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  • La storia di Rojava, società utopica curda al confine dei territori dell’ISIS

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    Combattenti della forza armata Ypj, conosciuta anche come Unità di protezione delle Donne. Credit: Rodi Said

    La storia di Rojava, società utopica curda al confine dei territori dell’ISIS*
    Come una regione autonoma curda nel nord della Siria è riuscita a ottenere democrazia, parità di genere e laicità nel bel mezzo dell'estremismo religioso dell'Isis
    di Antonella Gugliersi

    * fonte: http://www.tpi.it/mondo/siria/rojava-societa-curdi-parita-genere

    In Siria esiste una società autonoma non riconosciuta ufficialmente né dal regime di Bashar al-Assad, né dalle Nazioni Unite e nemmeno dalla Nato: Rojava è uno stato di fatto, situato su una striscia di terra nel nord della Siria grande quanto lo stato americano del Connecticut e abitato da 4,6 milioni di curdi. La regione produce 15mila barili di petrolio al giorno, che viene venduto alla gente locale e all’amministrazione di Assad per finanziare parte della guerra contro l’Isis.

  • “Dacci oggi il nostro debito quotidiano”, un libro di Marco Bersani

    copertina

    A MAGGIO IN LIBRERIA

    DACCI OGGI IL NOSTRO DEBITO QUOTIDIANO
    Strategie per l'impoverimento di massa

    un libro di Marco Bersani

    dall'introduzione

    Una montagna alta 44 mila miliardi di dollari. A tanto ammonta il debito pubblico mondiale nel 2017. (..) Le cifre sopra riportate riguardano il debito pubblico, ovvero quello contratto dagli Stati. 
    Se a questo aggiungiamo il debito privato dei cittadini, delle famiglie e delle imprese -pari a 152 mila miliardi di dollari- si raggiunge la cifra di quasi 200 mila miliardi di dollari, ovvero almeno tre volte il valore del Pil globale. 

    Tecnicamente, il pianeta Terra può essere dichiarato in bancarotta.

  • #IoDiserto: nasce la Rete degli operatori e operatrici sociali contro i decreti Minniti-Orlando

    Sabato 8 aprile a Roma più di 200 persone hanno partecipato alla prima assemblea autoconvocata degli operatori sociali contro i decreti legge Minniti-Orlando, provenienti da sedici diverse regioni italiane, a testimonianza della necessità di confrontarsi e ragionare insieme.

  • ACQUA SOTTO ATTACCO: FERMARE RENZI E MADIA!

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    di Marco Bersani

    Cinque anni dopo la straordinaria vittoria referendaria del movimento per l’acqua, Partito Democratico, governo Renzi e ministro Madia tentano un doppio affondo per chiudere definitivamente l’anomalia di un pronunciamento democratico dell’intero paese, frutto di un’esperienza di partecipazione dal basso senza precedenti e di un’alfabetizzazione sociale che ha imposto il paradigma dei beni comuni contro il pensiero unico del mercato.

  • Assemblea nazionale Attac Italia: una ricca e densa assemblea

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    L’assemblea nazionale di Attac Italia, che si è svolta il 21-22 giugno a Bologna, è stato un importante appuntamento per l’associazione.

  • Con la riforma del Titolo V via libera allo sfruttamento selvaggio dei territori

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    di: Marica Di Pierri - Associazione A Sud,Stefano Kenji Iannillo - Rete della Conoscenza

    Partiamo da un presupposto: il consolidamento della post-democrazia di cui parlava Crouch ha bisogno di riforme costituzionali come quella che saremo chiamati a votare (o meglio a sventare) il 4 dicembre. Il disegno sotteso alla riforma - propagandata come al di sopra del bene e del male, buona di per sé, come se dopo anni di tentativi andati a vuoto il solo concetto fosse salvifico e non ne importasse il carattere migliorativo o peggiorativo - mira alla consacrazione di un sistema politico in cui, invece che restituire sovranità al popolo cui apparterrebbe, si fa il possibile per concentrarla sempre più verso l'alto. Vale la pena ricordare che il colosso finanziario JP Morgan affermava nel 2013 che le costituzioni antifasciste - ispirate ai diritti e all'allargamento della base democratica - sono una zavorra per la crescita e vanno profondamente modificate.

  • Contributo di Paolo Cacciari all'Università estiva di Attac 2014

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    Movimenti, conflitti, democrazia, rappresentanza

    La partecipazione oltre le organizzazioni novecentesche

    Una traccia per facilitare la conversazione

  • Democrazia Made in USA

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    di Marina Catucci

    Donald Trump è il nuovo presidente degli Stati Uniti, è stato eletto battendo la rivale democratica Hillary Clinton, che è stata sconfitta prendendo 3 milioni di voti più di lui. Qualcosa di simile era accaduto nel 2000 ad Al Gore, sconfitto con mezzo milione di preferenze in più di George W. Bush, ma quelle elezioni avevano subito un broglio e non contano. L’esempio macroscopico delle contraddizioni del sistema americano è proprio quella di novembre 2016.

