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  • Riflessioni sul percorso di privatizzazione strisciante della Sanità

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    di Antonio De Lellis

    La sostenibilità futura del Servizio sanitario nazionale potrebbe non essere garantita”. Queste parole, pronunciate dall’allora presidente del Consiglio Mario Montiil27 novembre 2012, scatenarono un putiferio ma sancirono anche l’ingresso “ufficiale “ del termine sostenibilità nel lessico dei dibattiti sanitari. Nella Conferenza Stato Regioni del 5 agosto 2014 è stato approvato, su proposta del Ministro della salute Beatrice Lorenzin, il Regolamento recante "definizione  degli standard qualitativi, strutturali, tecnologici e quantitativi relativi all'assistenza  ospedaliera". Il regolamento è' disciplinato dal decreto legge spending review del 2012 (ministro Balduzzi nominato da Monti) e fissa, tra l'altro, il numero minimo di posti letto delle strutture ospedaliere del SSN. Questi i punti principali del Regolamento: adotta un criterio vincolante di programmazione ospedaliera indicando alle regioni il parametro della dotazione dei posti letto accreditati ed effettivamente a carico del Servizio sanitario regionale, a un livello non superiore a 3,7 posti letto per mille abitanti, comprensivi di 0,7 posti letto per mille abitanti per la riabilitazione e la lungodegenza post-acuzie, da applicarsi  tenendo conto anche della mobilità sanitaria interregionale, attiva e passiva;  fissa criteri uniformi per la classificazione delle strutture ospedaliere in tre livelli a complessità crescente ( presidi ospedalieri di base, con bacino di utenza compreso tra 80.000 e 150.000 abitanti;  presidi ospedalieri di I livello, con bacino di utenza compreso tra 150.000 e 300.000 abitanti;  presidi ospedalieri di II livello, con bacino di utenza compreso tra 600.000 e 1.200.000 abitanti).