attac italia

  • “Sauti Zetu” il silenzio cantato del campo profughi di Nakivale in Uganda

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    di Matteo Carbognani
    Ora non posso dirti tutta la verità. Avrei paura per il futuro dei miei nipoti. Qui non posso realmente essere chi sono perché ci sono dinamiche ben precise: c’è chi comanda e chi non può lamentarsi. Io sono un rifugiato. Facciamo che continuiamo a cantare, poi un giorno ti dirò quel che penso davvero” mi ha detto Dezaira alla fine di una sessione di registrazione, spiegandomi tutti i non-detti che rimanevano nell’aria.

  • (Ben)venuti! Indagine sul sistema di accoglienza dei richiedenti asilo a Milano e provincia

    Naga Milano e Provincia

    L’accoglienza dei richiedenti asilo in Italia è caratterizzata da sistemi ordinari ed emergenziali. Con la circolare dell’8 gennaio 2014 il Ministero dell’Interno, al fine di fronteggiare “l’afflusso di cittadini stranieri a seguito di ulteriori sbarchi sulle coste italiane” e considerata “l’avvenuta saturazione di tutti i centri governativi e di quelli garantiti da alcuni enti locali nell’ambito del sistema SPRAR”, incaricava tutte le Prefetture italiane di attivare Centri di Accoglienza Straordinari (CAS) per soddisfare la sovrabbondanza di richieste di accoglienza, coinvolgendo tutto il territorio nazionale e inaugurando una nuova stagione emergenziale.

    Il rapporto “(Ben)venuti! Indagine sul sistema di accoglienza dei richiedenti asilo a Milano e provincia” è il risultato di un’indagine svolta a partire dal 2015 sul sistema di accoglienza per richiedenti asilo gestito dalla Prefettura di Milano e che accoglieva, al momento della chiusura del report, circa 2000 persone.

  • Centri di emergenza e centri straordinari: piccola genealogia dell’accoglienza dei richiedenti asilo al tempo della crisi permanente.

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    di Tommaso Sbriccoli (Associazione Verso – Laboratorio Interculturale)


    Nel settembre del 2008, a seguito dell’«eccezionale afflusso di cittadini stranieri extracomunitari giunti irregolarmente in Italia», l’allora Presidente del Consiglio dei Ministri Silvio Berlusconi firmò un’ordinanza (numero 220) che istituiva di fatto la possibilità di ospitare i richiedenti asilo in strutture private usualmente adibite ad altri utilizzi (ad esempio alberghi, cascine e campeggi). Il Governo poteva quindi, tramite le prefetture e scavalcando il sistema di gare pubbliche, selezionare direttamente soggetti terzi presenti sul territorio, spesso privi di ogni esperienza nel campo, per organizzare l’accoglienza di quegli stranieri che, arrivati in Italia dalla Libia, avessero deciso di richiedere la protezione internazionale. Tale sistema ha prodotto in poco tempo la nascita di 42 centri governativi, secondo la stima di Ludovica Jona in un suo articolo sull’Unità intitolato “Business Emergenza” e pubblicato il 29 gennaio 2009.

    È in questo sistema, nato dall’emergenza e dall’improvvisazione, che si può rintracciare l’origine dell’attuale sistema dei CAS (Centri di Accoglienza Straordinaria), che dell’emergenza e dell’improvvisazione continua a mostrare i caratteri.

  • Corridoi umanitari: un’altra politica in Europa è possibile?

     di Gianna Urizio

    Oggi, proprio mentre sto scrivendo, stanno arrivando in Italia in aereo 101 profughi siriani, grazie al progetto dei “corridoi umanitari”. Un progetto frutto di un accordo tra, da un lato, la Comunità di Sant’Egidio e la Federazione delle chiese Evangeliche in Italia, e dall’altro lo Stato italiano (attraverso i Ministeri degli Esteri e dell’Interno). L’accordo raggiunto a metà dicembre prevede l’arrivo di un migliaio di persone in due anni, non solo dal Libano, ma anche dal Marocco e dall’Etiopia. L’intero progetto è sostenuto in buona parte dall’8x1000 valdese ma anche da una solidarietà di persone e comunità locali, evangeliche e cattoliche.

