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  • Da Modena e Bologna: Riprendiamoci i Comuni!

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    Da Modena e Bologna: Riprendiamoci i Comuni!

    Qui, dove le terre modenesi si legano ai territori bolognesi, tanto si sta facendo per riportare i Comuni nelle mani dei Cittadini.

    Riportiamo dapprima l'esperienza di Monica che racconta il suo primo anno e mezzo al governo del Comune di Vignola; a seguire, un volantino esplicativo della lista di cittadini “Civicamente Samoggia” che, dopo la fusione forzosa dei loro Comuni avvenuta più di un anno fa, si trovano a dover lottare duramente per recuperare la democrazia perduta.

  • Le ragioni del NO

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    di Duccio Facchini

    Ricordati che le costituzioni non si stracciano ad uno spirare del vento”, si era premurato di suggerire Pietro Ingrao all’elettore chiamato alle urne dell’ultimo referendum costituzionale, il 25 e 26 giugno di dieci anni fa. Erano i tempi della “riforma Berlusconi-Bossi”, respinta dalla maggioranza dei votanti. Nel 2016, come un incubo ricorrente, riemerge il desiderio “particolare” di piegare la Costituzione a propria immagine e somiglianza. La maggioranza pro-tempore pretende di specchiarcisi, ritrovando la sua personalissima “visione del futuro del Paese”. Ma Ingrao aveva messo in guardia: lo spirare del vento, ovvero i manifesti politici di (qualsiasi) Governo, non c’entra nulla con la Carta. Questa è nata per limitare il potere, non per diramarne le ricette. 

  • "LaboRiuso": Laboratorio cittadino partecipato sul riuso degli spazi dismessi a Saronno

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     fonte LaboRiuso Saronno (fb)

    di Elena Casalini (Attac Saronno)

    A Saronno (VA) vi sono moltissimi edifici dismessi, di cui ca. 430.000 mq. (15 aree definite ATU-Ambiti di trasformazione urbana) sono soggetti a progetti di complessa “riqualificazione” ovvero massiccia edificazione per avere "in cambio" delle parti adibite a verde e ai servizi. Altre aree hanno invece una destinazione ancora produttiva, ma sono vuote e non vi sono progetti di riutilizzo. Questo a fronte di una urbanizzazione record del territorio di ca. l’80% e di un altrettanto clamorosa densità abitativa di ca. 3.600 abitanti/kmq!

  • “Sauti Zetu” il silenzio cantato del campo profughi di Nakivale in Uganda

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    di Matteo Carbognani
    Ora non posso dirti tutta la verità. Avrei paura per il futuro dei miei nipoti. Qui non posso realmente essere chi sono perché ci sono dinamiche ben precise: c’è chi comanda e chi non può lamentarsi. Io sono un rifugiato. Facciamo che continuiamo a cantare, poi un giorno ti dirò quel che penso davvero” mi ha detto Dezaira alla fine di una sessione di registrazione, spiegandomi tutti i non-detti che rimanevano nell’aria.

  • (Ben)venuti! Indagine sul sistema di accoglienza dei richiedenti asilo a Milano e provincia

    Naga Milano e Provincia

    L’accoglienza dei richiedenti asilo in Italia è caratterizzata da sistemi ordinari ed emergenziali. Con la circolare dell’8 gennaio 2014 il Ministero dell’Interno, al fine di fronteggiare “l’afflusso di cittadini stranieri a seguito di ulteriori sbarchi sulle coste italiane” e considerata “l’avvenuta saturazione di tutti i centri governativi e di quelli garantiti da alcuni enti locali nell’ambito del sistema SPRAR”, incaricava tutte le Prefetture italiane di attivare Centri di Accoglienza Straordinari (CAS) per soddisfare la sovrabbondanza di richieste di accoglienza, coinvolgendo tutto il territorio nazionale e inaugurando una nuova stagione emergenziale.

    Il rapporto “(Ben)venuti! Indagine sul sistema di accoglienza dei richiedenti asilo a Milano e provincia” è il risultato di un’indagine svolta a partire dal 2015 sul sistema di accoglienza per richiedenti asilo gestito dalla Prefettura di Milano e che accoglieva, al momento della chiusura del report, circa 2000 persone.