    In America, per essere eletto presidente, contano gli Stati ed i delegati. I presidenti americani non vengono direttamente eletti dai singoli cittadini, ma da 538 grandi elettori, che si riuniscono a Washington il giorno delle elezioni nel Collegio Elettorale degli Stati Uniti per esprimere il loro voto rispetto allo Stato che rappresentano. È come se il voto fosse diviso in due fasi e può essere considerato un misto tra l’elezione del presidente del consiglio e quella del presidente della repubblica in Italia: il primo è infatti eletto direttamente dal popolo, mentre il secondo è eletto dalle Camere, quindi dai rappresentati del popolo, al Parlamento e al Senato. Se suona complicato, è perché lo è.

  • Disarmare i mercati

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    di Antonio De Lellis

    Nell'ambito della Biennale della Democrazia in corso a Torino si è svolto, venerdì 31 marzo, l'incontro atteso, di cui avevamo dato cenno con un articolo su Il Sole 24 Ore, dal titolo "Disarmare i mercati".

  • Disuguaglianze e democrazia. Il suffragio universale non basta

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    di Pino Cosentino

    Il termine “democrazia” include una tensione tra il sistema politico realmente esistente e un modello ideale di esercizio della sovranità popolare, ma dato che il mondo dei concetti è molto più elastico e mobile di quello reale, la definizione di democrazia può coincidere in tutto o in parte con il primo, o anche allontanarsene parecchio.

    Sul piano della realtà storica “democrazia” è il sistema politico nato faticosamente dalle rivoluzioni inglesi del XVII secolo, dalla Rivoluzione francese e dalla Rivoluzione delle colonie inglesi del Nord America nel XVIII secolo, poi imposto in tutto il mondo come standard dall'Occidente a guida USA. Per democrazia si intende quindi un sistema politico collegato a un determinato sistema economico e a un ordine mondiale a guida USA, nonché a un sistema di concetti e valori che l'Occidente anglo-franco-americano ha utilizzato per affermare la propria egemonia culturale sul resto del mondo.

  • Dov'è finita la democrazia?

    il granello di sabbia marzo aprile 2017 

    Per scaricare il pdf, cliccare sull'immagine qui sopra

    Indice:

    Editoriale: Dov'è finita la democrazia?

     di Vittorio Lovera

    Sistema elettorale proporzionale, perché sì

     di Stefano Risso

    I tre cardini del rinnovamento costituzionale

     di Gaetano Azzariti

    Democrazia Made in USA

     di Marina Catucci

    La democrazia diretta e partecipativa oggi in Italia

     di Federico Bonollo (Comitato Più Democrazia Venezia)

    Il liberismo non ha più bisogno della democrazia

     di Marco Bersani

    Perché la legge elettorale dovrebbe interessare ai movimenti

     di Lorenzo Zamponi

    Democrazia partecipativa e dal basso

    Movimenti, democrazia, conflitto, rappresentanza

     di Marco Bersani

    La partecipazione impossibile nei grandi Comuni

     di Pino Cosentino

    Venezuela e Ecuador, due esperienze sotto attacco

     di Geraldina Colotti

    La storia di Rojava, società utopica curda al confine dei territori dell’ISIS

     di Antonella Gugliersi

    “Dacci oggi il nostro debito quotidiano”

     un libro di Marco Bersani Ed. DeriveApprodi

    Rubriche

    Il fatto del mese

    Flat tax: rubare ai poveri per dare ai ricchi

     di Marco Schiaffino

    Migranti

    Profughi siriani in Kurdstan Turco: le retrovie dell’accordo UE-Turchia da Gaziantep (Kurdistan turco)

     di Roberto Guaglianone

    Auditoria del debito

    Cadtm Italia, buona la prima!

     di Antonio De Lellis

     

    “Liberi e uguali, un mondo possibile", Università popolare di Attac Italia, Milano 13-14 maggio

    Università di Attac Italia 2017 - Programma

  • Editoriale - La Politica “scopre” le Diseguaglianze e risponde con gli sgomberi. Riprendiamoci il futuro, aboliamo il debito illegittimo

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    di Vittorio Lovera

    Mi vorrete scusare se per una volta scriverò più ascoltando la pancia che la testa. Ma l’indignazione sta in me tracimando, dopo gli ennesimi esempi di schizofrenia politica.
    Se da un lato i politicanti scoprono che esistono le diseguaglianze (sono trent’anni che affermiamo che le loro politiche economiche bipartisan non possono che creare ed acuire abnormi diseguaglianze), dall’altro proseguono, pentastellati romani in primis, con politiche repressive, sgomberando in nome della Dea Legalità spazi sociali e culturali, unici argini sociali alle derive populiste. 
    Lo sgombero del Rialto a Roma, sede di Attac Italia, del Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua Pubblica e di decina di altre associazioni sociali e culturali, ne è l’ennesima dimostrazione.

  • Editoriale: Dov’è finita la democrazia?