  • Debitori di tutto il mondo, fate un audit! - Report dell'Assemblea Globale per l'Abolizione del Debito Illegittimo, Tunisi 26-30 aprile 2016.

    di Francesca Coin

    Ad ascoltare le testimonianze condivise a Tunisi durante l'Assemblea Globale per l'Abolizione del Debito Illegittimo convocata dal CATDMCommittee for the Abolition of Illegittimate Debt dal 26 al 30 aprile 2016, vien da dire che ciò che più accomuna le forme di vita che abitano i cinque continenti nel terzo millennio sia proprio il debito.

    L'assemblea, convocata normalmente ogni tre anni, ha fatto convergere testimonianze dall'Africa (Togo, Benin, Cameron, Congo, Marocco, Tunisia, Senegal, Costa d'Avorio, Burkina Faso, Nigeria, Mali, Gabon); Sud America (Argentina, Venezuela, Colombia, Haiti); Asia (Giappone, Pakistan, India); Europa (Belgio, Francia, Italia, Spagna, Lussemburgo).

  • Editoriale - Il Grande Esodo

    di Vittorio Lovera

    A Giacinto Pannella detto Marco
    profondo e necessario “rompicoglioni”,
    nobile antesignano di molte battaglie di civiltà.
    Liberale ma anche liberista, autore
    di scelte politiche opposte alle nostre.
    Avversario ma, senza dubbio, grande uomo!
    R.I.P
    “Il Signor Hood era un galantuomo,
    sempre ispirato dal Sole.
    Con due pistole caricate a salve
    ed un canestro pieno di parole.
    E che fosse un bandito,
    negare non si può, però non era il solo”


    Sono oramai decenni che il Grande Esodo è in atto.

    L’abbiamo inquadrato da subito, a metà degli anni ' 90, come uno scenario epocale e inarrestabile. Tutte le risposte messe in campo in questi vent'anni hanno mostrato profondi limiti di prospettiva, sia rispetto alla comprensione della sua portata universale e incontenibile, sia rispetto alla capacità di formulare risposte adeguate alla dimensione del fenomeno in atto. La debolezza strutturale nel dare risposte adeguate ha fomentato la “paura” e un respingimento culturale a priori del “ diverso da me” da parte di fette sempre più ampie di popolazioni. Questo, in una fase in cui il fenomeno esodale non è ancora al culmine della sua inarrestabile piena, soprattutto se pensiamo ai numeri previsti per i cosiddetti “profughi climatici”.

  • Estratto della ricerca Gendering Asylum Protection System

    casa internazionale donne

    Estratto della ricerca Gendering Asylum Protection System

    Realizzata con il supporto di Feminist review – trust

     di Ilaria Boiano, Sabrina Frasca, Migena Lahi

    Associazione Differenza Donna – Casa Internazionale delle donne

    Differenza Donna (di qui in seguito DD) è un’associazione di donne femministe fondata a Roma il 6 Marzo 1989, con l’obiettivo di combattere la violenza contro le donne. Attualmente DD gestisce centri per donne vittime di violenza in Roma e diversi sportelli antiviolenza, tra cui uno presso il Centro di identificazione ed espulsione di Ponte Galeria. Dal 1992, data in cui è stato aperto a Roma vittime di violenza di genere, ovvero il Centro Antiviolenza della Provincia di Roma, DD ha dato supporto a più di 18.000 donne, di cui il 50% sono migranti. 

  • Il Grande Esodo

    granello 2016 MagGiu N 680x962 

    Per scaricare il pdf, cliccare sull'immagine qui sopra

    In questo numero

     di Vittorio Lovera

    Al mio grande idolo Johan Cruijff profeta del goal,
    nel mondo del calcio coerente “rivoluzionario totale”.
    E al delicato poeta e musicista GianMaria Testa

    Periodo di fuoco e di grande impegno per coloro che con determinazione cercano di invertire la rotta rispetto alle miopi scelte politiche che, un tassello dopo l’altro, stanno presentando il conto sia alla collettività mondiale che al nostro Pianeta.

    I disastri delle politiche di neo-liberismo sfrenato si presentano, in tutta la loro eccezionale gravità, in campo sociale, ambientale ed economico.
    Una classe politica nazionale, europea, mondiale, sempre più obbediente ai condizionamenti degli interessi economici-finanziari, definisce “riforme” gli adattamenti e le toppe (sempre peggiori del buco) richiesti per consentire agli
    “avvoltoi”, ovvero le solite e note lobbies economico-finanziarie, un'ulteriore estrazione di ricchezze. Tutto quello che si frappone a queste volontà, è o “gufo ” o da “rottamare “. La storia ci insegna che le richieste di “consenso a priori “ e il bisogno di non disturbare mai i manovratori, apre spesso la strada - passin passetto - a derive anti-democratiche.

