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  • Dal Pacchetto Treu al Jobs Act:venti anni di precarizzazione selvaggia

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    di Giulia Bucalossi

    La distanza di vent'anni tra una delle prime riforme organiche del diritto del lavoro ispirate ad una visione neoliberista e l'ultimo recente provvedimento denominato Jobs Act ci offre lo spunto per una ricognizione degli interventi legislativi che accanto alle trasformazioni produttive, economiche e sociali hanno contributo a ridisegnare il mercato del lavoro per come lo conosciamo oggi.

    Il 24 giugno 1997 viene approvata la legge n°196 altrimenti nota come “Pacchetto Treu” con la quale il governo Prodi di ispirazione neoliberista, riformista ed europeista promette di “svecchiare” il mercato del lavoro italiano aprendo alla flessibilità e abbattendo le rigidità.

    É proprio la sinistra istituzionale (governi Dini, Prodi, D'Alema) a farsi carico di fare breccia in quell'articolato sistema di tutele noto come diritto del lavoro, un particolare ramo del diritto basato sul presupposto di un rapporto asimmetrico tra datore di lavoro e lavoratore tale da giustificare l'introduzione di norme a tutela della parte debole, tutela altrimenti estranea al diritto privato e commerciale tout court ispirati piuttosto al principio della libera contrattazione tra le parti.

  • Lavoro e non lavoro: perché parlarne?

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    Redazione Attac

    Quest’anno Attac Italia ha deciso di dedicare l’annuale appuntamento dell’Università estiva di settembre e il presente numero del Granello di Sabbia al tema del lavoro.

    O, meglio, al tema del “Lavoro e non lavoro”, perché di questo oggi si tratta nell’attuale fase del modello capitalistico, caratterizzata dalla finanziarizzazione e dall’economia del debito.

    Al di fuori delle costruzioni ideologiche, infatti, la realtà del lavoro odierno, per chi ce l'ha, è quella di un universo denso di iper-sfruttamento e precarizzazione, di estrazione di valore materiale ed immateriale, fino a forme di schiavismo forzato da una parte, e lavoro “volontario” gratuito come opportunità curricolare dall'altra.

    Ma perché Attac Italia, che ha sempre fatto dell’analisi sulla finanziarizzazione dell’economia il fulcro della propria attività, si occupa del lavoro?