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  • Il fatto del mese - Le nostre vite e i loro profitti

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    di Marco Schiaffino

    Secondo quanto dichiarato il 18 aprile da Tito Boeri, l’INPS rischia l’implosione. A ben vedere, però, è più probabile che a implodere sia il futuro dei cittadini. I dati sono spietati: con l’attuale sistema pensionistico, la generazione nata negli anni 80 rischia di raggiungere la pensione a 75 anni. In pratica, stiamo parlando di una condanna ai lavori forzati vita natural durante. Il tutto, per ritrovarsi con una pensione da fame. Da quando l’INPS ha messo online il calcolatore e avviato la spedizione delle famigerate “cartoline arancioni”, infatti, i cittadini italiani hanno una certezza: la pensione che riceveranno sarà una (piccola) frazione del loro ultimo salario. Insomma: il percorso avviato nel nome della “sostenibilità” della spesa previdenziale ha provocato non solo l’erosione dei diritti in capo ai lavoratori, ma anche una strana sovversione logica che si può riassumere in sei parole: più sei povero, più devi lavorare. Operai, agricoltori, minatori e magazzinieri devono lavorare fino a 80 anni. Notai, avvocati, manager e dirigenti possono andarsene in pensione prima. 

  • PENSIONI, RIGORE CONTRO IL POPOLO

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    di: Matteo Bortolon (CADMT Italia)

    Nella ricerca di una intesa post-elettorale i due partiti vincenti, M5S e Lega, hanno cercato un terreno comune. Uno di essi è il proposito di modificare o addirittura abolire la Riforma Fornero del sistema pensionistico. Entrambi la nominano esplicitamente nel rispettivo programma di governo.

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