    Aspetti che ovviamente inquietano chi ha a cuore il senso reale di parole quali democrazia e diritti che assumono un senso ancora più pregnante nell’anniversario del 25 Aprile, della Liberazione da tutti i fascismi.

    Ben 16 milioni di italiani, nonostante il clima da “disinformatia” sovietica e la pessima prova delle massime cariche dello Stato, hanno dimostrato di avere a cuore la partecipazione diretta, la democrazia, l’ambiente.

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    Indice

    Editoriale: "Il Grande Esodo"

     di Vittorio Lovera

    L’Europa a un bivio: filo spinato o una nuova solidarietà?

     di Guido Viale

    Migranti e politiche europee

     di Filippo Miraglia (Arci)

    L'aziendalizzazione dei flussi migratori: l'accordo UE-Turchia

     di Gianni De Giglio – da communianet.org

    Le farneticanti, ma non troppo, dichiarazioni di Strache

     di Alfonso Gianni

    La “crisi dei rifugiati” è crisi dell’Europa e dei suoi pensatori

     di Anna Maria Rivera

    Proteggere le vite non i confini

     di Anna Meli - Associazione COSPE

    Nessuno escluso: la salute psicofisica dei migranti

     di Nicoletta Dentico

    Corridoi umanitari: un’altra politica in Europa è possibile?

     di Gianna Urizio

    Lotte dei migranti e auto-organizzazione: la “International Conference of Refugees and Migrants”. 26-28 febbraio 2016

     di Giulia Borri

    Lesbo, la rotta della solidarietà

     di Caterina Amicucci

    “Sauti Zetu” il silenzio cantato del campo profughi di Nakivale in Uganda

     di Matteo Carbognani

    Estratto della ricerca Gendering Asylum Protection System

     a cura dell'Associazione Differenza Donna – Casa Internazionale delle donne

    Le mafie straniere in Italia. Un fenomeno da non sottovalutare

     di Francesco Carchedi

    Rom e Sinti: i miti da sfatare

     di Marco Brazzoduro

    Italia “terra d'asilo”?

     di Roberto Guaglianone

    (Ben)venuti! Indagine sul sistema di accoglienza dei richiedenti asilo a Milano e provincia

     di Naga Milano e Provincia

    Roma: dal Villaggio Globale alle nuove forme d’accoglienza

     di Alfonso Perrotta

    Centri di emergenza e centri straordinari: piccola genealogia dell’accoglienza dei richiedenti asilo al tempo della crisi permanente.

     di Tommaso Sbriccoli (Associazione Verso – Laboratorio Interculturale)

     

    Rubriche:

    Democrazia Partecipativa

    Geopolitica, conflitti sociali, democrazia partecipativa: dalla partecipazione all’autodeterminazione (II)

     a cura di Pino Cosentino

    Il fatto del mese

    Le nostre vite e i loro profitti

     di Marco Schiaffino

    Authority

    Authority: chi controlla i controllori?

     di Stefano Risso

    Auditoria del debito

    Debitori di tutto il mondo, fate un audit! - Report dell'Assemblea Globale per l'Abolizione del Debito Illegittimo, Tunisi 26-30 aprile 2016.

     di Francesca Coin

     

    Campagne:

    Appello - Fermare il decreto Madia!

    Referendum Sociali

    Campagna STOP-TTIP

    Entro giugno la Tassa europea sulle Transazioni Finanziarie

    Referendum contro l'Italicum

    Referendum sulle modifiche Costituzionali (iovotono.it)

  • In questo numero - Il Grande Esodo

    Granello anteprima 680x178 new 

     

    In questo numero

     di Vittorio Lovera

    Al mio grande idolo Johan Cruijff profeta del goal,
    nel mondo del calcio coerente “rivoluzionario totale”.
    E al delicato poeta e musicista GianMaria Testa

    Periodo di fuoco e di grande impegno per coloro che con determinazione cercano di invertire la rotta rispetto alle miopi scelte politiche che, un tassello dopo l’altro, stanno presentando il conto sia alla collettività mondiale che al nostro Pianeta.

