attac italia

  • Mattarella Horror Show

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    di Marco Schiaffino

    Dopo 82 giorni di stallo, il presidente della repubblica (tutti i minuscoli e maiuscoli in questo articolo sono voluti) Sergio Mattarella ha ufficialmente optato per l’eutanasia nei confronti della XVIII legislatura della repubblica italiana, affidando l’esecuzione a un governo “tecnico” affidato a Carlo Cottarelli. Lo ha fatto aprendo uno scontro istituzionale senza precedenti, che avrà almeno due conseguenze pesantissime. 

    La prima riguarda la (definitiva) perdita di credibilità di un’istituzione, la presidenza della repubblica, che in questa occasione ha decisamente esercitato le sue cosiddette “prerogative” ben oltre i confini della Costituzione.  Il rifiuto di nominare un ministro (Paolo Savona) sulla base della linea politica che potrebbe esprimere, infatti, non ha precedenti e apre scenari piuttosto inquietanti. Soprattutto se si considerano le parole di Mattarella, che ha espressamente giustificato il suo niet sulla base del rischio di ripercussioni economiche e finanziarie.

  • Salvate il soldato Zuckerberg

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    di Marco Schiaffino

    Lo scorso 10 aprile, nella prestigiosa location del Senato degli Stati Uniti d’America, è andata in scena l’audizione di Mark Zuckerberg, fondatore di Facebook, icona dell’imprenditoria 2.0 e… novello nemico della democrazia a stelle e strisce. Il giovane Mark (33 anni) ha interpretato il ruolo del capro espiatorio cospargendosi il capo di cenere di fronte alla platea mondiale (rigorosamente in streaming) per il caso Cambridge Analytica. Zuckerberg ha chiesto scusa, ha ammesso di aver sbagliato, ha promesso che si comporterà meglio.

    Per i più distratti, riassumo i termini della questione: Cambridge Analytica è la società accusata di aver usato i dati di 87 milioni di utenti Facebook per mettere a punto e veicolare messaggi “mirati” che, nel corso delle elezioni presidenziali USA del 2016, avrebbero spostato l’ago della bilancia in favore del candidato Donald Trump. Per farlo, la società statunitense ha utilizzato le informazioni raccolte attraverso un’app chiamata “This Is Your Digital Life” e sviluppata da Aleksandr Kogan, un docente di psicologia dell’università di Cambridge.

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