attac italia

  • L’OCCASIONE DEI COMUNI

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    di Marco Bersani

    Il risultato delle recenti elezioni amministrative apre nuovi scenari nel nostro Paese: la pesante sconfitta del governo Renzi e del Pd si è espressa con una forte domanda di cambiamento, che da Napoli -con la riconferma di De Magistris- a Roma e Torino –con la netta vittoria di Virginia Raggi e Chiara Appendino, giovani sindache del M5S- attraversa l’intera penisola.

     

  • La democrazia diretta e partecipativa oggi in Italia

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    di Federico Bonollo
    Comitato Più Democrazia Venezia

    IL SIGNIFICATO DEI TERMINI

    La prima cosa da fare, quando si inizia un discorso, è mettersi d’accordo sul significato dei termini. Spesso le parole hanno più di un significato, se usate in senso lato o in senso stretto, altre volte vengono usate in maniera inappropriata, per malafede o ignoranza. Ecco i significati delle parole che userò in questo scritto:

    Democrazia diretta: si ha quando lo strumento è attivabile dai cittadini ed il risultato è un voto oppure una decisione vincolante. (Ad esempio le proposte di legge popolare oppure i referendum propositivi.)

    Democrazia partecipativa: avviene con l’uso degli strumenti utili a raccogliere pareri e opinioni, stimolando la collaborazione tra cittadini e rappresentanti, oppure il cui risultato sia una decisione ma che è promossa dai politici. (Ad esempio il bilancio partecipato oppure il referendum consultivo).

    Democrazia: Struttura ideale di governo di una società che si fonda sul principio della sovranità popolare, sulla garanzia delle libertà e su di una concezione egualitaria dei diritti civili, politici e sociali dei cittadini.

    Come potete notare, la discriminante è la facoltà o meno, da parte dei cittadini, di attivare lo strumento e di giungere ad una votazione.

  • La partecipazione impossibile nei grandi Comuni

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    di Pino Cosentino

    Anche quest'anno il termine ultimo concesso agli Enti Territoriali per evitare la forma più rigorosa di esercizio provvisorio è stato prorogato, all'ultimo momento, dal decreto Milleproroghe. Fissato dapprima al 28 febbraio 2017, è slittato al mese dopo, 31 marzo. 

    Di questi fatti si sente parlare poco, o niente. Questioni tecniche, che riguardano gli uffici di ragioneria? Certamente sì. Ma questioni che nascondono, sotto il velo dell'adempimento burocratico, una sostanza decisiva.

  • Le battaglie di Attac in Europa

    il granello di sabbia giuno luglio 2015 copertina

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    EDITORIALE:
    “Il sottovuoto pneumatico“
    di Vittorio Lovera | Attac Italia

    Una sconfitta che ci riguarda
    di Marco Bersani | Attac Italia

    L’EUROPA a casa di ATTAC ITALIA
    di Roberto Spini

    ATTAC GRECIA: audit del debito pubblico
    di Thanos Contargyris

    ATTAC FRANCIA: fermiamo le multinazionali!
    di Thomas Coutrot

    DALLA SPAGNA: cosa sono le finanze funzionali

    ATTAC FRANCIA: appello iCE contro le società di comodo

    ATTAC BELGIO: piano BEPS

    ATTAC INGHILTERRA: il TTIP incomincia a perdere trazione?

    ATTAC GERMANIA: un’altra Germania è possibbile

    ATTAC IRLANDA

    ATTAC ISLANDA: la reazione al crollo
    di Anna Solveig

    ATTAC NORVEGIA: una nuova battaglia da vincere
    di Petter Slaatrem Titland

    RUBRICHE
    democrazia partecipativa

    Il non voto: solo nichilismo?
    di Pino Cosentino

    Università estiva di attac 2015

     

     

     

  • Le costituzioni dell’America Latina guardano avanti

    di Geraldina Colotti

    Giuro davanti al mio popolo e a questa moribonda costituzione che promuoverò le trasformazioni democratiche necessarie affinché la Repubblica nuova abbia una Carta Magna adeguata ai nuovi tempi”. Con queste parole, Hugo Chavez diventa presidente del Venezuela, il 2 febbraio del 1999. E annuncia il suo inedito stile di governo. Il 6 dicembre del 1988 è stato eletto con il 56,2% dei voti. Una sorpresa per l'establishment abituato a un'asfittica e rituale alternanza tra centro-destra e centro-sinistra e a forti livelli di disaffezione elettorale. Irrompe allora sulla scena un'alleanza inedita, un nuovo blocco sociale, variegato e composito, che ha catalizzato la protesta contro la corruzione, i tagli alla spesa sociale e la svendita del paese, ma contiene anche una nuova proposta: basata su una nuova indipendenza, sul riscatto sociale degli esclusi e su un'ardita dialettica che incorpora le forze militari “bolivariane” nella società.