    I disastri delle politiche di neo-liberismo sfrenato si presentano, in tutta la loro eccezionale gravità, in campo sociale, ambientale ed economico.
    Una classe politica nazionale, europea, mondiale, sempre più obbediente ai condizionamenti degli interessi economici-finanziari, definisce “riforme” gli adattamenti e le toppe (sempre peggiori del buco) richiesti per consentire agli “avvoltoi”, ovvero le solite e note lobbies economico-finanziarie, un'ulteriore estrazione di ricchezze. Tutto quello che si frappone a queste volontà, è o “gufo ” o da “rottamare “. La storia ci insegna che le richieste di “consenso a priori “ e il bisogno di non disturbare mai i manovratori, apre spesso la strada - passin passetto - a derive anti-democratiche.

    Aspetti che ovviamente inquietano chi ha a cuore il senso reale di parole quali democrazia e diritti che assumono un senso ancora più pregnante nell’anniversario del 25 Aprile, della Liberazione da tutti i fascismi.

    Ben 16 milioni di italiani, nonostante il clima da “disinformatia” sovietica e la pessima prova delle massime cariche dello Stato, hanno dimostrato di avere a cuore la partecipazione diretta, la democrazia, l’ambiente.

    E’ stata una sconfitta, certo, ma se anche avessimo vinto? Come la volontà popolare sia tenuta in conto, è ben rappresentato dal vincente referendum sull’Acqua Pubblica del 2011, disatteso da cinque anni e ora “stravolto” dal blitz parlamentare del Partito Democratico, paladino delle privatizzazioni ancor più di Milton Friedman, il turbo-liberista. PD che, ancora una volta, dimostra la sua particolare interpretazione del concetto di democrazia: nel 2011, a urne appena chiuse e appena decretata la grande vittoria del “popolo dell’acqua”, Pierluigi Bersani, allora segretario del PD, disse che quel voto “andava interpretato”, proprio come ora fa la nuova maggioranza renziana.

    Invece di attuare, quali semplici rappresentanti dei cittadini, la volontà popolare - limpida, trasparente, documentata - la “politica”, di qualunque colore corrente e frazione, si arroga il diritto di “interpretarla”, per piegarla ed adeguarla alle richieste delle proprie lobbies di riferimento. Le regole difendono i deboli e per questo sono invise ai prepotenti, che le “interpretano” per piegarle ai loro strumentali obiettivi.

    Sembra di essere proiettati all’interno del “Mistero Buffo” di Dario Fo, del bellissimo Grammelot di Scapino, o di orecchiare Enzo Jannacci e la sua geniale “Ho visto un Re”: … “E sempre allegri bisogna stare che il nostro piangere fa male al re, fa male al ricco e al cardinale, diventan tristi se noi piangiam...”. Pazzesco.

    Contro la “disinformatia” di “regime” servono autoformazione e presidi costanti nei territori. Troppi cittadini non sono correttamente informati su temi sui quali saranno chiamati ad esprimere un parere: occorre tornare nelle piazze e divulgare le nostre ragioni. Torniamo immediatamente in campo.

    Per stoppare il TTIP : TUTTI IN PIAZZA A ROMA SABATO 7 MAGGIO. PIAZZA DELLA REPUBBLICA ORE 14.30.

    Successivamente, per informare correttamente sui prossimi referendum sociali e su quello costituzionale, occorre rimettere in campo la grande mobilitazione di banchetti informativi che generò la grande vittoria del Referendum per l'Acqua Pubblica.

    Riprendiamoci le piazze, riprendiamoci i Comuni.

    In questo numero il Granello affronta un’altra questione dove la “disinformatia” impera. In questo caso è un altro tipo di disinformatia, ancora più tossica e pericolosa: non quella di occultare le informazioni veritiere, ma quella di “bombardare” le persone con una narrazione tesa a generare la “paura dell’altro”, del diverso e il tutto su scala globale.

    Il Grande Esodo è il genocidio del XXI secolo. Assistendo alle condizioni disumane di centinaia di migliaia di persone, le parole “vergogna” e “sdegno” sono reazioni retoriche. Le cause dell’esodo hanno radici profonde e responsabilità precise.

    E' pazzesco pensare di cavarsela con escamotages nominalistici: “profughi”, “rifugiati” o semplici “ migranti economici”. Ancora più incredibile che si pensi di fermare un esodo inarrestabile costruendo steccati e muri.

