attac italia

  • 15 anni dopo Genova, il mondo che non volevamo

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    di Caterina Amicucci

    Ogni 20 luglio non posso fare a meno di tornare a quei giorni del 2001. Oggi però c’è qualcosa di diverso e di definitivo in questo anniversario, la consapevolezza che il mondo è un luogo peggiore, più barbaro, vuoto, ostile e violento di 15 anni fa.

  • 20 marzo. Video della manifestazione

     

     

  • 26 Novembre - In piazza per l'acqua, i beni comuni e la democrazia

    Per il rispetto dell'esito referendario, per un'uscita alternativa dalla crisi

    Roma, ore 14.00 - Piazza della Repubblica

  • Acqua Pubblica - Buon compleanno referendum!

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    di: Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua

    5 anni fa abbiamo vinto contro le privatizzazioni di Ronchi, oggi fermiamo il decreto Madia!

    In questi giorni il referendum sull'acqua bene comune e per la difesa dei servizi pubblici compie 5 anni. Sono stati anni vissuti pericolosamente. Anni in cui l'esito referendario è stato ripetutamente messo sotto attacco dai Governi succedutisi alla guida del Paese. Solo la persisente mobilitazione del movimento per l'acqua ha finora evitato che venisse completamente stravolto.

  • Appello alla mobilitazione contro il vertice di Riva del Garda

    di Tavolo Trentino per un'Europa Sociale

     

  • BASTA AUSTERITA’! BASTA PRIVATIZZAZIONI! ACQUA, TERRA, BENI COMUNI, DIRITTI SOCIALI E DEMOCRAZIA IN ITALIA E IN EUROPA

    Appello per la costruzione di una manifestazione nazionale il 17 maggio

    Una nuova stagione di privatizzazione dei beni comuni, di attacco ai diritti sociali e alla democrazia è alle porte.

    Se la straordinaria vittoria referendaria del 2011 ha dimostrato la fine del consenso all’ideologia del “privato è bello”, e se la miriade di conflittualità aperte sulla difesa dei beni comuni e la difesa dei territori suggeriscono la possibilità e l’urgenza di un altro modello sociale, la crisi, costruita attorno alla trappola del debito pubblico, ha riproposto con forza e ferocia l’ideologia del “privato è obbligatorio e ineluttabile”.

    L’obiettivo è chiaro: consentire all’enorme massa di denaro accumulata sui mercati finanziari di potersi impossessare della ricchezza sociale del Paese, imponendo un modello produttivo contaminante, mercificando i beni comuni e alienando i diritti di tutti.

    Le conseguenze sono altrettanto chiare: un drammatico impoverimento di ampie fasce della popolazione, sottoposte a perdita del lavoro, del reddito, della possibilità di accesso ai servizi, ai danni ambientali e ai conseguenti impatti sulla salute, con preoccupanti segnali di diffusione di disperazione individuale e sociale.

    Il Governo Renzi, sostenuto dall’imponente grancassa dei mass-media e in piena continuità con gli esecutivi precedenti, sta accelerando l’approfondimento delle politiche liberiste, rendendo irreversibile, attraverso il decreto Poletti e il Job Act, la precarietà del lavoro e della vita delle persone; continuando a comprimere gli spazi democratici delle comunità costrette a subire gli effetti delle devastazioni ambientali, delle grandi opere, dei grandi eventi e delle speculazione finanziaria e immobiliare; mettendo a rischio, attraverso i tagli alla spesa, il diritto alla salute, alla scuola e all’università, e la conservazione della natura e delle risorse.

    Dentro questo disegno, viene messa in discussione la stessa democrazia, con una nuova spinta neoautoritaria che toglie rappresentatività alle istituzioni legislative (in particolare la nuova legge elettorale “Italicum”) ed aumenta i poteri del Governo e del Presidente del Consiglio, e con l’attacco alla funzione pubblica e sociale degli enti locali.

    Tutto ciò in piena sudditanza con i vincoli dell’elite politico-finanziarie che governano l’Unione Europea e che, le politiche di austerità, i vincoli monetaristi imposti dalla BCE, il patto di stabilità, il fiscal compact e l’imminente trattato di libero scambio USA-UE (TTIP), cercano di imporre la fine di qualsivoglia stato sociale e la piena mercificazione dei beni comuni.

    A tutto questo è giunto il momento di dire basta.

    In questi anni, dentro le conflittualità aperte in questo paese, sono maturate esperienze di lotta molteplici e variegate ma tutte accomunate da un comune sentire: non vi sarà alcuna uscita dalla crisi che non passi attraverso una mobilitazione sociale diffusa per la riappropriazione sociale dei beni comuni, della gestione dei territori, della ricchezza sociale prodotta, di una nuova democrazia partecipativa.