  • Movimenti, democrazia, conflitti, rappresentanza

    il granello di sabbia luglio agosto 2014

     

  • Movimenti, democrazia, conflitto, rappresentanza

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    di Marco Bersani

    Per affrontare il tema della relazione fra i movimenti e la democrazia e fra il conflitto e la rappresentanza, occorre uscire dall’astrattezza e porsi una domanda concreta: come coniugare le istanze di trasformazione sociale portate avanti dai movimenti in questi anni con lo stato attuale della democrazia?
    Il quesito riguarda l’efficacia delle lotte sociali in campo, a fronte del “muro di gomma” di istituzioni, capaci perfino, non solo di non realizzare, bensì di attaccare in ogni modo e a qualsiasi livello, un pronunciamento della società intera, come quello che si è avuto cinque anni fa, con la straordinaria vittoria referendaria sull’acqua.

  • Perché la legge elettorale dovrebbe interessare ai movimenti

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    di Lorenzo Zamponi

    L’indipendenza e autonomia dei movimenti dai partiti e dalle istituzioni rappresentative è un punto politico costitutivo per molti, e il risultato di decenni di battaglie per il riconoscimento delle istanze sociali come direttamente titolari di politica. Il monopolio dei partiti sulla politica è finito da tempo, e la presenza di altri tipi di soggettività politica nella nostra società è un fatto di cui tutti devono tenere contro. L’autonomia del sociale, però, troppo spesso è stata confusa per autismo, portando i movimenti a non occuparsi in maniera regolare e autorevole del gioco della rappresentanza e delle sue regole. 

  • Quanto può valere un semplice “NO”

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    di Marco Schiaffino

    La vittoria del NO al referendum costituzionale porta tante buone notizie per il nostro paese.

  • Referendum Costituzionale: Voglio cambiare davvero, quindi VOTO NO

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    La riforma costituzionale voluta da Renzi è coerente con le politiche dei governi che l'hanno preceduto, da Prodi a Berlusconi, da Monti a Letta: mani libere all'arricchimento dei pochi a danno dei molti.

    Mentre da una parte si sono spalancate porte e finestre alla moltiplicazione senza limiti di prodotti finanziari, alle fusioni tra banche, alla “banca universale”, insomma a quella che Galbraith definì “l'economia della truffa”, il lavoro veniva svalutato e avvilito, producendo una drastica redistribuzione di ricchezza a favore dei ricchi e gettando le basi della crisi in cui siamo immersi dal 2007.

    Per continuare queste politiche occorre rimuovere ogni velleità di ribellione del popolo.
    Occorre centralizzare il potere politico, per togliere ogni prospettiva di successo a qualunque rivolta locale.
    Questo è l'obiettivo della “riforma” renziana: un ulteriore accentramento del potere politico, fino a rendere possibile il dominio assoluto di un capo, impresa che la Costituzione del 1948 rendeva impraticabile, e con l'attuale costituzione rimane impervia.

    Quello che occorre è una riforma costituzionale opposta a quella renziana. Per prima cosa eliminare il pareggio di bilancio incluso in Costituzione nel 2012, all'articolo 81. É un provvedimento che sancisce la sottomissione del popolo italiano al comando degli usurai internazionali. Bisogna invece ripubblicizzare tutto il sistema del credito, ristabilire il valore centrale e primario del lavoro, decentrare il potere, introdurre un'efficace tassazione delle transazioni finanziarie, costruire una reale democrazia partecipativa.
    Per fare ciò bisogna anche cambiare la Costituzione inserendovi il principio che i poteri legislativo ed esecutivo, a tutti i livelli, sono condivisi da istituzioni elettive e popolo, e quest'ultimo ha una serie di strumenti per esercitare le sue prerogative.

    Non vi sono altre strade per uscire da una crisi di civiltà che sta sgretolando la società e i costumi, prima ancora dell'economia.

    Serve innovazione, Renzi è il passato
    Per questo, io VOTO NO!

    Attac Italia

    Vai al sito del Comitato per il NO

  • RENZI E’ STATO SCONFITTO. ORA DOBBIAMO SCONFIGGERE IL LIBERISMO

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    di Marco Bersani

    Le prossime dimissioni di Renzi sono il primo importante risultato di un voto referendario che ha dimostrato come la società italiana abbia sviluppato al proprio interno profondi anticorpi di democrazia, in grado di intervenire di fronte ai tentativi di imporre una svolta autoritaria al Paese.