  • 4 Dicembre: la democrazia ostacolo alla finanza

    di Marco Bersani

    Affrontare il tema del referendum costituzionale dal punto di vista tecnico-giuridico o dal punto di vista politicista delle alleanze trasversali che si prefigurano, rischia di non far cogliere la portata reale di una scadenza che è un punto di svolta nella società italiana.

    Siamo in un periodo - ormai lungo - di profonda trasformazione del modello capitalistico, che, nella sua fase della finanziarizzazione spinta, ha la necessità di rompere il “compromesso sociale” su cui è nata l'Europa, per mettere in campo una strategia di mercificazione dell'intera società, della vita delle persone e della natura.

  • A gonfie...Ve.La! Inchiesta sulla società più “glamour” di Venezia

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     di Eliana Caramelli (Cobas Comune Venezia)

    Una premessa importante
    Crisi di bilancio, sforamento del patto di stabilità, riduzione dei servizi ai cittadini, aumento delle tariffe, tagli agli stipendi dei dipendenti comunali. È accaduto anche a Venezia: città ricca, con i suoi 260.000 abitanti e 22 milioni di turisti all'anno; città a cui non sono mancati, in passato, ingenti finanziamenti pubblici con la Legge Speciale, drenati dal Mose, grande opera sommersa da scandali e tangenti; città dove l'arresto del Sindaco Orsoni, nel 2014, per finanziamento illecito al proprio partito (PD), ha portato ad un difficile anno di Commissariamento.

    Cosa stava succedendo? Se lo sono chiesti i lavoratori e le lavoratrici del Comune di Venezia, dal momento in cui si è cominciato a minacciare pesanti tagli al bilancio. Eppure, già nel 2012, alcuni di loro avevano proposto all'Amministrazione un percorso di spending review dal basso, costruita dai lavoratori, e una delibera di Consiglio per chiedere al Governo una modifica dei vincoli del Patto di stabilità, che già incombeva come una scure. Proposte inascoltate, mentre la scure dei tagli si è infine abbattuta, e i primi a pagare sono stati i cittadini, con i tagli nei servizi, e i lavoratori, ai quali sono state tolte prima varie indennità e poi il salario accessorio, ovvero ulteriori 200 €/mese a testa, su stipendi di €1.300 in media. La risposta alle proteste dei dipendenti, che hanno messo in atto anche l'occupazione del Municipio per 8 giorni nel febbraio del 2015, è stata sempre la stessa: “non ci sono i soldi”.

    Ed è proprio da qui che parte l'inchiesta dei COBAS, basata tutta su atti ufficiali e documenti pubblicati, dalla quale emergono in modo chiaro tutta l'ambiguità e l'inefficienza nelle modalità di gestione e di controllo delle società partecipate, ben 26 per il solo Comune di Venezia.

  • Annulliamo il debito illegittimo

    di Alex Zanotelli

    Gli esiti del Convegno internazionale “Dal G8 di Genova alla Laudato Sì: il Giubileo del Debito?” tenutosi a Genova il 19 Luglio u.s, mi hanno colmato il cuore di gioia.

    Reputo la stesura collettiva della “Carta di Genova verso l’annullamento del debito illegittimo”, avvenuta nel corso della giornata di confronto, un atto fondamentale per attivare in Italia un percorso di reale cambiamento nella direzione della giustizia sociale e della riconversione ecologica della società.

  • Appello - Fermare il decreto Madia!

    Campagna STOP-MADIA sul sito www.acquabenecomune.org

    Difendere i beni comuni e i servizi pubblici locali!

    L’Italia non si vende

    E' stato approvato, in via preliminare, dal Consiglio dei Ministri il Testo unico sui servizi pubblici locali di interesse economico generale, decreto legislativo attuativo dell'art. 19 della L. 124/2015 (Legge Madia). Il decreto, ora all'esame del Consiglio di Stato e della Conferenza Unificata, verrà approvato in via definitiva entro la fine del mese di giugno.

    Il Testo unico è un vero e proprio manifesto liberista, la cui finalità è quella di promuovere “la concorrenza, la libertà di stabilimento e la libertà di prestazione di servizi di tutti gli operatori economici interessati alla gestione dei servizi pubblici locali di interesse economico generale”.

