attac italia

  • L’immigrazione nelle teorie cospirazioniste dell’estrema destra

    Piano Calergi

    di Saverio Ferrari 

    I pericoli rappresentati dalle destre populiste e radicali, veicolo di oscurantismo, violenza e razzismo, sono quanto mai attuali.

    Le situazioni, da paese a paese, sono spesso molto diverse. Diversa anche l’incidenza della crisi economica sulle realtà nazionali. Simile, invece, la scelta di scagliarsi, in primo luogo, contro un nemico esterno, di volta in volta identificato nei rom, nei gay, negli ebrei, nei musulmani o negli stranieri in genere. 

    Tra i tratti in comune anche l’interpretazione del fenomeno delle migrazioni, spesso all'insegna del cospirazionismo, basato sull’idea paranoica che il vero potere è sempre occulto e agisce in maniera organizzata e ristretta a un piccolo gruppo di persone.  Negli ultimi anni, evolvendosi rispetto al tradizionale filone dell'antisemitismo stile I protocolli dei Savi anziani di Sion, nel campo delle destre italiane ed europee si fa un gran parlare di un preciso progetto, che viene da lontano, e che porta il nome di “Piano Kalergi”. Secondo il sito Identità.com, questo piano punta «a distruggere il volto del vecchio continente facendo mescolare i bianchi con razze asiatiche e di colore per creare un gruppo multietnico senza qualità e facilmente dominabile dall’élite al potere».

  • Le nuove destre nell'epoca della crisi

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    intervista di Gian Mario Giglio a Guido Caldiron*

    I Movimenti estremistici che hanno dato luogo a recenti azioni dimostrative traggono alimento dalla crisi, dalla tendenza a ricercare facili capri espiatori e dalla scarsa conoscenza del passato più tragico del nostro paese.

    Forza Nuova nel cortile del quotidiano “La Repubblica”; alcuni “skinhead” che interrompono la riunione di un’associazione a Como, prepotentemente, per dare lettura di un proclama anti-immigrati. Due fatti avvenuti in poco tempo. Questi gruppi – che si definiscono di estrema destra – solo qualche anno fa in Italia operavano nell’ombra; oggi, invece, attuano azioni dimostrative e mediatiche che riscuotono consensi politici e sociali.

    Abbiamo chiesto che cosa stia succedendo al giornalista Guido Caldiron, che da anni studia le nuove destre e le sottoculture giovanili, temi ai quali ha dedicato inchieste per “Il Manifesto” e “Micromega”e su cui ha scritto (La destra sociale, Populismo globale, Estrema destra e I segreti del Quarto Reich).

    “Ciò che sta accadendo – rileva – è il frutto di più elementi. Ormai è evidente a tutti quanto siano stati “sdoganati” i simboli del ventennio fascista e della Repubblica di Salò. Questo processo di lungo corso ha attraversato la società italiana. “Italiani brava gente” si diceva per far credere che, malgrado l’alleanza con la Germania, gli italiani non fossero “macchiati” da crimini efferati, spesso negando il coinvolgimento nella “Shoah”. Purtroppo, non era così. Il ventennio fascista ha sempre avuto una sua coerenza, quella culturale intrisa di odio, risentimento, violenza e razzismo, che ha saputo attraversare indistintamente tutta la sua epoca».

  • Non solo ‘razza’. Genere e classe nel risentimento italiano verso chi ha la pelle nera

    Namdi

    di Sabrina Marchetti

    “W il Duce. Onore a Luca Traini. Uccidiamoli tutti sti negri”

    Questa la scritta, corredata da svastica e croce celtica, apparsa nei bagni di una biblioteca dell’Università Ca’ Foscari di Venezia il giorno 6 marzo 20181. La scritta si riferisce a uno degli ultimi episodi di attacco cruento da parte di italiani verso persone di origine africana. Il razzismo verso persone di pelle nera in Italia non è cosa nuova2 e mostra un intero repertorio di immagini, convinzioni, rappresentazioni e stereotipi che accompagnano il carattere violento del rapporto fra persone bianche e nere, nelle sue forme quotidiane, ma specialmente nei casi estremi di aggressioni cruente. Dopo gli spari di Macerata, con Luca Traini che ha ferito 6 persone, e ancor più dopo l’omicidio di Idy Diene a Firenze da parte di Roberto Pirrone, chiunque fosse ancorato all’immagine degli ‘italiani brava gente’ dovrà definitivamente ricredersi.

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