    Chi su questi temi soffia su populismo e nazionalismi è assimilabile alle nefaste e terrificanti camicie brune, del cui odio razziale solo 80 anni fa (storicamente meno di un nanosecondo) abbiamo verificato le scellerate conseguenze.

    Per dirla con la profonda semplicità di Bauman: “ Siamo ostaggi del nostro benessere, per questo i migranti ci fanno paura,... la modernità produce immigrazione: il progresso economico riduce la forza lavoro e produce persone “inutili”. Che andranno sempre dove ci sono prospettive di pane e di acqua potabile”.

    Abbiamo scelto quattro aree tematiche sulle quali chiedere contributi agli esperti in materia e comprendere come il Grande Esodo sia una delle conseguenze più evidenti delle politiche capitalistiche, della sottrazione sistematica di ricchezze e materie dai paesi fragili, dell’implementare costantemente le diseguaglianze sociali ed economiche, dello sfruttamento sistematico dell’ambiente e di scelte geopolitiche volte a garantirsi – anche con le guerre - l’accaparramento delle materie prime indispensabili al sistema .

    Le quattro aree sono :

    • La geopolitica delle migrazioni;
    • Le economie, quelle legali e quelle criminali, legate ai flussi migratori;
    • Le risposte dell’accoglienza;
    • Le migrazioni e la questione di genere.

    Ci accompagnano in questo approfondimento i pareri di Guido Viale, Alfonso Gianni, Nicoletta Dentico, Caterina Amicucci, Francesco Carchedi, Marco Brazzoduro, Gianna Aurizio, Ilaria Boiano, Anna Maria Rivera, Filippo Miraglia, Wilma Mazza, Alfonso Perrotta, Maurizia Russo Spena, Roberto Guaglianone, Giulia Borri, Elisa Morellini, Anna Meli, Tommaso Sbriccioli, Flavio Bianchini, Piero Maestri.

    Sono le esperienze e le considerazioni di chi sta sul campo e affronta e gestisce le conseguenze/ricadute delle politiche migratorie. Giornaliste, docenti e ricercatrici universitari, rappresentanti delle Associazioni nazionali (dall’Arci al Cospe, al Naga, Cittadinanza e Minoranze), sociologi, attivisti ci permettono di avere una lettura più organica e dettagliata dei numeri e degli interessi che stanno causando il più epocale ed inarrestabile esodo nella storia del Pianeta. Con buona pace dei Napolitano, dei Bossi, dei Fini e di tutti i muri e steccati che la demenza umana può provare a ipotizzare e realizzare.

    Il viaggio di Papa Francesco a Lesbo rappresenta uno schiaffo alla cocciuta e demagogica insipienza della “politica” e un segnale del fatto che, almeno le Chiese, stanno rielaborando il senso pratico del loro ruolo nei drammi umanitari, ambito non scevro, nel corso della storia, di colpe gravissime. Parziale alleluja.

    Articolo tratto dal Granello di Sabbia n. 24 di Maggio-Giugno 2016 "Il Grande Esodo"

  • Italia “terra d'asilo”?

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    di Roberto Guaglianone
    Sono ormai quasi 10 anni che l’Italia può essere considerata “terra d’asilo” per il numero di richieste di protezione internazionale che vi vengono presentate. Dalle 36000 del primo “picco” registrato nel 2008, si è oggi arrivati al doppio di quella cifra dal 2014. Ancora lontanissimi da numeri tedeschi, per intenderci.

  • L'aziendalizzazione dei flussi migratori: l'accordo UE-Turchia

    di Gianni De Giglio – da communianet.org

     

    Lo scorso marzo, Unione europea e Turchia hanno sottoscritto l'accordo per la gestione dell’arrivo dei migranti sulle coste greche. Al prezzo di sei miliardi di euro la Turchia, attraverso dei veri e propri centri di identificazione all'interno del suo territorio, impedirà l’entrata in Europa (via Grecia) dei migranti catalogati come "economici". A questo si aggiungerà il respingimento forzato in Turchia di quei migranti che, lungo la rotta balcanica, stazionano già in Europa e che saranno anche loro "certificati" come "economici" e quindi non meritevoli di protezione internazionale.

    Con la formula "uno dentro e uno fuori" si aprirà una specie di “rubinetto”: per ogni siriano che potrà entrare in Europa ci dovrà essere in cambio il respingimento di un irregolare. 

