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A Parigi l'acqua torna pubblica

di Claudio Meloni

 

A PARIGI L’ACQUA TORNA PUBBLICA

In Francia e in altre parti del mondo l’acqua è un bene pubblico; in particolare a Parigi l’attività di produzione dell’acqua, ossia la captazione attraverso le sue fonti, viene gestita da una società mista, la SAGEP,(Societè Anonime de Gestion de l’Eau de Paris oggi Eau de Paris), di cui la municipalità di Parigi è titolare al 72%; gli altri due azionisti presenti nel capitale ciascuno con una quota pari al 14% sono CGE-Veolia e Suez-Lyonnaise des eaux. Questa società, che si occupa sia di controllare i gestori privati dell’attività di distribuzione, che di monitorare la qualità dell’acqua da questi distribuita, produce ogni anno 200 milioni di metri cubi di acqua, a fronte di un consumo giornaliero da parte della municipalità estesa, di 622 milioni di litri.

La distribuzione viene attuata, in base ad una convenzione di gestione (rapport de delegation), dalle due imprese private citate, Suez e Veolia, attraverso uno soggetto definito Gruppo di Interesse Economico (GIE), che appunto associa la Compagnie des eaux de Paris (filiale della CGE-Veolia) e la Eau et force parisienne des eaux, filiale della Suez-Lyonnaise des eaux.

L’incarico di gestire la fase distributiva dell’acqua spetta a Veolia, che, da questo punto di vista, gode di un vantaggio rispetto alla concorrente-partner Suez.

L’attività commerciale relativa alla rendicontazione, alla fatturazione ed all’invio delle fatture spetta anche essa al GIE.

A questo riguardo c’è da dire che un’indagine effettuata nel 2001 da un gruppo di esperti dell’ufficio Servizio pubblico 2000,creato nel 1996 dall’associazione dei sindaci francesi (AMF), e dalla federazione nazionale delle collettività concedenti in gestione il servizio idrico (FNCCR), sulla gestione del servizio idrico di Parigi, ha evidenziato come, sebbene il costo dell’acqua nella capitale transalpina sia mediamente inferiore che nel resto della Francia, l’attività commerciale sia molto più costosa, da 2 a 3 volte e mezzo sopra la media. L’analisi sul costo del servizio è riuscita a dimostrare come la differenza sia imputabile non ad un maggior consumo di acqua da parte dei parigini, e nemmeno da un maggior costo da parte dell’attività di recapito delle fatture, ma dalla presenza stessa del GIE; tale presenza, secondo questa analisi consegnata al sindaco parigino Bertrand Delanoe nel 2002, genera una inspiegabile espansione dei costi, che si ripercuote poi sugli utenti finali del servizio idrico, in maniera indistinta. Oltre a ciò, la presenza della GIE, darebbe luogo anche ad una gestione definita "anormale" da parte degli esperti del gruppo Servizio pubblico 2000.

Questa divisione tra l’attività di produzione e quella di distribuzione dell’acqua, si è resa necessaria in passato a seguito di alcuni problemi legati alla gestione di taluni fondi destinati al rinnovamento di alcune opere rientranti nel patrimonio della Città di Parigi.

La camera regionale dei conti dell’Ile de France, chiamata in giudizio nel 1991, ritenne necessario revocare la gestione di tali fondi da parte del GIE, a causa della scarsa trasparenza nei conti che avrebbero dovuto rendicontare il loro effettivo impiego.

A seguito di quella vicenda venne istituita la Sagep, con l’incarico, tra gli altri, di assicurare una maggiore trasparenza in relazione alla gestione dei fondi appunto destinati al rinnovamento delle opere idriche e non solo.

In seguito la stessa camera regionale, effettuò un nuovo esame sull’attività di produzione dell’acqua, relativamente al periodo che va dal 1998 al 2000, e fu costretta a rivedere il suo giudizio, in quanto la trasparenza contabile che si sperava di ottenere attraverso la creazione della Sagep, non venne riscontrata.

A ciò si deve aggiungere la denuncia da parte degli uffici pubblici incaricati delle restituzioni delle somme non dovute da parte degli utenti del servizio idrico; questi si vedono costretti a lamentare, purtroppo inascoltati, una cronica mancanza di fondi, indispensabili per svolgere correttamente una attività di restituzione al pubblico.

Da questo punto di vista l’indagine condotta dall’ufficio Servizio pubblico 2000, ha evidenziato come dietro ai lunghi e sistematici ritardi nella liquidazione delle somme non dovute da parte del GIE, si nasconda una vera e propria rendita finanziaria, consistente in un elevato monte interessi attivi, a favore della GIE stessa, responsabile dell’attività di riscossione delle fatture.

Non è dato sapere se le disfunzioni riscontrate nel sistema idrico parigino siano state la ragione determinante, sta di fatto che, dato che nel 2009 le convenzioni di gestione che legano l’amministrazione della capitale parigina alla Suez-Lyonnaise des eauz e alla CGE-Veolia scadranno, e che esse non verranno rinnovate dal sindaco socialista Delanoe; ed anzi una parte importante della recente campagna per le amministrative parigine, oltre alla lotta all’inquinamento e alla maggiore offerta di edilizia popolare, è stata occupata dal rilancio dei servizi pubblici ed in particolare del servizio idrico, rilancio basato sul ritorno ad una gestione interamente pubblica, sia nella produzione che nella distribuzione, attraverso una "regie publique", ente di gestione municipale, dotata di autonomia finanziaria.

www.claudiomeloni.splinder.com

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