attac italia

  • Finanza pubblica e derivati

    di Andrea Baranes

    Le perdite potrebbero ammontare a decine di miliardi di euro. Solo per l'amministrazione centrale, perché poi sono centinaia gli enti locali coinvolti. E' difficile fornire stime precise del potenziale impatto dei derivati sulla finanza pubblica. Di tanto in tanto la questione esce dall'ombra e approda sui media. Come nel 2012, quando il governo Monti dell'austerità e dei tagli pagò senza fiatare circa 2,5 miliardi di euro a Morgan Stanley per chiudere alcuni contratti. Sul quadro generale pesa una mancanza di trasparenza e di informazioni. E' stato il ministro Padoan ad ammettere l'anno scorso in Parlamento che “sui derivati di Stato è stato svelato tutto ciò che si poteva, dire di più metterebbe il Paese in una posizione di svantaggio e, quindi, in serie difficoltà”.

  • La Bomba derivati sulle autonomie locali

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    di Marco Bersani 

    Secondo il rapporto presentato qualche giorno fa dalla Corte dei Conti alla Commissione Finanze della Camera, ammonta a quasi 25 miliardi di euro –sui 160 complessivi dello Stato italiano- il valore nozionale dei contrattiderivatisottoscritti dagli enti territoriali nel corso degli ultimi decenni.

    E se è pur vero che Regioni ed enti locali dal 2009 non possono più sottoscrivere derivati, con l’unica eccezione dei contratti di protezione contro l’innalzamento dei tassi sui mutui contratti, è altrettanto evidente come, con quel provvedimento, si sia troppo spesso chiusa la stalla quando i buoi erano già scappati.