    In nome dell’emergenza profughi lo "stato di eccezione" continua a farsi prassi. Il valore dei migranti e dei profughi è sempre inferiore a quello delle merci che continueranno a circolare liberamente all’interno dell’UE e tra l’Europa e il resto del mondo.

  • L’Europa a un bivio: filo spinato o una nuova solidarietà?

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    di Guido Viale

    Per anni l’Eurobarometro ha indicato negli italiani uno dei popoli più “europeisti” e favorevoli all’ulteriore integrazione dell’Unione. Ma diverse indagini mostravano anche che gli italiani sono tra i meno informati sulle istituzioni e le politiche dell'UE. É una caratteristica della vita politica italiana: meno se ne sa e più ci si appassiona. Questo fenomeno ha toccato il grottesco nelle risposte date ad una recente indagine pubblicata dal quotidiano Repubblica sull’atteggiamento verso il trattato di Schengen in quattro paesi europei.

    Ora, con una completa inversione di marcia, i più favorevoli al ritorno ai confini nazionali (e i più contrari all’UE) risulterebbero di gran lunga gli italiani. Un risultato in parte dovuto al modo bislacco in cui sono state poste le domande: nessuno ha spiegato agli intervistati che l’abolizione di Schengen avrebbe effetti tra loro molto diversi: per gli altri paesi europei sarebbe la soluzione “ideale” per tenere i profughi lontani dai loro territori; per noi significherebbe farsi carico di tutti gli arrivi, senza la possibilità di condividerne l’onere con il resto dell’Europa. Ma tant’è: una diffusa avversione per i profughi si mescola ormai in modo inestricabile con l’avversione per l’Europa, chiamata in causa dai nostri governanti, a volte anche a sproposito, per giustificare tutte le sofferenze e le malversazioni inflitte ai propri concittadini.

  • La “crisi dei rifugiati” è crisi dell’Europa e dei suoi pensatori

     di Anna Maria Rivera

    La chiamano “crisi dei rifugiati”, quando invece si tratta di una grave crisi dell’Europa. Tale da far temere che le spinte centrifughe, i meschini egoismi nazionali, le pulsioni nazionaliste, la crescita progressiva delle formazioni di estrema destra, la tendenza delle élite politiche nazionali a compiacere gli umori più intolleranti del proprio elettorato, non solo conducano alla scomposizione dell’unità europea, ma possano concorrere ad aprire scenari ancor più inquietanti.

  • Le farneticanti, ma non troppo, dichiarazioni di Strache

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    di Alfonso Gianni

    In una recente intervista a la Repubblica, Heinz-Christian Strache, l’uomo forte e potente della destra austriaca ha definito la Merkel e Renzi “scafisti di stato”, perché colpevoli, secondo lui, di una politica di accoglienza degli immigrati. Cosa abbiano fatto la cancelliera tedesca e il nostrano presidente del consiglio per meritarsi un’accusa così pesante non ci risulta chiaro. Soprattutto non si è vista tutta questa benevolenza da parte del governo tedesco e neppure di quello italiano. Ma proprio la sproporzione tra fatti, comportamenti e giudizi rileva, ancora una volta, come la questione dei migranti sia il punto focale della politica europea. La mina su cui l’Europa può esplodere e su cui le piccole patrie di matrice apertamente xenofoba, razzista e fascista possono tornare a prosperare. Almeno nelle loro intenzioni. La sospensione di Schengen e l’invio delle truppe al Brennero non ne sono che la fosca avvisaglia. 

  • Le mafie straniere in Italia. Un fenomeno da non sottovalutare

    di Francesco Carchedi

    Negli ultimi anni si inizia a delineare un fenomeno nuovo che interessa le comunità straniere immigrate nel nostro paese. Infatti, nel loro interno si sono progressivamente costituite bande e strutture criminali che operano nell’illegalità per produrre ricchezza illecita. Si tratta di gruppi strutturati che possiamo definire di stampo mafioso, in quanto usano pratiche intimidatorie e minacce – nonché violenza di diversa natura – per portare a termine i loro obiettivi economici. Le vittime principali di questi gruppi di criminalità organizzata sono in primis i rispettivi connazionali, e solo secondariamente, in misura minore, cittadini di altre comunità e cittadini italiani. Questi gruppi criminali rappresentano uno segmento numericamente marginale nel panorama generale della presenza straniera in Italia, e non riscuotono nessun consenso all’interno delle stesse comunità. Anzi, ne sono i naturali oppositori. 