  • Appello per la manifestazione del 26 novembre a Roma: Ni una menos! Non una di meno!

    Ni una menos! Non una di meno!
    Tutte insieme contro la violenza maschile sulle donne
    Verso una grande manifestazione: il 26 Nov tutte a Roma!

    Il 25 novembre è la giornata internazionale per l’eliminazione della violenza sulle donne. Vogliamo che sabato 26 novembre Roma sia attraversata da un corteo che porti tutte noi a gridare la nostra rabbia e rivendicare la nostra voglia di autodeterminazione.

  • Authority: chi controlla i controllori?

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    di Stefano Risso

    Questa domanda, tutt’altro che retorica, è di grande importanza per affrontare una questione, relativamente recente, comune a tutti i paesi di quello che un tempo era definito il “primo mondo”: quella della natura e funzionamento delle Autorità Amministrative Indipendenti, comunemente conosciute come Authority

    Ci siamo ormai talmente abituati a considerarle come parte del panorama amministrativo e di governo, dunque politico, che raramente ci si sofferma ad analizzarle.

  • BARCELONA EN COMÚ. La rivoluzione nel pensare ed agire la politica

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     di Flavia Ruggieri (www.indipendenti.ue)

    Il 24 maggio del 2015 sarà ricordato come un giorno memorabile per la politica catalana (e per quella dello stato spagnolo): per la prima volta il movimento sociale che nelle sue varie forme e declinazioni ha occupato piazze, strade ed ogni piccolo rincón del país, ha fatto irruzione nel potere economico-finanziario e politico di Barcellona. Per la prima volta, il bipartitismo Partido Popular (PP) - Partido Socialista Obrero Español (PSOE) che ha caratterizzato la fase democratica della Spagna dagli anni successivi al franchismo fino ai giorni nostri, è stato compromesso. Un fatto significativo, epocale, storico, peraltro accaduto a cinque mesi dalle elezioni generali che hanno avuto il compito di decidere quale partito avrebbe governato il paese nei prossimi anni, governo ancora oggi non costituito per mancanza di una coalizione di maggioranza.

  • Basta Dire, occorre Fare: il Laboratorio di Nuova Economia del III Municipio di Roma

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     di Vittorio Lovera

     Il Granello di Sabbia ha già dato spazio in altri numeri alla narrazione dei lavori del Laboratorio di Nuova Economia del III Municipio di Roma: un Municipio con oltre 250.000 abitanti, attraversato dal Tevere e dall’Aniene, che confina con i Parioli e giunge alle porte di Monterotondo, che assembla rioni “borghesi” come Montesacro, Città Giardino, Conca d’Oro, Talenti con zone più “popolari” come Tufello e Valmelaina, Serpentara, Fidene, Bufalotta e Porta di Roma, Casal Boccone e Settebagni e incide su una delle più belle aree agricole romane, la Riserva Naturale della Marcigliana e il Parco di Aguzzano.

    Quella del Laboratorio di Nuova Economia è un’esperienza nella quale Attac Italia si sta spendendo decisa, fornendo il suo fattivo contributo e il suo costante appoggio divulgativo.
    Infatti in questo Laboratorio riconosciamo l’autoformazione per i cittadini orientata all’azione, ove l’azione è quella di dare le gambe alla creazione di nuova occupazione auto-sostenibile legata al recupero e riuso ambientale, al rilancio, in co-working, di tradizionali attività artigianali in via di estinzione, alla diffusione di una filiera territoriale agro-alimentare.
    Riviviamo brevemente le fasi di gestazione.

  • Benvenuti nell’era della post verità

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    di Marco Schiaffino

    L’uscita del garante della concorrenza Giovanni Pitruzzella sulla cosiddetta “post verità” è qualcosa di più di un litigio da pollaio. O meglio, lo è, ma come tutte le polemiche sterili, offre lo spunto per fare qualche passo in più. Riassumendo per i più distratti, il 30 dicembre Pitruzzella è saltato fuori con una proposta “shock” che riempie le pagine dei quotidiani: istituire un sistema di controllo (censura) del Web per evitare la diffusione di notizie false (bufale o, nella sua accezione, “post verità”) che potrebbero portare a distorsioni nell’opinione pubblica.

