troisi

    “RIPRENDIAMOCI IL COMUNE”
    Campagna di Attac Italia

    Una diversa politica fiscale per i Comuni
    di Fabio Alberti

    Intervista a Roberto Balzani
    di Redazione Attac Italia

    Una luce nella notte dell’economia
    di Comune-info

    Comunità territoriali per una società sostenibile e democratica
    di Livio Martini

    Valsamoggia: fusione a freddo
    Lista di Cittadini Civicamente Samoggia

    Un comune diverso e dal basso
    di Alberto Zoratti

    Territori di conversione ecologica
    Laura Greco

    Esperienze di audit del debito in Europa
    di Chiara Filoni

    Riflessioni sull’auditoria del debito
    di Antonio De Lellis

    RUBRICHE
    il fatto del mese
    Renzi: le armi di distrazioni di massa
    di Marco Schiaffino

    democrazia partecipativa
    Esercizi di democrazia (di prossimità)
    di Pino Cosentino e Marina Savoia

  • Geopolitica, conflitti sociali, democrazia partecipativa. Dalla partecipazione all'autodeterminazione.

    20 rubrica democrazia partecipativa 480x480

    a cura di Pino Cosentino

     Mentre il panorama continua a incupirsi, cresce la voglia di scorgere una luce di speranza, antidoto alla depressione e sprone all’azione.

    Il governo del popolo (non “per il popolo”) appare un miraggio che si allontana ogni giorno, diviene sempre più difficile credere che la corrente possa invertirsi. Ma ciò che più demoralizza e demotiva è l’impossibilità di definire in positivo quello che vogliamo:

    [...] Non domandarci la formula che mondi possa aprirti,
    sì qualche storta sillaba e secca come un ramo.
    Codesto solo oggi possiamo dirti,
    ciò che non siamo, ciò che non vogliamo.

    Questi famosi versi di Montale, uomo alieno da impegni politici, sebbene vigorosamente antifascista, basterebbero tuttavia a fare di lui un nostro “compagno di strada” (ad honorem).

    Questa condizione, quanto poeticamente è di sicuro impatto e gradimento, tanto è devastante politicamente. Se ci si allontana da obiettivi immediati, se si indaga sul punto non dico di arrivo, ma di svolta, quello che si ottiene è “qualche storta sillaba e secca come un ramo”.

  • L'esperienza dell'Osservatorio sul Bilancio Comunale di Livorno

    10 Livorno Palazzo Comunale lowres

    di Simona Repole

    La crisi economica globale e le ricette dell’austerità europea e nazionale hanno colpito gravemente gli Enti Locali e, in particolare, i Comuni. I tagli dei trasferimenti, i vincoli di finanza sempre più stringenti, l’inasprimento del patto di stabilità interno e il recente pareggio di bilancio hanno ormai compromesso il principio costituzionale della sussidiarietà, vale a dire la sovranità e l’autonomia di azione del livello di governo più vicino ai cittadini.

    All’interno di questo quadro di forte criticità e incertezza delle risorse locali, la questione del patrimonio immobiliare pubblico è stata posta al centro dell’agenda politica nazionale e locale in ragione della sola ossessione di fare cassa e recuperare le risorse tagliate; una mera prospettiva senza sguardo lungo e al servizio dei valori del mercato e della speculazione privata. Una visione pericolosa che, portata agli estremi, spinge spesso a ritenere che persino il patrimonio storico-culturale sia un inutile fardello di cui è meglio sbarazzarsi.

  • Lamezia Terme: Riappropriamoci della città

    12 logo progetto 480x627

     fonte: Collettivo Autogestito Casarossa40

    a cura del Collettivo Autogestito Casarossa40

    Oggi, come spesso è accaduto in passato, la città, il suo spazio urbano (centro e periferia) e le sue campagne, si trasformano in luoghi dove si condensano e precipitano gli effetti del capitale e della sua crisi sistemica. Non è un caso infatti che tali spazi siano diventati centrali nello scontro di classe e del conflitto sociale.

    La povertà e i processi di impoverimento, risultato della crisi economica, vengono affrontati con provvedimenti da shock economy che non solo non risolvono i problemi quotidiani di chi cerca di sopravvivere all’asprezza della crisi, ma favoriscono palesemente mercato e finanza.

    Il progressivo ritirarsi dello Stato dalle forme del welfare in tutti i territori del nostro Paese sta rendendo degli involucri vuoti tutti i corpi intermedi della regolazione sociale, sostituiti, da una parte, da un apparato repressivo come elemento di controllo sociale e, dall’altra, dal cosiddetto privato sociale come elemento di garanzia ed accesso ad un welfare, che muta la sua forma da statale a privata.

