attac italia

  • Dai movimenti ai sindaci: per fermare lo Sblocca Italia

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    di Raphael Pepe

    Dopo anni di politiche di austerità, tra tagli alle spese pubbliche e pressioni sugli enti locali con patto di stabilità, pareggio di bilancio e spending review, lo scorso autunno il governo Renzi ha varato, tra le tante riforme lacrime e sangue, lo Sblocca Italia. Il decreto legge 133/2014 in netta continuità con l'attacco della finanza agli enti locali e ai territori, favorisce la speculazione sugli stessi. Vuole dare l'avvio ad altri grandi progetti inutili. In nome del profitto, si vuole intensificare la cementificazione del paese con autostrade, trivellazioni, Tav...

  • Il Belpaese trivellato

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    di Augusto De Sanctis

    In Italia, paese del sole, ai petrolieri sono già stati concessi, o sono in via di definizione, ben 445 titoli minerari per una superficie di milioni di ettari. Sono finora interessate 15 regioni italiane; per ora, sono escluse Friuli Venezia Giulia, Umbria, Valle d'Aosta, Liguria e Trentino Alto Adige. Quindi dal Piemonte alla Sicilia, se si guarda la mappa dei vari permessi di ricerca delle concessioni di coltivazione e delle varie istanze in corso, è un susseguirsi di macchie sul territorio, ognuna delle quali di migliaia o decine di migliaia di ettari, con dentro città e villaggi. Ad esempio, in Molise le tre città più grandi, Termoli, Isernia e Campobasso, sono interamente incluse in titoli minerari. Nelle Marche, l'Ermo colle e tutta Recanati. E così via. I confini dritti sembrano quelli della spartizione coloniale dell'Africa, ignorando completamente cosa vi è sopra quei territori: persone, città, campi, bellezze naturalistiche e architettoniche. Le comunità discutono per anni sui piani regolatori comunali, sui metri di distanza dal vicino, e poi si ritrovano a vivere in una concessione mineraria affidata magari ad una società con sede a Londra e partecipata da un hedge fund con sede alle Cayman…

  • Sblocca Italia: Una legge criminogena

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    di Marco Bersani

    É di questi giorni la notizia che il governo Renzi si appresta ad abrogare la Legge Obiettivo sulle grandi opere, attraverso uno specifico comma inserito nel nuovo Codice degli Appalti in discussione alla Camera, dove si parla di “soppressione della Legge 443/2001”, architrave delle politiche sinora adottate dai diversi governi allo scopo di consegnare il territorio ai grandi interessi immobiliari e finanziari.

    Una legge che concede il potere al direttore dei lavori di essere nominato dall’impresa che li esegue è una legge criminogena”: così l’Autorità nazionale anticorruzione, Raffaele Cantone, aveva definito la Legge Obiettivo non più tardi del marzo scorso.