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  • Basta Dire, occorre Fare: il Laboratorio di Nuova Economia del III Municipio di Roma

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     di Vittorio Lovera

     Il Granello di Sabbia ha già dato spazio in altri numeri alla narrazione dei lavori del Laboratorio di Nuova Economia del III Municipio di Roma: un Municipio con oltre 250.000 abitanti, attraversato dal Tevere e dall’Aniene, che confina con i Parioli e giunge alle porte di Monterotondo, che assembla rioni “borghesi” come Montesacro, Città Giardino, Conca d’Oro, Talenti con zone più “popolari” come Tufello e Valmelaina, Serpentara, Fidene, Bufalotta e Porta di Roma, Casal Boccone e Settebagni e incide su una delle più belle aree agricole romane, la Riserva Naturale della Marcigliana e il Parco di Aguzzano.

    Quella del Laboratorio di Nuova Economia è un’esperienza nella quale Attac Italia si sta spendendo decisa, fornendo il suo fattivo contributo e il suo costante appoggio divulgativo.
    Infatti in questo Laboratorio riconosciamo l’autoformazione per i cittadini orientata all’azione, ove l’azione è quella di dare le gambe alla creazione di nuova occupazione auto-sostenibile legata al recupero e riuso ambientale, al rilancio, in co-working, di tradizionali attività artigianali in via di estinzione, alla diffusione di una filiera territoriale agro-alimentare.
    Riviviamo brevemente le fasi di gestazione.

  • Chi è in Debito con chi ? - DecideRoma: assemblea di Autogoverno sul debito di Roma

    Da diversi anni il debito è agitato, su scala internazionale, nazionale e locale, come emergenza allo scopo di far accettare come inevitabili le politiche liberiste di alienazione del patrimonio pubblico, mercificazione dei beni comuni, privatizzazione dei servizi pubblici, sottrazione di democrazia. 

    Il debito viene gestito come un’emergenza a cui tutto deve essere sacrificato e come uno shock per far diventare “politicamente inevitabile” ciò che è socialmente inaccettabile”.

    Anche Roma è da anni costretta in questa gabbia, con il commissariamento del debito pregresso e con un Piano di rientro che predetermina tutte le scelte relative alla città fino al 2048.

    Ma davvero la città, e le donne e gli uomini che la abitano, sono in debito?
    O sono, invece, da troppo tempo in credito di diritti individuali e sociali, di beni e di servizi?

  • Lettera aperta alla Sindaca Virginia Raggi

    di DECIDE ROMA / DECIDE LA CITTA'

    Venerdì 10 giugno, in un’assemblea pubblica molto partecipata, Decide Roma ha presentato il Primo rapporto sul debito di Roma Capitale, frutto di alcuni mesi di lavoro da parte di decine di attivisti.

    La consapevolezza che ha guidato il lavoro nasce dal fatto che riteniamo la città, e le donne e gli uomini che la abitano, da troppo tempo in credito di diritti individuali e sociali, di beni e di servizi, per poter accettare ulteriori spoliazioni basate sulla presunta oggettività di vincoli monetari e finanziari, che perseguono unicamente la riproduzione del modello liberista dominante.

    Molti sono i punti di riflessione emersi da questo primo lavoro:

  • Progetto Roma 2021 - Un salto di qualità per i movimenti

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    di Marco Bersani

    Vivere dentro una città le cui coordinate istituzionali, politiche e sociali sono state rese evidenti dall'inchiesta “Mafia Capitale” non è semplice.

    Una città in cui il faro-guida delle scelte politiche ed economiche non sono i bisogni sociali e ambientali degli abitanti, ma i profitti delle potenti lobby immobiliari e finanziarie, che da decenni dominano il territorio.

    Una città in cui ai vincoli di bilancio e ai diktat monetaristi del patto di stabilità si sacrifica tutto, chiamando “Salva Roma” un decreto che condanna ad una vita senza dignità ampie fasce di popolazione.

    Una città in cui la politica ha ceduto il passo al management e gli amministratori locali hanno per anni fatto a gara ad essere tra i primi e migliori interpreti di questo orientamento, cercando la propria legittimazione non nel consenso delle persone, ma nell'autorizzazione a procedere dettata dai poteri forti.

    Una città che ora è in mano direttamente a commissari e prefetti, che agiscono d’autorità, innestando il pilota automatico delle politiche liberiste, senza bisogno di alcun consenso, per quanto formale.

  • Quelle pellicole scomode a Raggi e Pd

     

    di redazione comune

    Da bene confiscato alla mafia a spazio comune. Questo il lungo percorso che ha attraversato il Cinema Aquila a Roma, grazie alla presenza di un territorio che, nel corso degli anni, ha dapprima denunciato la presenza della banda della Magliana portandolo alla confisca da parte del Comune e, in tempi più recenti, ha contestato i due bandi mandati volutamente a vuoto nel tentativo di un’assegnazione diretta. Un percorso a cui oggi si aggiunge un’ulteriore ed inedita parentesi: quella della censura.

  • Roma all'ultimo stadio?

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    di Marco Bersani

     Con le rocambolesche dimissioni del sindaco, Roma è, dal punto di vista politico, all’ultimo stadio. Si discute appassionatamente in questi giorni in quale relazione Marino fosse con i poteri forti della città, ed è indubitabile il fatto che alcuni di questi poteri forti – Vaticano, Mafia Capitale - avessero tutto l’interesse alla defenestrazione di un Sindaco troppo eclettico per essere considerato affidabile.

    Altrettanto indubitabile è il fatto di come la mera accettazione da parte dello stesso Marino dei vincoli finanziari legati al debito e al patto di stabilità e il conseguente commissariamento della città (in vigore da ben prima delle sue dimissioni), lo abbia portato ad essere ugualmente succube del potere immobiliare e finanziario che tiene da anni in scacco la città.
    L’esempio più eclatante viene dalla vicenda del nuovo stadio della Roma Calcio.

  • Roma: Rete per il diritto alla città

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    di Simona Savini

    Perché una rete per il diritto alla città a Roma? Quali sono i “diritti” perduti nella capitale, e dove e perché si sono smarriti?

    E - domanda più difficile - come riprenderseli?