  • Livorno 23 gennaio 2016: Una giornata importante

    ComunexComune 480px

    a cura di: ComuneXComune

    Si è tenuta a Livorno, lo scorso 23 gennaio, presso l’Arena Astra, la giornata seminariale “COMUNE PER COMUNE - RIPRENDIAMOCI CIÒ CHE CI APPARTIENE”, organizzata dall’Osservatorio sul bilancio comunale di Livorno, Attac Italia e Cobas Venezia.

    L’obiettivo della giornata, che ha visto la partecipazione di circa un centinaio di persone provenienti da diverse città d’Italia, è stato quello di mettere in evidenza come gli enti locali e le comunità territoriali siano - da tempo - diventati uno dei luoghi fondamentali di precipitazione della crisi.

    Con le diverse realtà territoriali che hanno partecipato all’iniziativa è stata condivisa la necessità di una riappropriazione sociale dei “Comuni”, come luogo della partecipazione dal basso e possibili motori di un nuovo modello di economia sociale territoriale, all'interno del quale la finanza deve tornare ad essere strumento al servizio dell'interesse generale.

    Attraverso gli interventi di Marco Bersani di Attac Italia, Simona Repole dell’Osservatorio sul Bilancio di Livorno e Mattia Donaden e Chiara Sabbatini di Cobas Venezia, nella prima parte della giornata è stato delineato il contesto europeo e nazionale di riferimento che caratterizza le attuali politiche di austerità e sono stati descritti i principali meccanismi e strumenti di finanza pubblica che hanno progressivamente compromesso l’autonomia finanziaria, gestionale e politica delle comunità locali.

  • Mondeggi, fattoria senza padroni

    19 MBC 1 480x320

     

    di Francesco Valente
    Dopo una prima fase durata più di un anno e mezzo, che ha visto i custodi sociali di Mondeggi impegnati nel consolidamento e nell’articolazione del progetto, è tempo di stilare un bilancio provvisorio. Il programma di recupero di buona parte dei quasi 200 ettari della tenuta dallo stato di abbandono in cui versava, è arrivato ad uno stadio molto avanzato; così come l’impianto di attività agricole biologiche che comprende orti, seminativi, oliveto, vigneto, allevamenti animali, ecc..Tuttavia il progetto Mondeggi Bene Comune (MBC) era ed è più ambizioso e mira in primo luogo alla riappropriazione da parte della comunità della risorsa naturale Mondeggi, messa all’asta dalla proprietà pubblica per riparare ai buchi di bilancio della sua gestione fallimentare. Tale finalità ha trovato attuazione nel coinvolgimento di circa 150 cittadini/e cui sono state affidate parcelle di orto e/o di oliveto dimensionate sulla scala dell’autoconsumo familiare; senza contare quella sorta di largo azionariato popolare che ha consentito l’acquisto e la messa a dimora di circa 400 piante da frutto di varie specie. In secondo luogo punta alla riqualificazione culturale e sociale dell’area attraverso iniziative come la Scuola contadina (corsi gratuiti di potatura, permacoltura, apicoltura, ecc.), le proiezioni cinematografiche e gli eventi teatrali, gli incontri con ospiti spesso di rilievo che non hanno voluto far mancare il loro appoggio. In terzo luogo ambisce a rappresentare un catalizzatore per lo sviluppo di un dibattito e di pratiche contro-sistemiche che mettano in discussione le devastanti soluzioni imposte dal Mercato e dallo Stato.

  • On the road, verso un altro mondo possibile Intervista a Mauro Fedele di Consorzio Sociale Equo

    21 Consorzio sociale equo 480x196


    di Vittorio Lovera

    Quest’intervista “On the road” si svolge ai primi di Gennaio su un’auto gialla, che da Torino ci sta conducendo a Trezzano sul Naviglio, nel milanese. Stiamo andando a visitare Ri-Maflow, la fabbrica occupata, e ad incontrare Gigi Malabarba e Massimo Lettieri. I miei compagni di viaggio sono Massimo ed Elena Fedele, la coppia che – assieme a pochi altri amici - ha ideato, strutturato e messo in piedi, a partire dal 2014, il Consorzio Sociale Equo: una rete di cooperative sociali con base in Piemonte (Leinì e Rivoli) che favorisce l’uscita dall’”illegalità” di Sinti e Rom nello svolgere una delle attività tradizionali delle etnie camminanti: il recupero e riciclo dei materiali ferrosi. Mentre i Camminanti si son quasi tutti resi stanziali, Mauro & Elena, che sono dei “nomadi adottivi”, sono sempre in moto perpetuo. Ogni anno si scarrozzano 150.000 km tra un campo a Pordenone e uno a Torino, poi Saronno, Limbiate e Guanzate; poi La Spezia e Massa Carrara, Assisi, Foligno, Terni.