  • CADTM (Comitato per l'annullamento del debito illegittimo)

    intervista di Milena Rampoldi a Jérôme Duval

    Jérôme Duval è un militante del CADTM, il Comitato per l’Annullamento del Debito del Terzo Mondo, fondato nel 1990 a Liegi in Belgio e divenuto oggi una rete internazionale. Il CADTM ha partecipato in particolare all’audit del debito pubblico in Ecuador e alla Commissione parlamentare per la verità sul debito pubblico in Grecia e partecipa ai movimenti contro i debiti odiosi in numerosi paesi. Questa intervista è stata realizzata nell'aprile 2016.

  • Cambiare il cibo

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    di Antonio Lupo
    (Comitato Amigos Sem Terra Italia)

    Qualche anno fa i movimenti dell’America Latina, dicevano Salviamoci con il Pianeta. Era un’analisi precisa: il Pianeta si salverà in ogni caso, chi rischia fortemente di non farcela è l’umanità, che, per Leonardo Boff, è nel difficile passaggio “dal Tecnozoico all’Ecozoico”.

    A Parigi, al COP 21, i Governi concluderanno poco o niente, pur declamando lo slogan falso Salviamo il Pianeta. Sarà una ulteriore conferma della loro ipocrisia, che prima fa la guerra alla natura e poi, di fronte alla sua reazione, si propone di salvarla, definendo il clima “impazzito”.

    La nostra analisi deve essere chiara e di facile comprensione: ad esempio, sappiamo che non dobbiamo più dire “cambiamento climatico”, ma “sconvolgimento climatico da riscaldamento globale”, una definizione chiara dell’abisso che sta di fronte all’umanità . Il recentissimo diluvio nel deserto del Sahara, che ha colpito la perseguitata popolazione Saharawi, ce lo testimonia inequivocabilmente.

  • Catania in bancarotta

    di Matteo Iannitti (Catania Bene Comune)

    Tra crisi sociale e privatizzazione dell'amministrazione comunale.

    Sull'orlo della bancarotta. Catania è la decima città d'Italia per numero di abitanti e il suo debito pubblico è di 1miliardo, 232milioni, 310mila euro. Nel 2012 è stato sancito lo stato di pre-dissesto finanziario e nel febbraio 2013 è stato approvato un piano di riequilibrio, oggi in vigore, che prevede tagli alla spesa per 527milioni di euro, da distribuire fino al 2023, oltre al rispetto degli obblighi gestionali che vincolano i comuni in pre-dissesto: tasse ai massimali, rincaro delle tariffe per i servizi a domanda individuale, privatizzazioni, esternalizzazioni, blocco delle assunzioni.
    Un disastro sociale per un Comune che ha già il primato nazionale per “criminalità minorile”, per numero di processi per mafia rispetto al numero di abitanti, per tasso di analfabetismo e che è in fondo alle classifiche per qualità della vita.

  • Centri di emergenza e centri straordinari: piccola genealogia dell’accoglienza dei richiedenti asilo al tempo della crisi permanente.

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    di Tommaso Sbriccoli (Associazione Verso – Laboratorio Interculturale)


    Nel settembre del 2008, a seguito dell’«eccezionale afflusso di cittadini stranieri extracomunitari giunti irregolarmente in Italia», l’allora Presidente del Consiglio dei Ministri Silvio Berlusconi firmò un’ordinanza (numero 220) che istituiva di fatto la possibilità di ospitare i richiedenti asilo in strutture private usualmente adibite ad altri utilizzi (ad esempio alberghi, cascine e campeggi). Il Governo poteva quindi, tramite le prefetture e scavalcando il sistema di gare pubbliche, selezionare direttamente soggetti terzi presenti sul territorio, spesso privi di ogni esperienza nel campo, per organizzare l’accoglienza di quegli stranieri che, arrivati in Italia dalla Libia, avessero deciso di richiedere la protezione internazionale. Tale sistema ha prodotto in poco tempo la nascita di 42 centri governativi, secondo la stima di Ludovica Jona in un suo articolo sull’Unità intitolato “Business Emergenza” e pubblicato il 29 gennaio 2009.

    È in questo sistema, nato dall’emergenza e dall’improvvisazione, che si può rintracciare l’origine dell’attuale sistema dei CAS (Centri di Accoglienza Straordinaria), che dell’emergenza e dell’improvvisazione continua a mostrare i caratteri.