  • Sistema elettorale proporzionale, perché sì

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    Cartolina dei sostenitori del proporzionale, Svizzera 1918

    di Stefano Risso

    Dopo molti anni una parola è tornata agli onori della cronaca politica: proporzionale.

    Parlare di sistemi elettorali può apparire cosa lontanissima dagli attuali problemi e dalle odierne sofferenze della società, un autentico esercizio di quella politique politicienne (politica politicante non rende a sufficienza il disprezzo e il distacco espressi dal termine in francese) nei cui confronti è preferibile esercitare il distacco e la diffidenza. In realtà dietro i diversi sistemi elettorali si celano diverse concezioni della politica: tutt’altro che un problema “tecnico” astratto e neutro. L’argomento è tornato d’attualità quando la parola “proporzionale” ha smesso di essere un tabù per divenire una possibile alternativa al sistema elettorale attuale, apparentemente messo in crisi dall’apparire di un sistema politico-partitico tripolare. Oggi è diventato di moda interrogarsi sul rapporto tra sistemi elettorali maggioritari e sistema sostanzialmente bipartitico; ma si tratta di ragionamenti troppo astratti e che prescindono da un’autentica riflessione sul rapporto tra elezioni e democrazia. Si preferisce identificare arbitrariamente i due concetti per eludere una riflessione sulla Democrazia.

  • Torino, 14.1.15: conferenza ATTAC Italia, Centri Studi Sereno Regis, Pax Christi

    La crisi della democrazia è sotto gli occhi di tutti, eminenti studiosi non hanno esitato a definire le attuali istituzioni post-democratiche.Le nostre società stanno diventando sempre più diseguali. Occorre procedere alla nascita di nuovi movimenti sociali per il rilancio dell'ideale di una democrazia sociale e partecipativa.

     Mercoledì 14 gennaio 2014 ore 18.00

    presso il Centro Studi Sereno Regis, via Garibaldi n. 13 - Torino

    Mons. Mario Toso

    Segretario Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace già Rettore della Pontificia Università Salesiana, Vescovo di Bisarcio

    presenterà i libri:

    Riappropriarsi della Democrazia

    di Mario Toso

    La vita prima del debito: perche mai dovremmo pagare?

    A. V. a cura di Antonio De Lellis, prefazione di Mario Toso

    partecipano

    Antonio De Lellise Silvio Piccoli

  • Università di Attac Italia del 13-14 maggio a Milano

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    13- 14 maggio 2017
    c/o Circolo Arci Bellezza 
    via Bellezza 16/a
    MILANO

    Università popolare di Attac Italia

    Liberi ed uguali: 
    un mondo possibile?

    Programma

  • Università estiva 2014 - i video

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    Gli interventi dei relatori all'Università estiva di ATTAC 2014 a Cecina: 

    http://www.youtube.com/playlist?list=PLB3HfJ6Z45ESmIMe3HIM0PJpZ_isMypeW

  • Vademecum sul referendum costituzionale - PARTE 1

    di Nino Lisi

    ANALISI DELLE PRINCIPALI MODIFICHE COSTITUZIONALI PROPOSTE

    In questa nota provo a porre in evidenza in cosa consistono le modifiche principali che la legge di riforma propone di apportare alla Costituzione , quelle cioè che, modificando l’architettura istituzionale, costituiscono il cuore della riforma sulla quale ci dovremo pronunziare il 4 dicembre. 
    Raggruppatele per temi, presenterò i dati di fatto, nel modo più asettico possibile. Alcuni limitati chiarimenti li ho posti in corsivo e preceduti da un asterisco. 
    Successivamente, tra qualche giorno proverò a valutarne il senso e gli effetti. Nella valutazione non potranno non entrare in gioco le mie premesse di valore che espliciterò preventivamente.

  • Vademecum sul referendum costituzionale - PARTE 2

    di Nino Lisi

    LA RIFORMA COSTITUZIONALE. VALUTAZIONI
    1. L’ASSETTO ISTITUZIONALE

    PREMESSA. A differenza dei precedenti contributi del tutto asettici, questa illustrazione dell’architettura istituzionale contiene – e non potrebbe essere altrimenti – anche valutazioni di merito. Per questo motivo ritengo corretto esplicitare le  “premesse di valore” che, come in qualsiasi valutazione, sono chiamate in gioco nella mia. In tal modo chi legge può apprezzare se il suo punto di vista coincide con il mio o se ne differenzia e di quanto.
    Il punto di vista dal quale ho valutato quanto è emerso dai documenti precedenti è il seguente:

    La democrazia - “bene civile” prezioso – è in primo luogo rispetto dei diritti a partire da quelli dei soggetti più deboli e delle minoranze; è gestione dei conflitti senza violenza e senza sopraffazione; tende perciò a comporre punti di vista differenti e a conciliare interessi ancorché contrapposti; è valorizzazione delle differenze. Si basa sulla rappresentanza che non è una delega in bianco e che, specialmente in una società complessa, deve necessariamente essere supportata da forme di partecipazione diretta dei/delle cittadini/e. Si avvale di procedure e procedimenti adeguati. Le elezioni sono una di queste.

