attac italia

Report coordinamento nazionale Forum Italiano Movimenti per l'Acqua

Napoli 9 Gennaio 2009

 

Napoli, 9 gennaio 2010

Presenti : Comitato Umbro Acqua Pubblica, Lavoratore Arin, Abruzzo Social Forum, Comitato S. Giorgi, Comitato Cittadino San Giorgio a Cremano, Diocesi di Termoli-Larino, Comitato Acqua Pubblica Torino, Comitato Acqua Pubblica Napoli, Libera Gruppo Abele, Fp Cgil, Federconsumatori Nazionale, Comitato Acqua Pubblica Salerno, Coordinamento Ptrovinciale Acqua Pubblica Frosinone, Comitato Italiano Contratto Mondiale per l’Acqua, Comitato Acqua Pubblica Aprilia – Latina, Associazione LibLab, Forum Bergamasco dei Movimenti per l’Acqua, Rete Lilliput Caserta, Coordinamento Regionale Campano per la Gestione Pubblica dell’Acqua, Attac Italia, Comitato Marigliano, Cittadini Invisibili? No, grazie, Comitato Castellammare di Stabia, Comitato di Nola, Comitato S. Antonio Abate, Meetup Napoli, Comitato Sarno, Comitato S. Sebastiano-Portici, Ingegneria Senza Frontiere Napoli, Segreteria Operativa.

La riunione, partecipata e intensa, si è interamente dispiegata sulla strategia del movimento per l’acqua per l’anno appena iniziato, provando a delineare comunemente un percorso che collochi tutte le campagne in corso a livello territoriale - campagna per la modifica degli statuti comunali, iniziativa sui 64 Ato con affidamnenti a società a totale capitale pubblico - con i prossimi appuntamenti di livello nazionale, scaturiti dalla campagna “Salva l’Acqua!” dello scorso autunno, per iniziativa interna del movimento o su stimolo di altri soggetti (forze politiche, associazioni di consumatori): la manifestazione nazionale del 20 marzo e l’avvio del referendum.

L’insieme degli interventi ha condiviso l’idea che quello che si è aperto possa divenire un anno di importante mobilitazione territoriale e nazionale sul tema dell’acqua, fino a pensare di definirlo anche in termini comunicativi come tale: per l’insieme del movimento il 2010 sarà dunque “l’anno dell’acqua”, ovvero l’anno in cui con il combinato disposto delle iniziative nei territori e dei forti e importanti appuntamenti nazionali, si punterà a sconfiggere la strategia privatizzatrice del governo e a creare le condizioni per un’inversione di rotta.

In altre parole, provando a trasformare quella che, attraverso la campagna “Salva l’Acqua!” si è dimostrata una vittoria culturale - se 20 anni fa le privatizzazioni venivano apertamente rivendicate, ora anche chi privatizza deve negare e giocare in difesa - in una vittoria politica che modifichi concretamente il quadro normativo del Paese.

In questo senso, la manifestazione nazionale del 20 marzo prossimo è stata da tutti considerata come un appuntamento di grande importanza, sia come elemento di forte visibilità nazionale del movimento per l’acqua, sia come ulteriore elemento propulsivo per tutte le iniziative da mettere in campo nel corso dell’anno.

A questo proposito, e anche in seguito a sollecitazioni pervenute, si è condivisa l’idea che l’appuntamento del 20 marzo debba essere una grande manifestazione nazionale del movimento per l’acqua, ma che nel contempo possa divenire spazio di incontro e aggregazione per tutti i temi che si richiamano ai beni comuni, alle lotte ambientali e alla giustizia climatica.

Tanto più dopo il fallimento del vertice di Copenaghen, che richiede la necessità di una forte iniziativa dal basso e di connessione fra esperienze diverse che lottano sui medesimi temi : in questa direzione, la decisione comunemente presa è di lanciare per il 20 marzo una grande manifestazione nazionale per la ripubblicizzazione dell’acqua, per la difesa dei beni comuni e dell’ambiente e per la giustizia climatica.

Il secondo importante punto affrontato è stato quello del referendum. Dopo un breve aggiornamento sugli incontri bilaterali sinora avuti con i soggetti che, a vario titolo, si sono pronunciati per l’avvio della campagna referendaria (associazioni di consumatori, SeL, Federazione della Sinistra, Federazione dei Verdi, IdV), la discussione è stata approfondita e a tutto campo. L’insieme degli interventi ha contribuito a delineare, non tanto se intraprendere o meno la strada del referendum, quanto su come intraprenderla, con quali contenuti e quali obiettivi.