  • Che ne è delle frontiere in Europa?

    di Giuseppe Campesi, Università degli Studi di Bari

    Gli ultimi dodici mesi ci hanno posto di fronte ad una profonda crisi delle politiche migratorie europee. La quale, si è detto, è il riflesso della crisi dell’Unione, del progressivo indebolimento del progetto politico di una Europa federale, naufragato in una lunga e persistente crisi economica da cui gli egoismi nazionali hanno tratto alimento. Questa crisi può essere guardata anche dal punto di osservazione privilegiato rappresentato dalle frontiere perché è proprio lungo le molteplici frontiere d’Europa che essa si è dispiegata, con il suo carico di violenza poliziesca e filo spinato. La frontiera è, però, anche un punto di osservazione privilegiato per comprendere la crisi dell’Unione europea (UE) perché è proprio rivoluzionando la sua geopolitica tradizionale che il progetto politico europeo procedeva, se pure a fatica, verso quello che appariva un inevitabile destino federale.

  • Chi è in debito con chi?

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    Per scaricare il pdf, cliccare sull'immagine qui sopra

     

    In questo numero

     di Vittorio Lovera

    Questo numero del Granello di Sabbia sarà interamente dedicato al tema dell'Annullamento del Debito Illegittimo, a cui Attac Italia sta lavorando intensamente da almeno tre anni.
    Sono ora maturi i tempi dell'azione, dopo quello indispensabile dedicato all'autoformazione, e con Settembre la questione dell'annullamento del debito diverrà a pieno titolo uno dei nostri mantra.
    Molte delle vertenze di movimento stanno convergendo sull'affrontare il tema del debito secondo la loro specificità: una convergenza che potrebbe far ripartire un movimento italiano ultimamente sfilacciato e abulico, salvo le esperienze No Triv e la Campagna Stop TTIP.

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    Indice

    Editoriale: “C’è futuro solo fuori dal debito”

     di Vittorio Lovera

    Debito: Vogliamo parlarne?

     di Marco Bersani |  Invito all'università estiva di Attac Italia, Roma, 16-18 settembre 2016

    CADTM (Comitato per l'annullamento del debito illegittimo)

     intervista di Milena Rampoldi a Jérôme Duval

    L'audit civico del debito: come e perchè?

     di Damien Millet e Eric Toussaint

    Genova 19 Luglio 2016: Convegno Internazionale verso L'Annullamento del Debito Illegittimo “Dal G8 di Genova alla Laudato sì. Il Giubileo del Debito”

     di Antonio De Lellis (Attac Italia, Pax Christi)

    La Carta di Genova, verso l'annullamento del Debito Illegittimo, e l' appello per aderire al Comitato Italiano per l'annullamento del debito illegittimo - CADTM Italia

     di Vittorio Lovera

    Annulliamo il debito illegittimo

     di Alex Zanotelli

    Economia a debito e l'insostenibilità dei debiti sovrani

     di Guido Viale

    Il debito come paradigma dell'economia

     di Marco Bertorello

    Dal debito del Sud al debito sovrano

     di Matteo Bortolon

    Finanza pubblica e derivati

     di Andrea Baranes

    La propaganda sul debito

     di Giulio Marcon

    Il Giubileo del debito

     di Francesca Delfino (Pax Christi)

    Presentazione al libro: “L’ Alternativa all'Europa del Debito”

     di Vittorio Lovera

    Roma: Lettera aperta a Virginia Raggi

     DecideRoma – Decide la città

    Il debito come priorità dell'agenda politica

     di Vincenzo Benessere (Massacritica Napoli)

    Catania in bancarotta

     di Matteo Iannitti (Catania Bene Comune)

    Rubriche:

    Il fatto del mese

    Continuiamo a contrastare il “Trattato Nosferatu”

     di Marco Schiaffino

    Democrazia Partecipativa

    Il nuovo Statuto di Vignola: un inno alla democrazia

     di Pino Cosentino

    Elogio dell’antipolitica

     di Pino Cosentino

    Migranti

    Che ne è delle frontiere in Europa

     di Giuseppe Campesi, Università di Bari

    Convegno internazionale: il secolo dei rifugiati ambientali?

     di Guido Viale