    Sono esperienze che, mentre producono importantissime resistenze sui temi dell’acqua, dei beni comuni e della difesa del territorio, dell’autodeterminazione alimentare, del diritto all’istruzione, alla salute e all’abitare, del contrasto alla precarietà della vita e alla mercificazione della società, prefigurano la possibilità di una radicale inversione di rotta e la costruzione di un altro modello sociale e di democrazia.

    Vogliamo fermare la nuova stagione di privatizzazioni, precarietà e devastazione ambientale.

    Vogliamo costruire assieme un nuovo futuro.

    Vogliamo collegarci alle diffuse mobilitazioni europee, per affermare la difesa dei beni comuni nella dimensione continentale, a partire dal semestre italiano di presidenza italiana del Consiglio dell’Unione Europea.

    Vogliamo costruire un appuntamento collettivo che nasca in ogni territorio dentro momenti di confronto e iniziative reticolari, che, a partire da oggi, mettano in campo reti e associazioni, comitati, movimenti e organizzazioni sociali per arrivare tutte e tutti assieme ad una grande manifestazione nazionale a Roma per sabato 17 Maggio, con partenza da Piazza della Repubblica alle ore 14.00.

    Stop privatizzazioni - Stop precarietà - Stop devastazione ambientale

    Per la riappropriazione sociale dell’acqua, dei beni comuni, del territorio

    Per la difesa e l’estensione dei servizi pubblici e dei diritti sociali

    Stop fiscal compact - Stop pareggio di bilancio e patto di stabilità - Stop TTIP

    Per la riappropriazione delle risorse e della ricchezza sociale

    Per la difesa e l’estensione della democrazia

  • Finanza e grandi opere

    Il mensile per un nuovo modello sociale di Attac Italia

    Sommario

    EDITORIALE:
    Grandi Opere: italico supplizio di Tantalo
    di Vittorio Lovera | Attac Italia

    Alta Velocità: grandi opere e capitalismo
    di Ivan Cicconi

    5 domande ad Antonio Tricarico
    di Redazione Attac

    Consumo di suolo e interessi finanziari
    di Paolo Berdini

    Invece delle grandi opere inutili
    di Alberto Ziparo

    CDP al servizio delle grandi opere
    di Marco Bersani

    Il caso BRE.BE.Mi.
    di Dario Ballotta

    Il buco nero del passante
    di Mattia Donadel

    La valle in lotta
    di Claudio Giorno

    Ancora autostrade? NO ORTE-MESTRE
    di Luca Martinelli

    BAGNOLI: quando accordi ed interessi valgon più di sentenze e delibere
    di Raphael Pepe

    Privatizzazione a loro insaputa
    di Marco Schiaffino

    Forum Acqua: un’assemblea che parla di futuro
    di Marco Bersani

    STOP TTIP ITALIA
    di Redazione Attac

    Campagna per la socializzazione di CDP
    lettera aperta del Comitato ROMA

  • Il caldo ottobre napoletano contro la finanza europea - n.15 ottobre 2014

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    di Raphael Pepe

    Quando, ad inizio settembre, si è venuto a sapere che Napoli doveva ospitare il vertice della BCE, a molti tale scelta è parsa un vero affronto ad una città pesantemente colpita dalla crisi e dalle politiche neoliberiste. Per i movimenti napoletani era chiaro che la città dovesse esprimere il suo dissenso nei confronti della BCE e delle sue politiche neoliberiste. Dopo un mese di settembre in cui si sono succedute assemblee, momenti di discussioni ed approfondimenti sul processo di finanziarizzazione della società, dal 2 ottobre è incominciata una mobilitazione considerevole in città.

  • No alla Costituzione Europea !

     

     

  • Notizie da Rostock

     

    da Attac Germania

  • TTIP: + informazione + mobilitazione - n.15 ottobre 2014

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    di Marco Bersani

    L’11 ottobre 2014 è stata la prima importante giornata di mobilitazione europea e internazionale contro il TTIP (Partenariato Transatlantico su Commercio e Investimenti), ovvero il tentativo di Stati Uniti e Unione Europea di realizzare la più grande area di libero scambio e di totale libertà di investimento dell’intero pianeta.

  • TTIP: IL RE E' NUDO

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    di Marco Bersani (Attac Italia)

    600 in Europa, 75 in Usa, 12 in America Latina, 20 in Asia e 5 in Africa: sono dunque oltre 700 le iniziative che oggi 18 aprile si svolgeranno in tutto il mondo contro i trattati di libero scambio, e contro il TTIP in particolare.

  • Una seconda candelina per l'Fse

    di Claudio Jampaglia

     

  • Vio.Me occupa, resiste, produce: sosteniamola

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    Solidarietà con i lavoratori della Vio.Me, in Grecia, per l'auto-gestione

    Il loro sito web in italiano:

    http://www.viome.org/p/italiano.html