Infatti, pur con la consapevolezza di un percorso intrinsecamente difficile e che richiederà una forte capacità di iniziativa e una grande profusione di energie individuali e collettive, il referendum è stato considerato da tutti gli intervenuti come un’importante opportunità per un’inversione di rotta nelle politiche sull’acqua e come un altrettanto importante possibilità di riappropriazione della democrazia, attraverso il pronunciamento sull’acqua dell’intero Paese.

In questa direzione, e anche in previsione della prima riunione con i soggetti sopra indicati, fissata per lunedì 11 gennaio, la discussione ha indicato tre elementi sui quali la delegazione che parteciperà dovrà impostare il confronto con questi primi soggetti interessati ad intraprendere la strada del referendum.

Il primo elemento riguarda i tempi. Alcuni sono dettati dalla legislazione : infatti per votare nella primavera del 2011, la raccolta delle firme - 500.000 in tre mesi - deve essere completata entro la fine di settembre di quest’anno. Anche per poter predisporre adeguatamente la diffusa e capillare organizzazione territoriale della campagna, il Forum italiano dei movimenti dell’acqua proporrà che l’avvio della campagna coincida con la manifestazione nazionale del 20 marzo.

Il secondo elemento riguarda il comitato promotore. Proprio perché l’acqua è un tema trasversale, sul quale le singole persone possono decidere indipendentemente dalle appartenenze partitiche, il Forum italiano dei movimenti per l’acqua proporrà che la promozione dell’iniziativa sia costruita a geometria variabile (sulla falsariga di quanto già fatto per la legge d’iniziativa popolare), ovvero con un comitato promotore composto dal Forum e dagli altri soggetti associativi esterni allo stesso e con un comitato di sostegno composto dalle forze politiche.

Andrà inoltre definita la partecipazione degli enti locali che sostengono il referendum.

Il terzo elemento riguarda i quesiti. Su questo, dopo aver analizzato la sostanziale inutilità e la probabile non ammissibilità del quesito già depositato dall’IdV (lascia inalterato il quadro normativo, aggiungendo elementi di confusione legislativa), la discussione ha condiviso la necessità che il contesto da costruire sia quello della più ampia aggregazione possibile di forze da mettere in campo e nel contempo che porti, in caso di vittoria, ad effettivi e concreti cambiamenti normativi, che consentano alla lotta per la ripubblicizzazione dell’acqua di fare un balzo in avanti.

In questo senso, si è deciso che la proposta in merito ai quesiti che il Forum italiano dei movimenti per l’acqua farà sarà quella di tre quesiti : uno per l’abrogazione dell’art. 23bis, così come modificato dall’art.15; uno per l’abrogazione dell’art. 150 del Decreto Ambientale n. 152; uno per l’abrogazione, sempre nel Decreto Ambientale n. 152, all’art. 154 delle parole relative all’ “adeguata remunerazione del capitale investito” inserite nella definizione del sistema tariffario.

E’ stato sottolineato da più parti come la necessità di proporre quesiti più incisivi sia dovuta non solo all’ovvio attestarsi sui contenuti che il movimento ha sinora portato avanti, in particolare con la legge d’iniziativa popolare, ma anche ad una concretissima necessità di stimolare la mobilitazione di tutte e tutti sull’intero territorio nazionale. Attestarsi sulla proposta minima di abrogazione del solo art. 23bis, significherebbe chiedere a più del 50% della popolazione italiana - e alla stragrande maggioranza dei comitati territoriali in campo - di produrre una mobilitazione straordinaria senza ottenere alcun effetto concreto, se non di tipo culturale, nel proprio territorio.

In merito ai tre elementi sopra esposti, la riunione ha dato un mandato più che esplorativo alla delegazione che parteciperà all’incontro dell’11 gennaio, definendo in particolare, laddove ve ne fosse la necessità, una possibilità di mediazione immediata sulla questione dei tempi e del comitato promotore; mentre per quanto riguarda i quesiti, in caso di difficoltà nel confronto, la delegazione dovrà riconvocare in forma straordinaria il Coordinamento nazionale del Forum.

Ovviamente, andremo al confronto sulla base di quest’impostazione, sufficientemente forti delle nostre ragioni, ma anche disponibili a misurarci con le questioni poste dai nostri interlocutori, con l’obiettivo di arrivare ad una condivisione ampia del profilo di fondo dell’iniziativa referendaria e del suo percorso.

La riunione si è conclusa aggiornandosi con tempi che verranno definiti dall’esito dell’incontro di lunedi 11 gennaio.

FORUM ITALIANO DEI MOVIMENTI PER L’ACQUA

Dona ora!

Tag Cloud

Condividi

FacebookTwitterGoogle Bookmarks