attac italia

  • Cambiare il cibo

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    di Antonio Lupo
    (Comitato Amigos Sem Terra Italia)

    Qualche anno fa i movimenti dell’America Latina, dicevano Salviamoci con il Pianeta. Era un’analisi precisa: il Pianeta si salverà in ogni caso, chi rischia fortemente di non farcela è l’umanità, che, per Leonardo Boff, è nel difficile passaggio “dal Tecnozoico all’Ecozoico”.

    A Parigi, al COP 21, i Governi concluderanno poco o niente, pur declamando lo slogan falso Salviamo il Pianeta. Sarà una ulteriore conferma della loro ipocrisia, che prima fa la guerra alla natura e poi, di fronte alla sua reazione, si propone di salvarla, definendo il clima “impazzito”.

    La nostra analisi deve essere chiara e di facile comprensione: ad esempio, sappiamo che non dobbiamo più dire “cambiamento climatico”, ma “sconvolgimento climatico da riscaldamento globale”, una definizione chiara dell’abisso che sta di fronte all’umanità . Il recentissimo diluvio nel deserto del Sahara, che ha colpito la perseguitata popolazione Saharawi, ce lo testimonia inequivocabilmente.

  • La COP21 fa acqua da tutte le parti

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    di Paolo Carsetti (Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua)

    Le politiche nazionali e internazionali dovrebbero garantire la disponibilità e l’accesso individuale e collettivo all’acqua potabile in quanto diritti inalienabili ed inviolabili della persona. Ciò a partire dalla consapevolezza che l’acqua è un bene finito, indispensabile all’esistenza di tutti gli esseri viventi, oltre ad essere una risorsa che va salvaguardata ed utilizzata secondo criteri di solidarietà. Qualsiasi uso delle acque deve essere effettuato salvaguardando le aspettative e i diritti delle generazioni future a fruire di un integro patrimonio ambientale. 

  • Un altro cibo è possibile

    Un altro cibo è possibile Diritti a Sud 580x387

    Fonte: SalentoKm0 - Diritti a Sud

    di Virginia Meo

    È venerdì pomeriggio e come ogni settimana lo spazio del centro culturale Manifatture Knos a Lecce inizia ad animarsi: è l’appuntamento del mercato contadino di OltreMercatoSalento, un esempio di piccola distribuzione organizzata in un ambiente urbano.

    Sui tavoli trovi i prodotti della terra, frutto di pratiche di agricoltura sostenibile: permacultura, orti sinergici, agricoltura biodinamica, rigenerativa, organica, naturale, persino biologica; dietro ai tavoli ci sono i sorrisi di giovani contadini, uomini e donne che hanno deciso di “tornare alla terra”, recuperando una biodiversità che era stata abbandonata o coltivando terreni abbandonati; un patto  e un sistema di garanzia partecipata suggella la collaborazione tra produttori e cittadini. Non è un mercato di solo scambio: negli anni intorno ad esso si è costruita una rete che è piccola comunità, in cui cittadini e  piccoli produttori e trasformatori locali possono confrontarsi, incontrarsi, scambiarsi saperi.

    Nel Salento non sono poche le esperienze di altre-economie che stanno cercando di decostruire un modello di sviluppo che vuole il Sud terra di conquista o parco giochi per turisti;  luogo di esportazione di merci e migrazione; centro di malaffare e di assistenzialismo. C’è una nuova generazione di giovani, che hanno studiato nelle città del Nord ma hanno scelto di tornare; e hanno saputo guardare al territorio dei loro genitori e dei loro nonni con sguardi nuovi, riconoscendo il valore di avere una paesaggio, fatto di uomini e donne, di biodiversità, di relazioni di prossimità, su cui voler costruire un futuro.

    Iniziando dalla terra.

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