  • Lesbo, la rotta della solidarietà

    Caterina Amicucci Lesbo foto tratta da theday.com 520x319

    Foto tratta da theday.com

     di Caterina Amicucci*

     Il bel documentario “The island of all together” (http://www.theislandofalltogether.com/) dei registi Philip Brink e Marieke van der Velden ricorda come tutto, la scorsa estate, è cominciato sull'isola di Lesbo. Una stagione estiva diversa dalle altre, durante la quale molti turisti si sono trasformati in volontari per accogliere ed assistere le migliaia di rifugiati che sbarcavano sulle spiagge dalle piccole e affollatissime imbarcazioni in plastica. Intorno, una Grecia nel mezzo della crisi finanziaria e delle vergogose negoziazioni con l'UE, incapace di rispondere al piú grande spostamento di popolazione dell'epoca recente. Complice un incredibile vuoto istituzionale, in quest' isola a dieci ore di nave della capitale, dove molti abitanti conoscono bene il significato della parola rifugiati essendo scappati un secolo fa dall'Anatolia caduta nelle mani dell'esercito di Ataturk, si é sviluppato il piú fervido e interessante movimento di solidarietá degli ultimi anni. 

  • Lotte dei migranti e auto-organizzazione: la “International Conference of Refugees and Migrants”. 26-28 febbraio 2016

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    di Giulia Borri

    Dopo il successo della Conferenza nazionale migranti e rifugiate/i dell’agosto del 2015 a Hannover, è stata organizzata una nuova Conferenza internazionale, tenutasi dal 26 al 28 febbraio ad Amburgo all’ “International Centre for Fine Arts - Kampnagel”. Le informazioni sulla conferenza sono circolate sia tra i movimenti sociali e i supporter, sia su giornali tedeschi di sinistra quali “Analyse und Kritik” e “Taz”. Si è trattato di un evento di particolare risonanza e al quale hanno partecipato più di 1200 persone che si sono confrontate sul tema cardine dei tre giorni: l’auto-organizzazione delle lotte di persone rifugiate e migranti in Europa. 

  • Migranti e politiche europee

    foto di: Emporio di Altreconomia

    di Filippo Miraglia (Arci)

    Siamo di fronte alla più grave crisi internazionale dalla fine della seconda guerra mondiale.

    Secondo i dati dell’Agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati più di sessanta milioni di persone alla fine del 2015 sono state obbligate da guerre, conflitti e persecuzioni a lasciare le loro case. Una cifra superiore a quella dell’intera popolazione italiana, in gran parte famiglie e bambini. Una crisi che riguarda in modo particolare il bacino del mediterraneo, se si considera che le aree dove sono in corso i principali conflitti sono il medio oriente e il nord e centro Africa.

  • Nessuno escluso: la salute psicofisica dei migranti

     di Nicoletta Dentico

    E’ stato calcolato che i migranti, se fossero accorpati in un unico popolo trasversale, costituirebbero per numero di abitanti la ventiquattresima nazione del mondo. (59,5 milioni di persone). L’ultimo rapporto annuale dell'UNHCR Global Trends riporta una forte escalation del numero di persone costrette a fuggire dalle loro case, con 59,5 milioni di migranti forzati alla fine del 2014 rispetto ai 51,2 milioni del 2013 e ai 37,5 milioni di dieci anni fa. L'accelerazione è iniziata nei primi mesi del 2011, con lo scoppio della guerra in Siria, la principale causa di migrazione forzata oggi nel mondo. Il rapporto afferma inoltre che nel 2014, ogni giorno, circa 42.500 persone sono diventate rifugiate, richiedenti asilo o sfollati interni, dato che corrisponde a un aumento di quattro volte (+400%) in soli quattro anni. In tutto il mondo, una persona ogni 122 è attualmente rifugiata, sfollata interna o richiedente asilo. Il dato più allarmante è che più della metà dei rifugiati a livello mondiale sono bambini.

  • Rom e Sinti: i miti da sfatare

     di Marco Brazzoduro, Sociologo Università di Roma La Sapienza, Presidente dell’Associazione Cittadinanza e Minoranze.

    Chi sono rom e sinti? Pochi, credo, saprebbero rispondere con precisione a questa domanda ma se, invece, chiedete un parere sugli “zingari” non ci sono esitazioni. Tutti sanno chi sono e i giudizi sono, nella quasi totalità, denigratori. Anche violentemente denigratori.