  • Poesie per farsi coraggio e per ricordarsi che non si è un esubero nel mercato mondiale - Saeco

    02 Voltarelli Saeco 1

    foto di Danilo Zito

     a cura dell'Associazione culturale SassiScritti 

    In una tenda della protezione civile, davanti a una fabbrica, insieme agli operai in presidio permanente: ecco dove l’arte e la cultura possono accadere e diventare un momento di confronto, conforto, sostegno e solidarietà. Questo è quello che sta accadendo davanti allo stabilimento Philips – Saeco di Gaggio Montano (BO), dopo che l’azienda ha comunicato la volontà di licenziare oltre 240 persone. L’Associazione Culturale SassiScritti, affiliata ad Arci e apartitica, ha voluto entrare in quella tenda con tutti gli artisti desiderosi di manifestare la propria solidarietà all’intera valle (una realtà montana in difficoltà, dove la notizia dei licenziamenti viene dopo molti altri segnali di crisi). L’iniziativa è stata chiamata Poesie per farsi coraggio, la frase che è stata pronunciata mentre sono state consegnate tante poesie al corteo dei manifestanti organizzato subito dopo la notizia dei licenziamenti. 

    Poesie a contrastare la disumanità del linguaggio burocratico che si ostina a chiamare ‘esuberi’ la vita delle persone.

  • Primi passi a Grosseto

    Riprendiamoci il Comune - logo 250x310 di Silvano Brandi

    Per descrivere il lavoro svolto sul tema “Riprendiamoci il Comune”, è utile spiegare come è nato il comitato Attac a Grosseto, le difficoltà incontrate e gli errori commessi. E' stato possibile far nascere il comitato sulla spinta del Forum per una Nuova Finanza pubblica e sociale, con la relativa campagna sulla CDP, a cui si sono aggiunti gli importanti contributi di Marco Bersani e di Roberto Errico sui temi della finanza, e di Monica Di Sisto sul TTIP.

  • Primo rapporto sul debito di Roma Capitale

    roma_non_si_vende.jpg

    DECIDE ROMA. DECIDE LA CITTA’

    GRUPPO AUDIT SUL DEBITO DI ROMA CAPITALE

     

    1. Premessa

    La questione del debito è ormai divenuta prioritaria per ogni iniziativa che voglia mettere al centro un altro modello di città.

    Da diversi anni il debito è agitato, su scala internazionale, nazionale e locale, come emergenza allo scopo di far accettare come inevitabili le politiche liberiste di alienazione del patrimonio pubblico, mercificazione dei beni comuni, privatizzazione dei servizi pubblici, sottrazione di democrazia.

    Di fatto, e in linea con quanto affermato dal teorico liberista Milton Friedman, il debito rappresenta lo shock che serve “a far diventare politicamente inevitabile ciò che è socialmente inaccettabile”.  

    E’ questa la ragione fondamentale, per la quale la questione del debito deve divenire tema centrale di ogni vertenza portata avanti dai movimenti che si oppongono alle politiche liberiste e che propongono un altro modello di città.

  • Progetto Roma 2021 - Un salto di qualità per i movimenti

    08 roma2020 520x313

    di Marco Bersani

    Vivere dentro una città le cui coordinate istituzionali, politiche e sociali sono state rese evidenti dall'inchiesta “Mafia Capitale” non è semplice.

    Una città in cui il faro-guida delle scelte politiche ed economiche non sono i bisogni sociali e ambientali degli abitanti, ma i profitti delle potenti lobby immobiliari e finanziarie, che da decenni dominano il territorio.

    Una città in cui ai vincoli di bilancio e ai diktat monetaristi del patto di stabilità si sacrifica tutto, chiamando “Salva Roma” un decreto che condanna ad una vita senza dignità ampie fasce di popolazione.

    Una città in cui la politica ha ceduto il passo al management e gli amministratori locali hanno per anni fatto a gara ad essere tra i primi e migliori interpreti di questo orientamento, cercando la propria legittimazione non nel consenso delle persone, ma nell'autorizzazione a procedere dettata dai poteri forti.

    Una città che ora è in mano direttamente a commissari e prefetti, che agiscono d’autorità, innestando il pilota automatico delle politiche liberiste, senza bisogno di alcun consenso, per quanto formale.

Dona ora!