    Il testo che segue si riferisce alla Parte 1 (I Dati di fatto)

  • Vademecum sul referendum costituzionale - PARTE 3

    di Nino Lisi

    LA RIFORMA COSTITUZIONALE. VALUTAZIONI
    3. QUESTIONI DI METODO E LEGTTIMITA’

    Esaminati nelle mie precedenti note (a) il merito della riforma costituzionale sulla quale il corpo elettorale è chiamato a pronunciarsi, (b) l’obiettivo che si propone (assicurare la “governabilità), (c) il come intende raggiungerlo (a scapito della rappresentanza e consentendo a chi “vince” le elezioni di governare libero dalla necessità di confrontarsi con le opposizioni), (d) la questione che è in gioco (il modello di democrazia), è utile esaminare alcune questioni di metodo che pongono dubbi sulla stessa legittimità della proposta di riforma.

  • Venezuela e Ecuador, due esperienze sotto attacco

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    di Geraldina Colotti

    In Venezuela, in molti hanno recentemente diffuso questo brano tratto da La casa degli spiriti, di Isabel Allende. Un romanzo del 1982 in cui l'autrice cilena descrive gli effetti del sabotaggio messo in atto contro il governo di Salvador Allende, prima del colpo di stato dell'11 settembre 1973.

  • Voglio cambiare davvero, perciò voto NO!

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    Per scaricare il pdf, cliccare sull'immagine qui sopra

     

    Indice

    Editoriale: Voglio cambiare davvero, quindi voto NO!

     di Vittorio Lovera

    Per cambiare, il 4 dicembre io voto NO

     di Pino Cosentino

    4 Dicembre: la democrazia ostacolo alla finanza

     di Marco Bersani

    Perché votare NO al referendum Costituzionale?

     Intervista al giurista Gaetano Azzariti

    Si scrive no, si legge democrazia

     di Paolo Carsetti, Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua

    Il diritto all’acqua come paradigma della democrazia costituzionale

     di Alice Cauduro

    Perché è importante votare NO

     di Alfiero Grandi

    Le costituzioni dell’America Latina guardano avanti

     di Geraldina Colotti

    La “democrazia” in salsa renziana: l’esempio delle elezioni metropolitane

     di Alessandro Braga

    Le ragioni del NO

     di Duccio Facchini (Altreconomia)

    Il NO alla riforma costituzionale di Renzi passa per le città

     di Alessandro Torti (Decide la Città)

    Con la riforma del Titolo V via libera allo sfruttamento selvaggio dei territori

     Una lettura ecologista della riforma costituzionale di Marica Di Pierri - Associazione A Sud, Stefano Kenji Iannillo - Rete della Conoscenza (Articolo pubblicato su L'Huffington Post del 21 ottobre 2016).

    Il vero quesito: Approvate di spegnere la politica e non opporvi al potere?

     di Raniero La Valle

    NON SUI NOSTRI CORPI: 26 novembre tutte a Roma

     di Daniela Amato - Centro Donna L.I.S.A. Roma

    Appello per la manifestazione del 26 novembre a Roma: Ni una menos! Non una di meno

     Promotori: Rete IoDecido, D.i.Re – Donne in Rete Contro la violenza, UDI – Unione Donne in Italia

    Lo svuotamento delle democrazie

     di Michele Di Schiena

    Referendum Costituzionale: il VADEMECUM (PARTE 1 - I dati di fatto)

     di Nino Lisi

    Referendum Costituzionale: il VADEMECUM (PARTE 2 - Valutazioni)

     di Nino Lisi

    Referendum Costituzionale: il VADEMECUM (PARTE 3 - Questioni di metodo e legittimità)

     di Nino Lisi

    Rubriche:

    Il fatto del mese

    Il trionfo di Trump, il fallimento della globalizzazione

     di Marco Schiaffino

    Migranti

    Il secolo dei rifugiati ambientali?

     di Guido Viale

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