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    di Vittorio Lovera

    Ottima e, al contempo, tristissima domanda.
    Ce la poniamo in un momento in cui incombe su tutto il globo il rischio di una nuova guerra nucleare globale.
    Si può ancora parlare di democrazia quando 3 uomini, Trump, Putin e tal Kim Jong-un, possono attivare un disastro nucleare generalizzato? 
    Di che democrazia parliamo se le decisioni di tre soli uomini possono delineare scenari apocalittici per il pianeta Terra?
    E’ proprio vero, come affermava Montesquieu, che uno dei maggiori problemi dell’uomo è che non ha mai saputo trovare modo per non essere governato dai più indegni. 
    Che fine ha fatto la democrazia?

  • Flat tax: rubare ai poveri per dare ai ricchi

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    di Marco Schiaffino

    L’ultima trovata del governo italiano si chiama flat tax, un provvedimento allucinante che punta a “convincere” i ricconi stranieri a spostare la loro residenza in Italia. In cambio, il nostro paese gli garantisce la possibilità di eludere le tasse attraverso un prelievo fisso di 100.000 euro sui redditi prodotti all’estero. Per capirci, questo significa che una persona con un reddito di 10 milioni di euro (esistono) pagherebbe l’1% di imposte. Insomma: il governo italiano candida il nostro paese come paradiso fiscale per ricchi stranieri.

  • Game Over

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    di Vittorio Lovera

    Giornata meravigliosa per l’Italia e per l’Europa. Torna a splendere il Sole.

    La settimana scorsa la riuscitissima manifestazione di donne “Non una di meno” e la successiva intensissima giornata di tavoli seminariali, aveva fornito tutti gli elementi, a chi è fornito di “antenne”, di come la voglia di partecipazione e di protagonismo sociale si stesse riattivando quale vero e proprio tsunami.

  • Geopolitica della partecipazione

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    di Pino Cosentino

    La forte manifestazione del popolo della Val di Susa a Torino il 21 febbraio scorso, con migliaia di partecipanti e 21 sindaci, offre l'occasione di riesaminare il principio dell'autodeterminazione dei popoli, che è l'ovvio presupposto della democrazia partecipativa.

    La Val di Susa si può ritenere un esempio, riuscito e realizzato, di democrazia partecipativa. Forse l'unico in Italia. Un popolo attivo, consapevole, in grado di usare le istituzioni elettive, invece di esserne usato.

  • I tre cardini del rinnovamento costituzionale

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    di Gaetano Azzariti

    Riforme. Proporzionale, parlamento e governo, la triplice sfida aperta il 4 dicembre. Le sorti della democrazia partecipativa sono legate a quelle della democrazia rappresentativa. Per accorciare le distanze tra politica e cittadini non basta la legge elettorale.
    È tempo di ripensare le forme reali della democrazia costituzionale. C’è bisogno di ritrovare il fondamento pluralista e conflittuale che la qualifica. È necessario guardare alla realtà divisa, alle lacerazioni che colpiscono i corpi delle persone concrete.
    Dobbiamo abbandonare i falsi miti per costruire il futuro. Abbiamo bisogno di quel che Stefano Rodotà ha definito un «costituzionalismo dei bisogni».

  • Il liberismo non ha più bisogno della democrazia

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    di Marco Bersani

    Sino a prima dell'avvento del modello neoliberale, in parte come frutto del confronto da “Guerra Fredda” fra Occidente e “blocco sovietico” che ha attraversato tutto il dopoguerra del secolo scorso, il modello capitalistico poteva vantare la democrazia, per quanto rappresentativa e formale, come propria caratteristica intrinseca.

    Di fronte al fortissimo richiamo ai valori di uguaglianza che proveniva dai sistemi del cosiddetto “socialismo reale”, l'Occidente, sottolineando l'illiberalità di quei regimi, decantava la democrazia, che, pur non garantendo molti atri diritti, tutelava la libertà di decidere i propri rappresentanti. 
    Con la rovinosa caduta del Muro di Berlino e l'affermarsi della dottrina liberista, il binomio capitalismo-democrazia si è progressivamente scomposto e la democrazia, anche quella rappresentativa e formale, è divenuta un ostacolo da erodere.

    In realtà, se si osserva attentamene la storia, si scoprirà come l'atto di nascita del modello neoliberale sia stato accompagnato non dalla democrazia, ma dal suo contrario.

  • Il Rapporto Ombra 2014 sulla situazione delle donne in Italia

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    di Debora Angeli - COSPE

    Il Rapporto è stato presentato il 24 ottobre scorso presso la Casa Internazionale della Donna a Roma.

  • Intervento di Marco Bersani all'università estiva di Attac 2014

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    MOVIMENTI, DEMOCRAZIA, CONFLITTO, RAPPRESENTANZA

    Alcune riflessioni per capire come agire

    Per affrontare il tema della relazione fra i movimenti e la democrazia e fra il conflitto e la rappresentanza, occorre uscire dall’astrattezza e porsi una domanda concreta: come coniugare le istanze di trasformazione sociale portate avanti dai movimenti in questi anni con lo stato attuale della democrazia?

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